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Medio Oriente, le notizie del 16 dicembre.

Medio Oriente, le notizie del 16 dicembre.
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Punti chiave

Al Jazeera, Israele si prepara ad attaccare lo Yemen

Israele si sta preparando a lanciare un attacco allo Yemen, e c'è pieno consenso nell'establishment della sicurezza israeliana sulla necessità di questo attacco. Lo rende noto Al Jazeera. Israele nota che gli Houthi si sono assunti la responsabilità dei continui attacchi contro Israele.

Onu, ordini di evacuazione israeliani sono un pericolo per famiglie

I nuovi ordini di evacuazione emessi dalle forze di difesa israeliane hanno costretto i civili palestinesi a finire in mezzo al conflitto e esclusi dall'accesso a servizi fondamentali. Lo ha dichiarato l'Onu nel corso dell'incontro quotidiano con i media internazionali. Due ordini di evacuazione sono stati emessi venerdì e sabato. Il primo a Gaza e nel governatorato a nord. Il secondo a Deir al Balah. In tutto sono state più di settecento le famiglie costrette a sfollare.

Funzionari israeliani a Doha per colloqui su cessate il fuoco e ostaggi

Funzionari israeliani sono arrivati a Doha oggi per colloqui finalizzati al cessate il fuoco a Gaza e allo scambio di ostaggi tra Israele e Hamas. A riferirlo all'Afp è stata una fonte a conoscenza dei colloqui. "Un team tecnico israeliano è a Doha per discutere del cessate il fuoco e dell'accordo sugli ostaggi a Gaza", ha detto la fonte, a condizione di anonimato, aggiungendo che gli incontri si tengono 'tra team di lavoro israeliani e qatarioti'.

Netanyahu incontra inviato Trump per ostaggi Boehler

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha incontrato l'inviato speciale designato dal Presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, per la questione degli ostaggi a Gerusalemme. L'ufficio di Netanyahu afferma che Adam Boehler è in visita privata in Israele e non fornisce dettagli sul contenuto dei loro colloqui. Attualmente Ceo della società di investimenti sanitari Rubicon Founders, Boehler ha preso parte alle negoziazioni degli Accordi di Abramo e ha contribuito a guidare i colloqui tra gli Stati Uniti e i talebani durante la precedente amministrazione Trump, durante la quale ha ricoperto il ruolo di Ceo della US International Development Finance Corp, una nuova agenzia federale creata durante quel mandato.

Media, forze Russia si preparano a lasciare Siria entro poche ore

L'emittente saudita Al-Arabiya ha riferito da fonti che "le forze russe nel porto di Tartus si stanno preparando a ritirarsi e a lasciare la Siria entro poche ore". Nei giorni scorsi diversi media avevano riferito che la Russia stava riducendo la sua presenza nel Paese dopo la caduta del presidente Bashar Assad, alleato di Mosca.

Siria: Londra invia delegazione a incontrare autorità ribelli

Il ministro degli Esteri britannico David Lammy ha annunciato che Londra ha inviato una delegazione ufficiale per incontrare le autorità provvisorie in Siria. "Posso confermare oggi che abbiamo inviato una delegazione di alti funzionari britannici a Damasco per un incontro con le nuove autorità siriane ad interim e membri di gruppi della società civile", ha detto durante una conferenza stampa a Londra.
Lammy ha anche sottolineato il sostegno del Regno Unito a "un processo politico di transizione inclusivo, guidato e di matrice siriana".

Usa: “12 morti in raid Usa contro Isis in Siria”

L'esercito americano ha annunciato di aver ucciso 12 membri dell'Isis nel corso di raid aerei in Siria diretti contro "leader, combattenti, e accampamenti" del gruppo. Questi raid, sferrati in zone un tempo sotto controllo di Bashar al Assad, hanno soprattutto lo scopo di evitare che l'Isis "si ricostituisca nel centro della Siria", ha annunciato l’United States Central Command (Centcom).

