Wall Street, fentanyl e stimolanti. È allarme stupefacenti tra i broker
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK- Nei ruggenti anni Ottanta, quando Ronald Reagan gonfiava l’economia americana a colpi di tagli alle tasse e filosofia "trickle down", i cervelli dei broker di Wall Street erano affollati dai "soldatini boliviani", che si arrampicavano lungo le loro narici per metterli in condizione di lavorare ai ritmi forsennati richiesti dalla borsa. Così, almeno, raccontava Jay McInerney nel suo romanzo culto "Le mille luci di New York", diventato l’epopea della generazione yuppie. Oggi, vigilia della seconda amministrazione Trump che si annuncia come la prossima "sugar high", la nuova euforia azionaria da zucchero, la storia si ripete.
La cocaina è stata rimpiazzata dagli stimolanti tipo Adderall e Vyvanse, dagli energy drinks come i "Monsterbombs", o dalle scariche di nicotina contenute nelle cialde Zyn, ma la ragione e gli effetti sono gli stessi. Nella borsa di Manhattan si lavora grosso modo 24 ore al giorno, i più sfruttati scoppiano, e per reggere si aiutano con la chimica.
La de…
NEW YORK- Nei ruggenti anni Ottanta, quando Ronald Reagan gonfiava l’economia americana a colpi di tagli alle tasse e filosofia "trickle down", i cervelli dei broker di Wall Street erano affollati dai "soldatini boliviani", che si arrampicavano lungo le loro narici per metterli in condizione di lavorare ai ritmi forsennati richiesti dalla borsa. Così, almeno, raccontava Jay McInerney nel suo romanzo culto "Le mille luci di New York", diventato l’epopea della generazione yuppie. Oggi, vigilia della seconda amministrazione Trump che si annuncia come la prossima "sugar high", la nuova euforia azionaria da zucchero, la storia si ripete.
La cocaina è stata rimpiazzata dagli stimolanti tipo Adderall e Vyvanse, dagli energy drinks come i "Monsterbombs", o dalle scariche di nicotina contenute nelle cialde Zyn, ma la ragione e gli effetti sono gli stessi. Nella borsa di Manhattan si lavora grosso modo 24 ore al giorno, i più sfruttati scoppiano, e per reggere si aiutano con la chimica.
La denuncia è stata lanciata dal Wall Street Journal, con un’inchiesta dal titolo inequivocabile: "Le droghe usate dai giovani banchieri per sopravvivere alla giornata, e alla nottata". L’articolo racconta storie come quella di Mark Moran, che ammette di essere diventato tossicodipendente. All’inizio lavorava 90 ore alla settimana per Credit Suisse, come intern, e aveva capito che non sarebbe mai riuscito ad arrivare alla fine dell’estate, perdendo il posto fisso a cui anelava. Perciò aveva chiesto consiglio ai colleghi anziani.
Gli avevano suggerito di farsi visitare in una clinica vicina a Wall Street, dove gli avevano chiesto di rispondere ad un questionario durato cinque minuti. Aveva detto che faticava a organizzarsi, a concentrarsi ed era incline a procrastinare i suoi doveri. La diagnosi era stata immediata: ADHD, attention deficit hyperactivity disorder. Così come il rimedio: una ricetta per comprare l’Adderall. Mark era finito a ruota, ma andava così velocemente sul lavoro che lo avevano assunto.
Stesso discorso per Jonah Frey, che ha raccontato al Journal storie modello "The Wolf of Wall Street", viste nel suo ufficio della Wells Fargo a San Francisco. Alcuni colleghi sniffavano la polvere delle pillole schiacciate sulla scrivania, "e nessuno batteva ciglio". Altri usano la nicotina di Zyn, oppure bevande come "Monsterbombs", che valgono quanto cinque tazze di caffè.
La clinica Trifecta, quella usata da Moran per ricevere la sua prescrizione di Adderall e poi Vyvanse, ha una clientela composta per la metà da broker. Oggi 14 milioni di americani usano queste ricette, giustificate con la diagnosi di ADHD, con un aumento del 26% rispetto al 2012.
Gli effetti degli abusi, che possono portare a cambiamenti di comportamento, ma anche a problemi cardiaci, già si vedono. Secondo un’inchiesta pubblicata ad agosto sempre dal Wall Street Journal, a maggio un dipendente della Bank of America è morto dopo aver lavorato 100 ore nell’arco di una settimana.
Tragedie tipo quella di Michael Bloom, 29 anni. Nel 2022 era stato assunto dalla Royal Bank of Canada, a New York, e per dimostrare il suo valore si aiutava con l’Adderall. L’11 aprile del 2023 era tornato a casa alle sette della sera, ma aveva continuato a lavorare, prendendo l’ultima chiamata alle 3,30 del mattino. La mattina dopo la moglie lo aveva trovato morto sul pavimento. L’autopsia aveva rivelato un’intossicazione acuta dovuta anche a etanolo e fentanyl, che nessuno ha mai saputo spiegare come fosse entrato nel suo corpo.
Anche chi non arriva a tanto, però, nota palpitazioni, ansia, affaticamento come dopo una corsa, nonostante sia sempre rimasto seduto alla sua scrivania. Qualcuno riesce a dire basta, quando nota questi effetti, ma molti non possono o non vogliono. I soldatini boliviani si sono rimessi in marcia. E come negli anni Ottanta, pare non ci sia modo di fermarli.