Abu Mazen arrivato al Cairo
Il Presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), è arrivato questa sera nella capitale egiziana del Cairo per partecipare all'undicesimo vertice dell'Organizzazione per la cooperazione economica dei paesi in via di sviluppo (D-8), su invito del presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi. Il Presidente - scrive l'agenzia Wafa - è pronto a pronunciare due discorsi durante il summit, che inizierà domani.
L'Organizzazione per la cooperazione economica (D-8) comprende: Egitto, Turchia, Bangladesh, Iran, Indonesia, Malesia, Nigeria e Pakistan. La Wafa non scrive nulla sui negoziati in corso per un cessate il fuoco a Gaza.
Wafa, 3 morti in due raid israeliani nel sud di Gaza
Tre civili sono rimasti uccisi in attacchi aerei israeliani vicino a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Wafa. Un civile è morto in un raid aereo israeliano sulla città di al-Qarara, a nord-est di Khan Younis. Altri due sono rimasti uccisi in un attacco aereo che ha colpito una tenda che ospitava sfollati nella città di al-Fukhari, a est di Khan Younis.
Al Jolani: “Non siamo un pericolo per il mondo”
Ahmed al-Sharaa, vero nome del leader dei ribelli dell'Hts finora noto come Abu Mohammad al Jolani, assicura di nuovo che la Siria, stremata da una guerra civile durata 13 anni, non rappresenta una minaccia per i suoi vicini o per l'Occidente. In un'intervista alla Bbc da Damasco chiede poi la revoca delle sanzioni contro la Siria e la cancellazione del suo gruppo, Hayat Tahrir al Sham, dalla lista delle organizzazioni terroristiche di Onu, Ue, Stati Uniti e Regno Unito.
Onu non commenta chiusura ambasciata Israele a Dublino
L'Onu non ha voluto commentare la decisione del governo israeliano di chiudere la sua ambasciata a Dublino, accusando il governo irlandese di antisemitismo. "E' una decisione nazionale degli Stati membri - ha risposto il portavoce del segretario generale alla domanda di una giornalista - quella di aprire o chiudere ambasciate. Noi non abbiamo particolari commenti sull'argomento". La decisione di Israele è legata al riconoscimento formale dello Stato palestinese da parte del governo irlandese e al sostegno dato alla Corte internazionale di giustizia che ha accusato Israele di genocidio a Gaza.
Biden, ho parlato con Netanyahu e lo farò di nuovo
"Ho parlato con Netanyahu e lo farò di nuovo". Lo afferma, rispondendo ai giornalisti, il Presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. La domanda era su un possibile cessate il fuoco a Gaza entro un mese.
Onu, a giugno conferenza su "soluzione due Stati"
A giugno del prossimo anno si terrà a New York una conferenza di alto livello per la soluzione pacifica della questione palestinese e la "soluzione dei due Stati". A presiedere la conferenza saranno Francia e Arabia Saudita. Lo ha confermato il portavoce delle Nazioni Unite. Il segretario generale Antonio Guterres prenderà parte all'apertura dei lavori. "Noi - ha aggiunto il portavoce - siamo pronti a sostenere la conferenza per assicurarne il successo". "L'intera regione - ha aggiunto - ha bisogno di un'azione urgente e irreversibile per permettere alle parti di riprendere un dialogo politico troppo a lungo rinviato e per mettere fine all'occupazione e al conflitto". Questo impegno, ha sottolineato il portavoce, deve essere in linea con la legge internazionale, con le risoluzioni delle Nazioni Unite e gli accordi bilaterali alla ricerca di una convivenza pacifica e in sicurezza di due stati, Israele e uno stato sovrano palestinese indipendente e democratico.
Onu, Israele nega accesso aiuti umanitari a nord di Gaza
La maggioranza dei tentativi delle missioni umanitarie delle Nazioni Unite di raggiungere il nord di Gaza sono state bloccate da Israele. E altre richieste sono state respinte nelle ultime ore. Lo ha detto il portavoce Onu Stephane Dujarric nel suo incontro quotidiano con i media internazionali.
Scholz, dialogo importante per accompagnare processo democratico in Siria
"Ora i siriani hanno la grande opportunità di vivere in pace tra loro e con i loro vicini. Naturalmente, questo è possibile solo se vengono rispettati i principi fondamentali del diritto, in modo che le persone non debbano temere lo Stato in cui vivono. Ciò presuppone una soluzione che renda possibile un processo democratico basato sullo Stato di diritto, nel rispetto delle diversità all'interno della nazione siriana, dei diversi gruppi etnici e dei numerosi gruppi religiosi. È proprio questo che abbiamo in mente quando ci mettiamo in contatto, teniamo colloqui e accompagniamo questo processo". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, al suo arrivo al vertice Ue-Balcani occidentali a Bruxelles. "È molto importante che tutti noi lo sottolineiamo ancora una volta: il fatto che Assad se ne sia andato è una cosa positiva. Era un dittatore. Ha attaccato il suo stesso popolo, ha ucciso molte persone e si è macchiato dei peggiori crimini".