Israele: “Non siamo mai stati così vicini a un accordo” sugli ostaggi a Gaza

I negoziatori israeliani “non sono mai stati così vicini a un accordo” per il rilascio degli ostaggi a Gaza ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ai membri della Commissione Affari Esteri del Parlamento israeliano. Lo ha riferito il suo portavoce all’Afp.

Hamas, Usa principali sostenitori di genocidio a Gaza

Hamas ha attaccato duramente gli Stati Uniti, affermando che sono responsabili dei "massacri" israeliani che avvengono contro i palestinesi nella Striscia di Gaza. Gli Stati Uniti, secondo il gruppo palestinese, sono uno dei "principali sostenitori" del genocidio in corso a Gaza da parte di Israele. Lo si legge in una nota dopo che decine di palestinesi sono stati uccisi in molteplici attacchi contro scuole che fungevano da rifugio per gli sfollati negli ultimi giorni. Lo riporta Al Jazeera. "Invitiamo le persone in tutto il mondo a organizzarsi e a fare pressione sui criminali israeliani e sui loro sostenitori affinché pongano fine allo spargimento di sangue che sta avvenendo sotto gli occhi di tutti", continua la nota.

Trump, ribelli siriani controllati da Turchia

I ribelli siriani che hanno rovesciato il regime di Assad sono "controllati dalla Turchia". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando, "non voglio che i nostri soldati muoiano", in riferimento ai 900 militari Usa presenti in Siria. "Ma non credo, perché l'altra parte è stata decimata", ha aggiunto il presidente eletto parlando a Mar-a-Lago.

Trump, 'lavoriamo per ostaggi Israele e fine guerra a Gaza'

"Stiamo cercando di riportare gli ostaggi" di Israele da Gaza e di mettere fine alla guerra in Ucraina. Lo afferma il presidente-eletto Donald Trump.

Siria: Kallas, via basi russe condizione per nuova leadership

"Si è parlato della presenza russi e molti ministri degli Esteri ne hanno parlato per dire che dovrebbe essere una condizione per la nuova leadership, che si liberino anche dell'influenza russa. E' una base dove conducono anche le loro attività verso l'Africa e i vicini del sud.
Quindi questa è sicuramente una preoccupazione anche per la sicurezza europea. Solleveremo questa questione con la leadership quando avremo gli incontri a diversi livelli". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al termine del Consiglio Esteri.

Kallas, 'Russia e Iran non abbiano posto in Siria'

"La Russia e l'Iran non dovrebbero avere un ruolo nel futuro della Siria". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas al termine del Consiglio Esteri.

Kallas: “Nostro capo delegazione a Damasco”

"Il nostro capo delegazione, che è basato a Beirut, è ora a Damasco per incontri di alto livello" con le nuove autorità siriane dopo la caduta di Bashar al Assad. Lo precisa l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio Affari Esteri.

Iran riaprirà la sua ambasciata a Damasco

Le autorità di Teheran hanno annunciato che riapriranno "presto" la loro ambasciata a Damasco dopo aver ricevuto "garanzie di sicurezza" da parte delle nuove autorità siriane. "Se Dio vuole, l'ambasciata riprenderà presto le sue attività", ha dichiarato l'ambasciatore iraniano a Damasco, Hosein Akbari, citato da Press Tv. Dopo la deposizione del regime di Bashar al-Assad, le autorità iraniane hanno trasferito a Beirut il personale della ambasciata "per un periodo di due o tre giorni" come "garanzia di sicurezza" dopo che la sede diplomatica era stata attaccata da jihadisti e ribelli. Akbari ha sottolineato che le nuove autorità "hanno garantito la sicurezza" dell'edificio e del persone.

Von der Leyen ad Amman, 'insieme su aiuti umanitari alla Siria'

"L'Ue lavorerà a stretto contatto con la Giordania e i partner per garantire una transizione politica in Siria in linea con i principi stabiliti nella risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza dell'Onu. Consegneremo aiuti umanitari attraverso la Giordania e sosterremo il rapido ripristino dei servizi e delle infrastrutture di base". Lo scrive in una nota la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, dopo il colloquio con re Abdullah II di Giordania, ad Amman. Un nuovo incontro, ha riferito ancora von der Leyen, è previsto a Bruxelles all'inizio del 2025. "Insieme lanceremo un partenariato strategico rafforzato tra Ue e Giordania", ha preannunciato.

