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Meno utenti su X: fuga dal social dell’ideologia di Musk e Trump. Ma gli avversari non decollano

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La piattaforma comprata e trasformata dal miliardario ha perso 2,7 milioni di persone. Il giorno dopo le elezioni Usa in 24 ore via in 115 mila. I numeri delle piattaforme alternative Mastodon, Threads e Bluesky però non esplodono
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NEW YORK - L’account X di Elon Musk ha superato i 207 milioni di follower, ma la piattaforma social ha perso negli ultimi due mesi 2,7 milioni di utenti solo in Usa. Fuggono per andare dove? Le alternative come Mastodon, Threads e Bluesky non sfondano, anche se quest’ultima ha guadagnato cinque milioni nelle due settimane successive alle elezioni presidenziali vinte da Donald Trump, e dieci milioni in due mesi.

Siamo di fronte a un nascente duello tra piattaforme? Non ancora perché i due social hanno numeri ancora troppo diversi: X ha circa 600 milioni di utenti, Bluesky quasi 25 milioni. Ma l’emorragia costante di X indica cosa sta diventando l’ex Twitter da quando, nell’ottobre 2022, è stato rilevato da Musk: la scelta di usare la piattaforma come base per bullizzare gli oppositori, lanciare teorie complottiste, fare da megafono di Trump, potenziare campagne contro transgender, liberal e dipendenti federali, sta erodendo la base.

X non è più una piattaforma neutra, è il social perso…

NEW YORK - L’account X di Elon Musk ha superato i 207 milioni di follower, ma la piattaforma social ha perso negli ultimi due mesi 2,7 milioni di utenti solo in Usa. Fuggono per andare dove? Le alternative come Mastodon, Threads e Bluesky non sfondano, anche se quest’ultima ha guadagnato cinque milioni nelle due settimane successive alle elezioni presidenziali vinte da Donald Trump, e dieci milioni in due mesi.

Siamo di fronte a un nascente duello tra piattaforme? Non ancora perché i due social hanno numeri ancora troppo diversi: X ha circa 600 milioni di utenti, Bluesky quasi 25 milioni. Ma l’emorragia costante di X indica cosa sta diventando l’ex Twitter da quando, nell’ottobre 2022, è stato rilevato da Musk: la scelta di usare la piattaforma come base per bullizzare gli oppositori, lanciare teorie complottiste, fare da megafono di Trump, potenziare campagne contro transgender, liberal e dipendenti federali, sta erodendo la base.

X non è più una piattaforma neutra, è il social personale di Musk dove i messaggi d’odio si sono moltiplicati. Il dieci per cento di utenti che se ne sono andati è un dato parziale, perché nel frattempo X ha anche avuto nuovi iscritti, ma il trend è negativo da due anni, e ha segnato un picco il giorno dopo le elezioni americane quando, in appena ventiquattr’ore, avevano cancellato il proprio account in 115 mila.

Secondo SimilarWeb, a ottobre X ha visto gli utenti giornalieri passare da 32,3 milioni a 29,6, con un calo dell’8,4 per cento. Ogni mese la piattaforma ha registrato un saldo negativo. In media perde quasi un utente attivo su cinque e il trend è identico in Usa e nell’Unione Europea. La situazione sembra destinata a peggiorare nei prossimi mesi.

Secondo gli analisti di Emarketer, nel 2025 Musk consoliderà un trend negativo di sette milioni di utenti persi ogni mese. Il declino incide anche sul valore del brand che, secondo Brand Finance, ora vale 673 milioni di dollari, mentre quando Musk rilevò la piattaforma era arrivato a 5,7 miliardi. Anche il valore di mercato è crollato, passando dai 44 miliardi di dollari pagati due anni fa agli attuali 9,4 miliardi, stando all’analisi di Fidelity. I ricavi sono crollati del 40 per cento rispetto a un anno fa.

Musk ha sbeffeggiato le star che hanno cancellato o sospeso il loro account - dalla star di Hollywood Jamie Lee Curtis a Gabrielle Union, Guillermo del Toro, Barbra Streisand, la modella Gigi Hadid, Whoopi Goldberg, Elton John, Jim Carrey - e i suoi legionari hanno esaltato la piattaforma sempre più pro Putin e anti woke, la cultura dell’inclusione vista dai fans muskiani come “virus che minaccia la civiltà”. Ma perdendo utenti, Elon finirà per parlare solo ai suoi convertiti.

Bluesky è considerato l’erede spirituale di Twitter. Lanciato nel 2021 dal co-fondatore di Twitter Jack Dorsey, è ancora lontano dallo spaventare Musk, ma il 2025, con Trump alla Casa Bianca e il miliardario sudafricano al comando dell’agenzia per i tagli federali, potrebbe registrare nuovi scossoni.

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