Siria, regge tregua in aree curde dopo la proroga del cessate il fuoco
Sembra sostanzialmente reggere la tregua nelle aree della Siria settentrionale dopo che ieri sera il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Matthew Miller, ha annunciato che un cessate il fuoco tra la Turchia e le forze curde nell'area di Manbij era stato esteso fino alla fine della settimana. L'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede in Gran Bretagna e fonti nel Paese arabo, ha segnalato sporadici attacchi contro obiettivi curdi da parte dell'autoproclamato Esercito nazionale siriano (Ens), sostenuto dalla Turchia. Anche le Forze democratiche siriane (Fds) coalizione di milizie a maggioranza curda sostenuta dagli Stati Uniti, hanno accusato l'Ens di violazioni isolate, pur confermando alla Dpa che la calma ha prevalso. "Lo Stato occupante turco e i suoi mercenari stanno tentando di sfruttare la tregua attuale per continuare la sua agenda espansionistica e ingannare la comunità internazionale. Il suo obiettivo finale, evidente nelle sue azioni aggressive, è l'occupazione della regione (curda, ndr) e lo sfollamento della sua popolazione", hanno affermato le Fds in una nota.
Siria: fonte Israele, no contatti diretti con Hts ma messaggi
Israele non è in contatto diretto con Hayat Tahrir al-Sham, il gruppo islamista radicale che ha preso il controllo della Siria. Lo ha riferito un funzionario israeliano al Times of Israel. "Passiamo messaggi attraverso vari attori", ha precisato. Se Israele vedrà che la popolazione drusa in Siria è in pericolo, "ne discuteremo e agiremo secondo i nostri interessi", ha aggiunto, sottolineando che per lo Stato ebraico i curdi devono essere "forti e indipendenti". "Il primo ministro parla con gli americani degli sviluppi in Siria, compresi gli sviluppi con la minoranza curda", ha concluso.
Erdogan, d'accordo con il Libano per muoverci insieme in Siria
"In Siria è iniziata una nuova era. In quanto importanti vicini della Siria, siamo d'accordo sul fatto che dobbiamo agire insieme". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante una conferenza stampa congiunta con il premier libanese, Nijab Mikati, ad Ankara. "Il nostro obiettivo è riportare la Siria in piedi", ha detto il leader turco, aggiungendo che si aspetta "che tutti coloro che sanno che la stabilità della Siria significa la stabilità della regione contribuiranno a questo processo", riferisce Anadolu. Dopo avere invitato la comunità internazionale a continuare ad esercitare pressione su Israele affinché rispetti pienamente il cessate il fuoco con Beirut e ricompensi il Libano per i danni, Erdogan ha affermato che la regione non potrà trovare la pace fino a che non verrà raggiunto una tregua a Gaza.
Fonte Israele, Hamas mostra una certa flessibilità
Hamas sta mostrando una certa flessibilità nei colloqui sugli ostaggi ma non si sa se questo porterà a un accordo. Lo ha riferito un funzionario israeliano a Times of Israel, attribuendo questo approccio del gruppo militante palestinese alla pressione diplomatica e militare e all'isolamento. "Sarà sufficiente per arrivare a un accordo? Non lo sappiamo. Alla fine, la palla è nel campo di Hamas", ha affermato la fonte. "Se Hamas dice, 'accordiamoci ora', ci sarà un accordo oggi", ha aggiunto, precisando che al momento ci sono "conversazioni aperte" tra i gruppi di lavoro in Qatar, dove sarebbe arrivato anche il capo della Cia, Bill Burns. Una delegazione israeliana potrebbe volare al Cairo nei prossimi giorni.
Sofia spinge richiedenti asilo siriani a firmare documenti per rimpatrio volontario
Dopo la caduta di Bashar Assad, anche la Bulgaria, come già altri Paesi europei, stanno cercando di accelerare il rientro dei profughi o bloccarne il flusso. Sofia ha messo a punto un documento di "rimpatrio volontario" che costringe, a volte con il ricorso alla violenza, i richiedenti asilo a firmare, come denuncia in un rapporto l'ong che presta assistenza ai migranti nei Balcani, No Name Kitchen. I profughi vengono sottoposti a lunghi interrogatori sulle loro prospettive in Siria per poter acquisire informazioni ritenute utili dai funzionari per respingere le loro richieste. Rappresentanti dell'organizzazione hanno incontrato, 200 migranti, fra cui donne e bambini nella località di Harmanli, dove 200 siriani, proprio quel giorno erano stati riuniti per essere interrogati. E per essere convinti, spesso con la forza, a firmare una serie di documenti, fra cui quello sul rimpatrio volontario. Alcuni interrogatori si sono svolti senza traduttori. L'Austria ha introdotto la proposta di un rimborso di mille euro per i rifugiati che accettano di rientrare nel loro Paese.