Siria: carceri di Saydnaya, Turchia invia squadra di ricerca

La Turchia ha inviato in Siria una squadra di uomini specializzati nella ricerca e nel salvataggio di persone con la speranza di trovare sopravvissuti nella prigione di Saydnaya. L'annuncio è arrivato dalla protezione civile turca Afad, che ha specificato che il team è composto da 80 persone. L'obiettivo è quello di verificare l'eventuale presenza di ulteriori celle e aree di detenzione nei sotterranei del carcere simbolo della dittatura della famiglia Assad. L'invio della squadra, che entrerà in azione questa mattina, è stato deciso in accordo con il governo di transizione siriano. Il personale inviato è specializzato nella ricerca di persone in condizioni difficili, causate da disastri naturali come terremoti, e nell'utilizzo di strumenti e tecnologie capaci di rivelare la presenza di persone in vita anche in profondità.

Il testo attribuito ad Assad: Mosca ha voluto l’evacuazione verso la Russia

Il messaggio attribuito ad Assad e datato Mosca è accompagnato da un testo che dice che diversi media internazionali si sono rifiutati di pubblicarlo. Nel messaggio si dice che l’8 dicembre è stata Mosca a richiedere che “venisse immediatamente organizzata una evacuazione verso la Russia”.

Il messaggio firmato da Assad: sono andato a Latakia d’accordo con alleati russi

Il messaggio attribuito ad Assad: “Non appena le forze dei terroristi hanno infiltrato Damasco, sono andato a Latakia d’accordo con gli alleati russi, per coordinare le operazioni”.

Il messaggio pubblicato a firma Assad: la Siria è in mano ai terroristi

La Siria è "ormai nelle mani dei terroristi" e Bashar Assad non ha avuto intenzione di lasciare il Paese fino alla mattina dell'8 dicembre. Lo ha rivelato lo stesso ex presidente siriano stando a un messaggio pubblicato sui social dell'ufficio presidenziale. "Non ho lasciato la mia patria in modo pianificato, come cercano di far credere. E non l'ho lasciata nelle ultime ore della battaglia, sono rimasto a Damasco, adempiendo ai miei doveri fino all'8 dicembre"

Assad in un messaggio social a lui attribuito: mai durante gli eventi in Siria ho pensato di fuggire o dare le dimissioni

Reuters ha riferito che nel messaggio pubblicato sull’account Telegram della deposta presidenza siriana, Bashar al Assad dice di “non aver mai pensato durante gli eventi in Siria di fuggire o dare le dimissioni”.

Messaggio attribuito ad Assad: “Non ho lasciato Damasco fino all’8 dicembre”

L’account Telegram della presidenza siriana ha diffuso un messaggio attribuito ad Assad in cui il capo dello Stato deposto dice di non aver lasciato Damasco fino alle prime ore dell’8 dicembre.

Media: nei cieli di Israele aereo con decine di nastri per festeggiare la possibile liberazione ostaggi

Almeno un aereo che volava su Israele questa mattina all'alba ha 'disegnato' con la sua scia dei nastri che simboleggiavano l'appello per il rilascio degli ostaggi detenuti da Hamas, riportano i medi nazionali. Il gesto è stato compiuto da uno o più piloti e il simbolo è stato visto all'alba da nord a sud.
L'esercito, scrive il Times of Israel, sta verificando la possibilità che i nastri siano stati creati da aerei dell'Aeronautica militare non autorizzati. Secondo la Radio dell'Esercito, gli ufficiali dell'aeronautica sospettano che i loro aerei siano stati usati per la bravata, dato che i nastri sono apparsi nelle aree in cui volavano gli aerei militari. Tuttavia, sottolinea l'emittente, i comandanti non hanno mai approvato un progetto del genere.
Finora nessuno ha rivendicato la paternità dei disegni disseminati nel in cielo di Israele, e l'ipotesi che i nastri fossero un gesto per ricordare gli ostaggi a Gaza non è stata confermata.

