Leader Forze democratiche siriane: “Kobane sia zona smilitarizzata”
Kobane, la città curda del nord della Siria nel mirino dei gruppi filo-turchi, sia una "zona smilitarizzata". Lo ha proposto il leader delle Forze democratiche siriane (Fds), coalizione di milizie a maggioranza curda sostenuta dagli Stati Uniti, Mazloum Abdi, in un messaggio sul social X. "Riaffermando il nostro fermo impegno a raggiungere un cessate il fuoco completo in tutta la Siria, annunciamo la nostra disponibilità a proporre l'istituzione di una zona smilitarizzata nella città di Kobane, con il ridispiegamento delle forze di sicurezza sotto la supervisione e la presenza americana", ha scritto Abdi.
Khamenei, 'asse resistenza' non finisce con Assad
Il leader supremo dell'Iran, Ali Khamenei, afferma che Israele e Usa hanno "completamente torto" nell'immaginare che "l'asse della resistenza", sostenuto da Teheran, sia crollato con la cacciata di Assad.
Negoziati su ostaggi: direttore della Cia domani a Doha
Il direttore della Cia, William Burns, si recherà domani a Doha per incontrare il primo ministro nonché ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman al-Thani. Lo ha riferito sul social X il giornalista Barak Ravid, citando una fonte al corrente della missione, secondo cui Burns e al-Thani faranno il punto sui negoziati che dovrebbero portare a un accordo sul rilascio degli ostaggi ed il cessate il fuoco a Gaza.
Media, non è previsto cessate il fuoco nell'immediato
Ci sono grandi lacune tra Israele e Hamas nei negoziati, e un accordo per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco a Gaza non è previsto nell'immediato, hanno detto martedì tre alti funzionari israeliani che hanno familiarità con i dettagli dei colloqui". Lo si legge sul sito di notizie Walla che cita tre alti funzionari israeliani per i quali al momento un'intesa non è prevista. "Nonostante alcuni progressi nelle ultime settimane, alti funzionari israeliani sottolineano che un accordo per il rilascio degli ostaggi non è previsto nell'immediato - scrive il sito -. La posizione dei leader di Hamas a Gaza, in particolare di Muhammad Sinwar, rende difficile fare progressi, e lui continua a chiedere che qualsiasi accordo porti alla fine della guerra. Potrebbe esserci un'altra crisi nei negoziati tra le parti. Cento rapiti sono ancora detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza. In Israele, si stima che circa la metà di loro sia ancora in vita. Gli Stati Uniti, Israele e i mediatori stanno cercando di raggiungere un accordo fino all'insediamento del presidente Trump il 20 gennaio.
Capo militare Hts, Israele cessi attacchi
Basta con le incursioni e gli attacchi di Israele all'interno del territorio siriano. E' quanto richiesto dal capo militare di Hts, Mourhaf Abu Qasra, conosciuto con il nome di battaglia di Abu Hassan al-Hamwi. Il leader militare ha anche chiesto all'Occidente di rimuovere Hts e il suo leader Ahmad al-Jolani dalla lista delle "organizzazioni terroristiche", come lo considerano Usa, Onu e alcuni Paesi europei.
Capo militare Hts: “Scioglieremo gruppi armati, anche nostro”
Il "prossimo passo" per il gruppo islamista radicale Hayat Tahrir al-Sham (Hts), che ha preso il potere in Siria alla guida di una coalizione di ribelli, sarà lo scioglimento dei gruppi armati, a cominciare dal proprio, fondendoli in una futura istituzione militare. Lo ha annunciato il capo militare di Hts, Mourhaf Abou Qasra, conosciuto con il nome di battaglia di Abu Hassan al-Hamwi, aggiungendo che il nuovo potere vuole estendere la propria autorità sulle aree curde del nord-est della Siria e che rifiuta il federalismo. "La Siria non sarà divisa", ha affermato.
Usa, estesa tregua tra militanti pro turchi e curdi siriani
E' stata estesa la tregua tra combattenti filo-turchi e curdi siriani nella zona di Manbij: lo ha detto il portavoce del dipartimento di stato usa Matthew Miller.