Idf, distrutto tunnel con centro comando Hezbollah
Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver distrutto un tunnel nel Libano meridionale che fungeva da centro di comando di Hezbollah. Secondo l'esercito, la struttura sotterranea è stata utilizzata dal gruppo sciita filo-iraniano per dirigere numerosi attacchi missilistici contro le città israeliane in Galilea nell'ultimo anno. Le truppe hanno localizzato armi, attrezzature di sorveglianza e altro equipaggiamento militare all'interno del tunnel. L'Idf ha fatto sapere di aver individuato diversi depositi di armi situati vicino al tunnel, tra cui uno all'interno di una moschea, dove erano immagazzinati centinaia di esplosivi, pistole, granate e altri equipaggiamenti.
Media, capo Cia Burns atterrato a Doha per colloqui Gaza
Il capo della Cia, Bill Burns, è atterrato in Qatar. Lo ha riferito l'emittente israeliana Channel 12, ricordando che Burns si trova nel paese del Golfo per colloqui sul cessate il fuoco a Gaza, entrati in una fase cruciale.
Baerbock, occupazione israeliana di Golan è illegale
L'occupazione israeliana delle alture del Golan è una violazione del diritto internazionale. Lo ha affermato il ministro degli Esteri tedesco, Annalena Baerbock, durante un discorso in Parlamento ripreso da Reuters. La dichiarazione della responsabile della diplomazia di Berlino arriva dopo che Israele ha annunciato piani per espandere i suoi insediamenti sull'altopiano occupato.
Media, Israele ha occupato 440 chilometri quadrati nel sud della Siria
L'emittente libanese Al-Mayadeen affiliata ad Hezbollah, ha sostenuto che Israele abbia catturato circa 440 chilometri quadrati di territorio siriano nel sud della Siria, occupando in particolare il bacino di Yarmouk e la diga di al-Wehda, al confine con il Libano. Dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad all'inizio di dicembre, le forze israeliane hanno occupato una zona cuscinetto della Siria, compreso il versante siriano del Monte Hermon dove ieri si è recato in visita il premier israeliano Benjamin Netanyahu, assicurando che Israele vi resterà fino a quando non sarà trovato un nuovo accordo di sicurezza.
Media, Netanyahu ordina a Idf di restare in Siria fino a fine 2025
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato alle forze di difesa (Idf) di mantenere il controllo della 'zona cuscinetto' demilitarizzata della Siria intorno al monte Hermon fino alla fine del 2025. Lo riferisce l'emittente Channel 12, secondo cui Tel Aviv ritiene che la situazione della sicurezza in Siria si stabilizzerà entro tale data. Negli scorsi giorni il governo ha approvato all'unanimità un piano proposto da Netanyahu per potenziare la costruzione di insediamenti israeliani sulle alture del Golan siriane occupate.
Netanyanu alla madre del giornalista Usa Austin Tice: “Non colpiamo zone dove potrebbe trovarsi”
L’Idf non sta conducendo raid sulle aree della Siria dove potrebbe trovarsi Austin Tice. Lo ha assicurato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in una lettera inviata alla madre del giornalista americano, secondo quanto riferito da Axios. Ieri Debra Tice, la madre di Austin, ha inviato una lettera a Netanyahu dicendo di avere "informazioni credibili" sul fatto che suo figlio potrebbe essere rinchiuso in una prigione vicino a Damasco. La donna ha chiesto al premier israeliano di sospendere la campagna di bombardamenti per consentire ai soccorritori di raggiungere il sito. "Sia certa che sulla questione c'è pieno coordinamento tra Israele e le sue agenzie di intelligence e le autorità americane competenti e che le Idf non sono attive nell'area in cui potrebbe trovarsi Austin", ha risposto Netanyahu. Un funzionario israeliano ha affermato che anche nelle ultime settimane c'è un coordinamento in corso tra i governi degli Stati Uniti e di Israele sul caso di Tice, scomparso in Siria 12 anni fa e le cui ricerche sono riprese dopo la caduta del regime di Assad. "La nostra ipotesi di partenza è che sia ancora vivo, non abbiamo informazioni, nessuna indicazione contraria", ha affermato nei giorni scorsi il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby
Spari a un bus di ultraortodossi in un tour a Nablus non autorizzato