Katz: “Siamo più vicini che mai a un accordo sugli ostaggi”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha commentato le notizie di progressi nei negoziati con Hamas durante un'audizione della commissione Affari esteri e Difesa. "Siamo più vicini che mai ad un accordo sugli ostaggi dopo quello precedente", ha dichiarato come riporta Haartez.

Hamas: “L’accordo per la tregua a Gaza più vicino, ma Netanyahu non lo ostacoli”

''Siamo più vicini che mai a raggiungere un accordo per il cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri'', sempre che il primo ministro israeliano Benjamin ''Netanyahu non ostacoli l'accordo''. Lo ha dichiarato un leader di Hamas a condizione di anonimato al giornale saudita 'Asharq News'. La fonte ha spiegato che Hamas ha presentato una proposta di accordo mostrando una ''grande flessibilità'' per arrivare a una ''fine graduale della guerra e a un ritiro graduale delle forze israeliane in base a una tempistica condivisa e alle garanzie dei mediatori internazionali''.

L’ambasciata Usa esorta i suoi cittadini in Siria a partire

"La situazione della sicurezza in Siria continua a essere volatile e imprevedibile, con conflitti armati e terrorismo in tutto il Paese", ha scritto in una nota l'ambasciata degli Stati Uniti a Damasco, in cui si afferma che pertanto "i cittadini statunitensi dovrebbero lasciare la Siria, se possibile". "I cittadini statunitensi che non sono in grado di partire dovrebbero preparare piani di emergenza per situazioni di emergenza ed essere pronti a rifugiarsi sul posto per lunghi periodi", si legge ancora nella nota in cui si sottolinea inoltre che "l'ambasciata statunitense a Damasco ha sospeso le sue operazioni nel 2012. Il governo statunitense non è in grado di fornire servizi consolari di routine o di emergenza ai cittadini statunitensi in Siria".

Villaggio druso chiede di essere annesso da Israele: “Meglio dei jihadisti”

Il villaggio druso di Hader, nella Siria meridionale vicino al confine israeliano, ha chiesto di poter essere annesso a Israele per evitare di essere amministrato dai leader jihadisti che hanno deposto il regime di Bashar al-Assad. La decisione è stata presa nelle scorse ore durante un'assemblea cittadina, in cui i residenti hanno chiesto a Israele di annettere la comunità siriana. Nei giorni scorsi, dopo la caduta del regime di Assad la scorsa settimana, gli ufficiali delle Forze di difesa israeliane hanno tenuto i loro primi incontri con i leader dei villaggi siriani conquistati nelle Alture del Golan. "Qual è il nostro destino?", ha chiesto un oratore a Hader rivolgendosi ai cittadini. "Israele", hanno risposto loro in un video che è stato condiviso sui social. Nel fine settimana gli ufficiali delle Idf hanno incontrato gli anziani del villaggio nelle loro case per rassicurarli sulla loro sicurezza e sulla continuità della loro vita quotidiana a Quneitra, un distretto che si trova all'interno della zona cuscinetto tra Siria e Israele.

La Germania: Israele rinunci ai piani nel Golan, l’area è della Siria

La Germania chiede a Israele di rinunciare ai suoi piani di insediare nuove colonie nel Golan. È quello che ha affermato un portavoce del ministero degli Esteri in conferenza stampa a Berlino. "È chiaro che quest'area appartenga alla Siria", ha affermato il portavoce Christian Wagner.

Nuovi raid israeliani sulla Siria

Circa 20 raid aerei israeliani sono stati condotti nelle ultime ore in varie regioni della Siria. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui nelle ultime 48 ore Israele ha compiuto più di 70 attacchi aerei, a cui si sommano le centinaia di raid condotti nell'ultima settimana, dopo la dissoluzione del potere di Assad, per annientare ogni tipo di difesa militare siriana. Le aree più colpite nella notte sono quelle nelle regioni centrali di Hama, Homs, nella costa mediterranea e lungo il confine con Libano. Altri raid nella Siria sud-orientale, al confine con l'Iraq.