Netanyahu sul Monte Hermon: “Qui finché non si troverà un accordo”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, recatosi sul versante siriano del monte Hermon, ha affermato che Israele rimarrà sulla sua cima "finché non si troverà un altro accordo che garantisca la sicurezza di Israele". La località sulle Alture del Golan è stata occupata la scorsa settimana dall'idf contemporaneamente all'avanzata delle fazioni armate che hanno rovesciato a Damasco il regime del presidente Bashar al-Assad. Lo riporta il Times of Israel. "Sono stato qui 53 anni fa con i miei soldati durante una pattuglia di Sayeret Matkal - ha detto Netanyhu - Il luogo non è cambiato, è lo stesso, ma la sua importanza per la sicurezza di Israele è stata rafforzata negli ultimi anni, e soprattutto nelle ultime settimane con i drammatici eventi che si stanno verificando qui sotto di noi in Siria. Determineremo la migliore disposizione che garantirà la nostra sicurezza".
Oim: “Minoranze religiose stanno andando via dalla Siria per potenziali minacce”
"Decine di migliaia di persone", tra cui appartenenti a minoranze religiose, sono fuggite dalla Siria dopo che le fazioni armate hanno rovesciato il regime di Bashar al-Assad. Lo ha indicato la direttrice generale dell'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (Oim), Amy Pope, in un'intervista all'Afp. "Decine di migliaia" di persone sono fuggite dalla Siria e "stiamo sentendo che soprattutto le minoranze religiose se ne stanno andando", ha affermato Pope, evidenziando che i membri della comunità musulmana sciita sono fuggiti "non perché siano effettivamente minacciati, ma perché sono preoccupati per la possibile minaccia".
Anp, “Abu Mazen invitato domani al Cairo”
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, è stato invitato per domani al Cairo dal presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, secondo quanto scrive il Times of Israel, citando l'inviato dell'Anp in Egitto, Diab al-Louh, e media arabi, alimentando la sensazione che l'accordo per una tregua a Gaza e lo scambio fra ostaggi e prigionieri - discusso in Qatar e da firmare in Egitto - sia in dirittura di arrivo. Secondo l'emittente libanese Al Mayadeen, sempre citata dal Toi, Abu Mazen è stato invitato dal presidente egiziano Al-Sisi per una "visita urgente". La ragione ufficiale dell'invito, scrive il giornale saudita Asharq, è una riunione preparatoria del forum economico fra Paesi islamici del D-8, del quale però l'Anp non fa parte. L'agenzia Reuters in precedenza aveva dato Benyamin Netanyahu in viaggio anche lui per il Cairo, salvo poi essere smentito dall'ufficio del premier israeliano, che è apparso per una visita in territorio siriano, sul monte Hermon.
L’Onu “sconsiglia” per il momento il ritorno in massa dei rifugiati in Siria
Il direttore generale dell'agenzia Onu per le migrazioni, Amy Pope, martedì ha “sconsigliato” il ritorno in massa dei rifugiati siriani nel loro Paese fino a quando la situazione non si sarà stabilizzata. Pope, che dirige l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), ha dichiarato all'Afp durante una visita in Libano: “Le persone hanno il diritto di tornare a casa (...) ma non consigliamo ritorni su larga scala”, poiché le infrastrutture “non potrebbero sostenere un tale afflusso”.
Netanyahu in Siria visita zona cuscinetto
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu visita una zona cuscinetto all'interno della Siria, recentemente conquistata dalle forze israeliane.
Siria: monito inviato Onu, "la guerra non è ancora finita"
"Il conflitto in Siria non è ancora finito": è il monito che l'inviato speciale delle Nazioni Unite, Geir Pedersen, ha lanciato mentre continuano gli scontri tra forze filo-curde e filo-turche nel nord del Paese. "Ci sono state ostilità significative nelle ultime due settimane, prima che fosse negoziato un cessate il fuoco di cinque giorni che è scaduto e sono seriamente preoccupato dalle notizie di un'escalation militare", ha detto Pedersen "che potrebbe essere catastrofica".
