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I servizi negano a Musk i segreti di Stato: “Si droga e parla a Putin”

Elon Musk fuma marijuana durante la registrazione di un podcast nel 2018

 (fotogramma)

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Le sue aziende spaziali gestiscono informazioni riservate di cui neanche lui è a conoscenza. Ma Trump può riabilitarlo
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NEW YORK — Elon Musk manda nello spazio i carichi più segreti del Pentagono e delle agenzie di intelligence americane, ma non ha la minima idea di cosa contengano i suoi stessi razzi, perché non è autorizzato a saperlo. È il paradosso con cui è costretta a convivere SpaceX, secondo il Wall Street Journal, a causa delle relazioni pericolose del suo proprietario e dell’uso di droghe. Trump come presidente potrà ora eliminare queste limitazioni, ma lo farà a suo rischio e pericolo.

SpaceX era stata fondata nel 2002, per approfittare degli appalti ai privati nelle attività spaziali. Ha battuto rivali come Blue Origin di Jeff Bezos e Virgin Galactic di Richard Branson, diventando un punto di riferimento della Nasa…

NEW YORK — Elon Musk manda nello spazio i carichi più segreti del Pentagono e delle agenzie di intelligence americane, ma non ha la minima idea di cosa contengano i suoi stessi razzi, perché non è autorizzato a saperlo. È il paradosso con cui è costretta a convivere SpaceX, secondo il Wall Street Journal, a causa delle relazioni pericolose del suo proprietario e dell’uso di droghe. Trump come presidente potrà ora eliminare queste limitazioni, ma lo farà a suo rischio e pericolo.

SpaceX era stata fondata nel 2002, per approfittare degli appalti ai privati nelle attività spaziali. Ha battuto rivali come Blue Origin di Jeff Bezos e Virgin Galactic di Richard Branson, diventando un punto di riferimento della Nasa e di altre istituzioni. Nel 2005 aveva ottenuto il primo contratto con un’agenzia di intelligence e da allora il ruolo è cresciuto, fino all’accordo da 1,8 miliardi di dollari appena firmato col National Reconnaissance Office per operare satelliti spia.

La compagnia Starshield, braccio militare di Starlink, ha ottenuto la prima commessa di 70 milioni dal Pentagono nel 2023, ma si sta allargando e sembra destinata a crescere ancora grazie a Trump, che Musk ha contribuito a eleggere con finanziamenti da oltre 200 milioni.

Per lavorare in questo settore bisogna superare i controlli di sicurezza del governo, accedendo a tre livelli di informazioni: “confidential”, “secret” e “top secret”. Più in alto ancora c’è il permesso per le cosiddette “informazioni compartimentalizzate”, e ancora più su i “programmi ad accesso speciali”. Musk ha la qualifica “top secret”, ma non le due superiori, nonostante siano state concesse a oltre 400 dipendenti di SpaceX che altrimenti non potrebbero svolgere i loro compiti. Secondo il Wsj, i suoi avvocati gli hanno sconsigliato di fare domanda, perché rischiava di essere bocciato, complicando il business della propria azienda.

I motivi sono due. Primo: i rapporti che Musk ha con leader stranieri, incluso Putin, a cui potrebbe rivelare informazioni segrete. Secondo, l’uso di droghe, che lo rendono poco affidabile sul piano personale. Nel 2018 Musk aveva fumato marijuana in pubblico, partecipando al podcast di Joe Rogan, mentre proprio il Wsj ha rivelato prima l’uso di ketamina, e poi quello di Lsd, cocaina, estasi e funghi psichedelici. Lui ha risposto che la prima gli serve per curare la depressione e ha una ricetta medica per usarla. Quanto alle altre sostanze, i suoi legali hanno replicato che nell’articolo del Journal c’erano “fatti falsi” non specificati, mentre Elon viene «regolarmente sottoposto a test a sorpresa e non ne ha mai fallito uno».

Il problema si complica per il ruolo di Musk nell’amministrazione Trump, dove con Vivek Ramaswamy dovrà guidare il dipartimento per l’efficienza governativa. Il Doge non è un vero ministero e non avrà poteri decisionali. Opererà dall’esterno del governo, come consulente per eliminare 2.000 miliardi di spesa pubblica. In questa veste, però, avrà accesso a informazioni riservate nei settori difesa e intelligence, per individuare i tagli. Come presidente, Trump avrà l’autorità di dare i permessi, scavalcando regole e perplessità di chi li gestisce per mestiere. Se poi però Musk commettesse errori tali da mettere a rischio la sicurezza nazionale, per inesperienza, perché è fissato con la trasparenza, per i suoi rapporti personali o magari per l’effetto delle droghe, la colpa ricadrebbe sul capo della Casa Bianca.

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