Mattarella: perseguire l’obiettivo di uno Stato palestinese

"Perseguire l'obiettivo, ravvicinato, della statualità palestinese significa offrire al popolo della Cisgiordania e di Gaza un traguardo di giustizia e una convincente prospettiva di speranza per il proprio futuro, irrinunziabile condizione anche per una finalmente solida garanzia di sicurezza per Israele. Con analoga tenacia occorrerà accompagnare la definizione dello Stato che sorgerà dalla nuova situazione siriana, sia dal punto di vista politico sia per quel che riguarda le conseguenze umanitarie". Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla XVII edizione degli Stati generali della diplomazia alla Farnesina.

(afp)

Gaza, i morti palestinesi sono più di 45 mila

È salito ad almeno 45.028 morti e 106.962 feriti nella Striscia di Gaza il bilancio delle vittime palestinesi dal 7 ottobre 2023. Lo ha riferito il ministero della Sanità di Gaza, aggiungendo che il bilancio delle ultime 24 ore è di 52 morti e 203 feriti. Il ministero della Sanità di Gaza non distingue fra civili e combattenti nel suo conteggio, ma ha affermato che più della metà delle vittime sono donne e bambini. L'esercito israeliano afferma di aver ucciso più di 17mila militanti. Il ministero della Salute ha sottolineato che il bilancio reale è più alto degli oltre 45mila morti riferiti perché migliaia di corpi sono ancora sepolti sotto le macerie o in aree non accessibili ai medici.

L’Italia chiede alla Ue di creare canali di dialogo con le nuove autorità di Damasco e la via per lo stop alle sanzioni

Il governo italiano avrebbe presentato ai partner europei riuniti a Bruxelles un documento in cui si esortano gli Stati membri dell’Unione a "creare canali di dialogo con Hts", la formazione ex jihadista che guida le milizie ora al potere a Damasco puntando a "una graduale e condizionata rimozione delle sanzioni".

Inviato Onu ad Al Jolani: la transizione sia inclusiva

L'inviato delle Nazioni Unite per la Siria ha sottolineato al leader del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), Abu Mohammad al-Jolani, la necessità di una transizione "credibile e inclusiva". Geir Pedersen, arrivato ieri a Damasco, ha incontrato il premier ad interim Mohammad al-Bashir, secondo quanto riferito. L'inviato speciale ha presentato i risultati dell'incontro internazionale di Aqaba sulla Siria del 14 dicembre, "sottolineando la necessità di una transizione politica credibile e inclusiva guidata dai siriani, basata sui principi della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Questa risoluzione adottata nel 2015 riafferma "il suo fermo impegno per la sovranità, l'indipendenza, l'unità e l'integrità territoriale della Repubblica araba siriana" e stabilisce una tabella di marcia per una soluzione politica in Siria. Ieri Pedersen ha anche sottolineato "l'intenzione delle Nazioni Unite di fornire tutta l'assistenza necessaria al popolo siriano" ed "è stato informato delle sue sfide e priorità".

Siria, Tajani: speriamo segnali positivi diventino concreti

"Domani si svolgerà una riunione dei ministri degli Esteri del Quintetto per valutare cosa fare in Siria. Ci auguriamo che primi segnali positivi si trasformino in concreti segnali positivi". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla sessione inaugurale della Conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori alla Farnesina.

(ansa)

Kallas: oggi una delegazione della Ue a Damasco per parlare con la nuova leadership

L'alta rappresentante per la politica estera della Ue, Kaja Kallas, ha annunciato che un inviato dell'Unione sarà oggi a Damasco per parlare con la nuova leadership della Siria. "Un nostro alto diplomatico in Siria oggi sarà a Damasco, avremo di contatti lì", ha detto parlando ai giornalisti prima di una riunione con i ministri degli Esteri dell'Unione.