Ufficio Netanyahu, il premier oggi è stato al confine con Siria
L'ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha rivelato che oggi il premier si trovava sul Monte Hermon, al confine con la Siria, per fare il punto della situazione con il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di Stato Maggiore delle Idf, Herzi Halevi, il capo dello Shin Bet Ronen Bar e il capo del Comando Settentrionale, maggior generale Uri Gordin. Netanyahu "ha esaminato i preparativi delle Idf sul campo e ha stabilito le regole per la fase successiva", ha affermato il suo ufficio, secondo quanto riporta il Times of Israel.
Israele: Netanyanu "non al Cairo", ma non smentito viaggo
Dopo che l'agenzia di stampa Reuters ha riferito che il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è in viaggio verso Il Cairo per colloqui su tregua e rilascio degli ostaggi a Gaza, il portavoce del capo del governo ha dichiarato che Netanyahu non si trova attualmente nella capitale egiziana, ma non ha negato che sia in viaggio. "Contrariamente alle voci, il primo ministro Netanyahu non è al Cairo e non c'è nulla di nuovo riguardo a Eli Cohen", ha twittato Omer Dostri. Questa è anche la prima volta che la leadership israeliana ha negato che i resti dell'ex spia Eli Cohen siano stati rimpatriati dalla Siria da quando sono iniziate a circolare voci a riguardo.
Casa Bianca: “Cauto ottimismo, vicini ad accordo su Gaza”
"Riteniamo che ci stiamo avvicinando a un accordo di cessate il fuoco a Gaza ", "crediamo, e gli israeliani lo hanno detto, che ci stiamo avvicinando, e non c'è dubbio, ci crediamo, ma siamo anche cauti nel nostro ottimismo". Lo dice il portavoce per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, in un'intervista a Fox News. "Ci siamo già trovati in questa posizione in cui non siamo riusciti a tagliare il traguardo", ha aggiunto Kirby che non ha risposto alla domanda se il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si stesse recando al Cairo per dei colloqui.
Reuters, 'Netanyahu verso il Cairo'. Ma il portavoce nega
La Reuters scrive che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu è in viaggio verso il Cairo per colloqui sul cessate il fuoco e sugli ostaggi nella Striscia di Gaza, così come riferiscono anche i media israeliani. Ma il portavoce del premier smentisce la notizia. Un viaggio di Netanyahu in Egitto farebbe pensare ad una tregua imminente: ieri è stata annullata l'udienza in cui oggi Netanyahu avrebbe dovuto testimoniare nel processo per corruzione a suo carico.
Egitto convoca "con urgenza" Abu Mazen al Cairo
L'Egitto ha convocato "con urgenza" il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, al Cairo. Secono la tv di Hezbollah, Al Mayadeen, il presidente dell'Anp è in viaggio dal Vaticano alla capitale egiziana si troverebbe già il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nell'imminenza di una svolta nell'accordo con Hamas sugli ostaggi.
Hamas, accordo possibile se Israele non pone altre condizioni
Un accordo sul cessate il fuoco a Gaza sul rilascio degli ostaggi è possibile se Israele "smette di stabilire nuove condizioni". Lo dice Hamas secondo quanto riporta la stampa israeliana.
Hamas, negoziati Doha su tregua 'seri e positivi'
I negoziati di Doha su una tregua a Gaza sono "seri e positivi". Lo fa sapere Hamas.
Netanyahu in viaggio verso il Cairo per il cessate il fuoco
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è in viaggio verso Il Cairo, in Egitto, per colloqui sul cessate il fuoco a Gaza, secondo fonti informate della missione citate da Reuters.
Siria, Ong: “100mila corpi in una fossa comune vicino a Damasco”
Una fossa comune che potrebbe contenere i resti di oltre 100mila corpi è stata rinvenuta a 40 chilometri a nord di Damasco, nella località di al-Qutayfah. Lo riporta l'emittente al-Jazeera citando la stima fatta sul posto da Mouaz Moustafa, capo dell'organizzazione non governativa Syrian Emergency Task Force con sede negli Stati Uniti. Questa fossa comune si aggiunge ad altre 12 trovate a sud della Siria. In una di queste, scrive al-Jazeera, 22 corpi, tra cui quelli di donne e bambini, presentavano segni di torture e di un'esecuzione. "Queste fosse comuni custodiscono i segreti di 54 anni di dispotismo, torture e dittatura - ha detto Vall -. Questo è solo l'inizio".
