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Due tigri cresciute in cattività si ritrovano libere in Siberia e formano una famiglia

Due tigri cresciute in cattività si ritrovano libere in Siberia e formano una famiglia

La storia di Boris e Svetlaja raccontata sul Journal of Wildlife Management. Rimesso in libertà il maschio ha percorso 180 chilometri e si è fermato quando ha ritrovato la compagna conosciuta da cucciolo

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LONDRA – Il richiamo della foresta è un concetto ben noto, descritto da Jack London nel romanzo omonimo su un cane che ritorna alla natura di lupo. Ora gli scienziati possono aggiungerci il richiamo dell’amore: che, fra due tigri siberiane, ha funzionato con risultati incredibili.

Una squadra di ricercatori russo-americani aveva salvato due cuccioli di questa specie in pericolo di estinzione, un maschio e una femmina, rimasti orfani in diverse zone della Siberia orientale, e li ha poi fatti crescere per un anno e mezzo in cattività. Quando erano abbastanza grandi da cavarsela da soli, gli studiosi li hanno riportati nel loro habitat naturale, lasciandoli però a 200 chilometri l’uno dall’altra, nella speranza di diffondere le tigri in aree differenti dell’immensa regione. Ma un anno più tardi, seguendone le tracce con un collare gps e altri strumenti, hanno avuto la sorpresa di scoprire che Boris e Svetlaya, come li avevano soprannominati, si sono ricongiunti. E che hanno messo al mondo una cucciolata.

Raccontata sul Journal of Wildlife Management, l’impresa annunciata dai naturalisti russi e americani fornisce due motivi per celebrare. Uno è che, per la prima volta, la reintroduzione dei grandi felini nel loro ambiente è avvenuta con successo: un esperimento che aumenta le speranze di evitarne la scomparsa. La seconda ragione per festeggiare l’evento, come ha scritto il New York Times, è che il richiamo dell’amore è stato più forte della distanza geografica, del gelo, degli imprevisti della taiga siberiana: Boris ha percorso almeno 180 chilometri per ritrovare Svetlaya e, quando le due tigri si sono incontrate, hanno formato immediatamente una coppia, come quando erano cuccioli. Forse le due tigri si sono riconosciute. Sicuramente, per dirla con il linguaggio degli umani, si sono innamorate.

I due tigrotti erano stati rinvenuti nel 2014 nelle montagne dell’Amur, lungo il confine tra Russia e Cina, quando avevano fra 3 e i 5 mesi di vita. La cattività in cui sono cresciuti non è stata tipica di uno zoo: poiché fin dall’inizio l’obiettivo era provare a reinserirli nella natura, gli scienziati hanno evitato ogni contatto fra i cuccioli e gli esseri umani che li allevavano. La squadra di ricercatori ha gradualmente introdotto i due giovani felini a prede vive, affinché sviluppassero l’istinto della caccia, necessario per sopravvivere una volta tornate al loro habitat. Lo scopo del progetto, coordinato dalla Wildlife Conservation Society, un’organizzazione non governativa globale con sede a New York, è sempre stato quello di preparare Boris e Svetlaya al ritorno allo stato brado. E quando le due tigri hanno raggiunto un anno e mezzo di età, sono state riportate separatamente in due parti diverse dell’Amur, sperando che vi si reinserissero senza difficoltà.

I ricercatori non si aspettavano, tuttavia, che il maschio sarebbe riuscito a ritrovare la femmina insieme alla quale era cresciuto. Né che, a quel punto, avrebbero formato una coppia, per così dire, mettendo su famiglia insieme.

In tutto, negli ultimi anni i naturalisti russi hanno salvato, cresciuto e reintrodotto in natura una dozzina di tigri siberiane: un esperimento che aveva dato successi per le linci in Spagna, ma non era stato ancora tentato per la tigre dell’Amur. La riuscita dell’iniziativa è stata salutata con entusiasmo dagli esperti. Stime recenti calcolano il numero di tigri superstiti in questa vasta regione della Russia tra 500 e 750: ripopolandola con tigrotti cresciuti in cattività, è possibile che possa ospitare un numero di esemplari assai maggiore. E chi ama questi magnifici animali, intanto, ha una love story che li riguarda da mettere sotto l’albero di Natale.

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