Wafa, almeno 20 morti in bombardamento scuola a Khan Younis. Tra le vittime anche dei bambini

Le forze armate israeliane hanno bombardato una scuola nel sud di Khan Younis, uccidendo almeno 20 persone. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che tra le vittime ci sono anche dei bambini e che ci sono molti rimasti feriti. La scuola è gestita dall'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) e si trova vicino al complesso medico Nasser.

Media: colloquio Netanyahu-Trump su Gaza e Siria

Il premier israeliano Benjamin Netanyhuu ha avuto con colloquio telefonico con il presidente eletto Donald Trump, nel corso del quale i due leader hanno parlato di un possibile accordo per la liberazione degli ostaggi, della guerra contro Hamas e Gaza e della situazione in Siria. Lo riportano i media israeliani.

Israele chiude l’ambasciata a Dublino: “Ha aderito all’accusa di genocidio”

Il ministero degli Esteri israeliano ha annunciato la chiusura dell'ambasciata israeliana a Dublino, dopo che la scorsa settimana l'Irlanda ha annunciato che si sarebbe unita alla causa del Sudafrica contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia per un possibile genocidio a Gaza. "L'Irlanda ha superato tutte le linee rosse nelle sue relazioni con Israele", ha dichiarato oggi il nuovo ministro degli Esteri, Gideon Saar, in un comunicato, definendo le azioni e la retorica dell'Irlanda "antisemite"

Idf : “Il cameraman di Al Jazeera ucciso era membro della Jihad islamica”

Le forze armate israeliane accusano il cameraman di Al Jazeera, Ahmed al-Louh, ucciso oggi in un attacco aereo nella Striscia di Gaza centrale, di essere stato un membro del gruppo terroristico della Jihad islamica palestinese.
In una dichiarazione, l'esercito afferma di aver effettuato un attacco con droni contro un gruppo di terroristi di Hamas e della Jihad islamica presso un centro di comando, con sede negli uffici dell'organizzazione di difesa civile di Gaza a Nuseirat.
"Il complesso è stato utilizzato dai terroristi per pianificare ed eseguire atti terroristici contro le truppe dell'Idf", afferma l'esercito.
Secondo le Idf, nell'attacco sono rimasti uccisi diversi terroristi, tra cui al-Louh, accusato di aver prestato servizio in precedenza come comandante di plotone nella brigata centrale della Jihad islamica di Gaza.
Le Idf affermano di aver adottato misure per attenuare i danni ai civili durante l'attacco, tra cui l'impiego di munizioni di precisione, sorveglianza aerea e altre informazioni di intelligence.
A gennaio, Israele ha dichiarato che un giornalista di Al Jazeera e un freelance uccisi in un attacco aereo erano terroristi. Il mese successivo, ha accusato un altro giornalista del canale, ferito in un altro attacco, di essere vice comandante di compagnia di Hamas. E a ottobre, le Idf hanno dichiarato di aver scoperto documenti a Gaza che dimostrano che sei giornalisti attivi di Al Jazeera erano operativi in Hamas e nella Jihad islamica.
Al Jazeera ha respinto fermamente le accuse di Israele, accusandolo di prendere sistematicamente di mira i dipendenti di Al Jazeera nella Striscia di Gaza.

Siria, Al Jolani incontra l’inviato speciale Onu Pedersen

L'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Geir Pedersen, è arrivato oggi a Damasco dove ha incontrato il capo del gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (HTS), Al-Jolani, a capo della coalizione che ha rovesciato il potere di Bashar al-Assad. Lo rende noto un comunicato del gruppo.
Abu Mohammad al-Jolani, che ora si fa chiamare con il suo vero nome, Ahmad al-Chareh, e Pedersen hanno discusso dei "cambiamenti avvenuti sulla scena politica, che rendono necessaria una revisione" della risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza dell'Onu, secondo il comunicato pubblicato su Telegram. La risoluzione adottata nel 2015 stabilisce una tabella di marcia per un regolamento politico in Siria.

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