L'Ue annuncia un miliardo per la Turchia per i rifugiati
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato "un ulteriore miliardo di euro per il 2024" in favore della Turchia per la gestione dei rifugiati. I fondi sosterranno "l'istruzione e la sanità per i rifugiati in Turchia, la gestione della migrazione e delle frontiere, compresi i rimpatri volontari dei rifugiati siriani", ha sottolineato von der Leyen ad Ankara. "Man mano che le cose si evolvono sul campo, potremo adattare questo miliardo alle nuove esigenze che potrebbero verificarsi in Siria", ha aggiunto.
L’Onu vuole una missione in Siria per indagare sui crimini e raccogliere prove
Il capo di un organo investigativo delle Nazioni Unite ha scritto alle nuove autorità siriane per esprimere la volontà di impegnarsi con loro e di recarsi in Siria per ottenere prove che potrebbero implicare alti funzionari del precedente governo, ha affermato martedì. I ribelli hanno spazzato via il presidente Bashar al Assad dal potere questo mese, aprendo prigioni e uffici governativi e sollevando nuove speranze di responsabilità per i crimini commessi durante la guerra civile siriana, durata più di 13 anni.
Khamenei: “Israele sarà sradicato, la resistenza non è morta”
La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha ribadito che Israele "saraà' sradicato" nel suo tentativo di porre fine al gruppo sciita libanese Hezbollah attraverso la Siria. "Il regime sionista si sta preparando a circondare e sradicare le forze di Hezbollah in tutta la Siria, secondo la loro immaginazione", ha detto Khamenei in un incontro a Teheran con le donne in occasione dell'anniversario della nascita della figlia del profeta Maometto, che verrà celebrata i prossimi giorni. "Ma quello che sarà sradicato è Israele", ha assicurato la massima autorità politica e religiosa dell'Iran, ribadendo una minaccia espressa anche in altre occasioni. Khamenei ha anche insistito sul fatto che Israele e gli Stati Uniti hanno "sbagliato" nel pensare che il cosiddetto Asse della resistenza "si sia concluso" con la caduta della Siria, uno degli alleati regionali di Teheran. "L'anima di Hassan Nasrallah (il defunto leader di Hezbollah) e' viva. Lo spirito di Sinwar (il defunto leader di Hamas) è vivo" ha aggiunto l'ayatollah. Il cosiddetto Asse della resistenza è l'alleanza informale anti-israeliana guidata dall'Iran e composta dai palestinesi di Hamas, dai libanesi di Hezbollah, dagli Houthi dello Yemen e da una miriade di milizie in Iraq e fino alla Siria di Assad.
Questa alleanza aveva già subito duri colpi dall'inizio della guerra di Israele a Gaza, come l'assassinio del leader politico di Hamas Haniyeh o di Nasrallah. La Siria di Assad aveva svolto un ruolo importante perché ha dato all'Iran l'accesso terrestre a Hezbollah
Al Jolani: “La Siria non sarà una base per attacchi ad Israele”
La Siria "non verrà utilizzata" come base per attacchi contro Israele o qualsiasi altro Stato. Lo ha detto Abu Mohammad al Jolani, il capo della coalizione islamista che ha preso il potere a Damasco, in un'intervista al britannico Times. Allo stesso tempo il leader ha sottolineato che lo Stato ebraico deve porre fine agli attacchi aerei in Siria e ritirarsi dal territorio occupato nel Golan siriano dopo la caduta di Bashar al Assad. "La giustificazione di Israele era la presenza di Hezbollah e delle milizie iraniane, e quella giustificazione è venuta meno", ha aggiunto
Katz: “Israele manterrà il controllo militare di Gaza nel dopoguerra”
Israele manterrà il controllo militare nella Striscia di Gaza al termine della guerra in corso contro Hamas. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz. ''Una volta che avremo sconfitto il potere militare e dominante di Hamas a Gaza, Israele controllerà la sicurezza a Gaza con piena libertà di agire, proprio come in Giudea e Samaria", ha afferma to Karz riferendosi alla Cisgiordania. "Non permetteremo alcuna attività terroristica contro le comunità israeliane e i cittadini di Gaza. Non permetteremo un ritorno alla realtà precedente al 7 ottobre", ha aggiunto citato dal Times of Israel.
Anche la missione tedesca arriva a Damasco
Una delegazione tedesca in missione in Siria terrà oggi a Damasco i primi colloqui con i rappresentanti del governo di transizione istituito dal gruppo islamista Hayat Tahrir al-Sham (Hts), dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad. Lo ha riferito il ministero degli Esteri tedesco. "Si tratterà di un processo di transizione inclusivo in Siria e della protezione delle minoranze. Verranno esplorate anche le possibilità di una presenza diplomatica a Damasco", ha detto un portavoce del ministero.
Arrivata a Damasco una delegazione francese
Una delegazione francese guidata dall'inviato speciale per la Siria, Jean-François Guillaume, è arrivata oggi a Damasco. Lo riferisce l'Afp. Nella capitale siriana per incontri con la nuova leadership è attesa anche una delegazione del Regno Unito.
Siria: al Jolani annuncia scioglimento dei gruppi armati
Il capo della coalizione dominata dagli islamisti che ha preso il potere in Siria ha annunciato lunedì che i gruppi saranno "sciolti" e i loro combattenti integrati nell'esercito del nuovo potere che ha rovesciato Bashar al-Assad. "I gruppi saranno sciolti e i combattenti preparati a entrare nei ranghi del ministero della Difesa, e tutti saranno sotto la legge", ha detto Abu Mohamed al-Jolani nelle osservazioni riportate dalla rete Telegram della coalizione guidata dal gruppo radicale sunnita Hayat Tahrir al-Sham (HTS)
Attacco Usa contro base Houthi nello Yemen
Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno condotto un attacco aereo di precisione contro una struttura chiave di comando e controllo gestita dagli Houthi sostenuti dall'Iran all'interno del territorio controllato dagli Houthi a Sana'a, nello Yemen. Lo rende noto lo stesso Centcom su X. La struttura presa di mira era un hub per il coordinamento delle operazioni degli Houthi, come gli attacchi contro le navi da guerra della Marina degli Stati Uniti e le navi mercantili nel Mar Rosso meridionale e nel Golfo di Aden. L'attacco "riflette il costante impegno del Centcom a proteggere il personale degli Stati Uniti e della coalizione, i partner regionali e le spedizioni internazionali", si legge nel post.
Siria, Jolani, 'contratto sociale' con tutte le religioni
Abu Mohammed al-Jolani, leader del gruppo Hayat Tahrir al-Sham che ha rovesciato il presidente siriano Bashar al-Assad, ha dichiarato che è necessario un "contratto sociale" tra lo Stato e tutte le religioni del Paese per garantire la "giustizia sociale".
"La Siria deve rimanere unita e deve esserci un contratto sociale tra lo Stato e tutte le religioni per garantire la giustizia sociale", ha dichiarato Jolani, che ora si fa chiamare Ahmed al-Sharaa, su Telegram.
Media, forze Russia si preparano a lasciare Siria entro poche ore
L'emittente saudita Al-Arabiya ha riferito da fonti che "le forze russe nel porto di Tartus si stanno preparando a ritirarsi e a lasciare la Siria entro poche ore". Nei giorni scorsi diversi media avevano riferito che la Russia stava riducendo la sua presenza nel Paese dopo la caduta del presidente Bashar Assad, alleato di Mosca.
Al Jazeera, Israele si prepara ad attaccare lo Yemen
Israele si sta preparando a lanciare un attacco allo Yemen, e c'è pieno consenso nell'establishment della sicurezza israeliana sulla necessità di questo attacco. Lo rende noto Al Jazeera. Israele nota che gli Houthi si sono assunti la responsabilità dei continui attacchi contro Israele.