L'autista di un pullman è rimasto leggermente ferito da spari a Nablus, nel nord della Cisgiordania, dopo che aveva lasciato nella notte un gruppo di ultraortodossi in una visita alla Tomba di Giuseppe non autorizzata dalle autorità israeliane. Lo hanno riferito i media israeliani, raccontando che l'autista ha scaricato il gruppo di uomini sul posto e il suo veicolo è stato attaccato da uomini armati mentre lasciava la zona. Truppe israeliane sono state quindi inviate sul posto per evacuare il gruppo di haredi
Caschi bianchi: “Trovati corpi e ossa in un magazzino alla periferia di Damasco”
I Caschi Bianchi, organizzazione di difesa civile siriana, hanno annunciato il ritrovamento di corpi e ossa in un magazzino alla periferia di Damasco, dove scoperte di questo tipo stanno diventando sempre più comuni dopo la caduta del regime di Bashar Al-Assad. Situato a circa cinquanta metri dal mausoleo di Sayyeda Zeinab, sito venerato dagli sciiti nel sud della capitale siriana, il magazzino era pieno di scatole di medicinali buttate a terra, come testimoniato da un giornalista dell'Afp. Sul posto, gli operatori del pronto soccorso, la maggior parte dei quali indossava tute bianche, trasportavano i corpi in sacchi neri per essere evacuati a bordo di un camion. "Abbiamo ricevuto segnalazioni di odori putridi che provenivano dal sito. Nel magazzino abbiamo trovato un frigorifero dove giacevano corpi in decomposizione", ha dichiarato all'Afp Ammar Al-Salmo, un funzionario dei Caschi Bianchi. Ritrovate anche ossa umane sparse sul terreno, ha aggiunto, stimando il numero delle "vittime" a "non più di venti"
Famiglie palestinesi fanno causa agli Usa su Israele
Varie famiglie palestinesi hanno fatto causa al dipartimento di Stato Usa per il sostegno di Washington all'esercito israeliano durante la guerra a Gaza che ha ucciso decine di migliaia di persone e causato una crisi umanitaria. I promotori dell'azione legale, intentata presso la corte distrettuale della capitale, sostengono che Foggy Bottom sotto il segretario di Stato Antony Blinken ha deliberatamente aggirato una legge americana sui diritti umani per continuare a finanziare e sostenere unità militari israeliane accusate di atrocità a Gaza e nella Cisgiordania occupata da Israele
In Israele due milioni di persone sotto la soglia della povertà nel 2023
Quasi due milioni di persone vivevano al di sotto della soglia di povertà in Israele nel 2023, tra cui 872.400 bambini e 158.500 anziani, secondo un rapporto annuale pubblicato da National Insurance Institute, citato da Times of Israel. In totale, 1,98 milioni di persone vivevano al di sotto della soglia di povertà in Israele, posizionando il paese al penultimo posto nella classifica OCSE sulla povertà in base al reddito disponibile. I dati indicano che il 20,7% della popolazione del paese viveva in povertà, con il 27,9% dei bambini e il 12,8% degli anziani al di sotto di questa soglia. Il rapporto evidenzia inoltre che i tassi di privazione sono più alti nelle comunità arabe e haredi. La località più povera è l'insediamento haredi di Modiin Ilit, seguita da Gerusalemme, Beit Shemesh, Bnei Brak e Lod
Media: “Netanyahu ordina all’Idf di restare in Siria per un anno”
L'Esercito israeliano (Idf) ha ricevuto istruzioni dal primo ministro Benjamin Netanyahu di rimanere per un anno, almeno fino alla fine del 2025, nella zona siriana di Hermon conquistata dopo il crollo del regime di Assad: lo riporta Channel 12. La data, spiega l'emittente tv israeliana, è stata fissata in base alla valutazione secondo cui per la fine dell'anno prossimo la situazione politica e di sicurezza in Siria si sarà stabilizzata, e per allora sarà possibile sapere se nel Paese ci sarà un soggetto che rispetterà gli accordi di separazione delle forze del 1974. Ieri, nel corso della sua visita sul versante siriano del Monte Hermon, Netanyahu ha detto che Israele rimarrà sull'altura "finché non verrà trovato un altro accordo che garantisca la sicurezza di Israele"
Smotrich contro i negoziati: “L’accordo sarebbe un grave errore”
Il ministro delle Finanze israeliano e leader dell'estrema destra Bezalel Smotrich si è espresso contro un accordo che si sta negoziando per mettere fine alla guerra a Gaza e riportare a casa gli ostaggi, definendolo un "grave errore". "Hamas è attualmente nel suo punto più debole e questo non è il momento di dargli una via di fuga", ha affermato in un'intervista radiofonica, sostenendo che i rapiti sarebbero stati rilasciati già tanto tempo fa se il governo avesse abbandonato i negoziati e si fosse impegnato esclusivamente sul piano militare. "L'accordo emergente non serve alla sicurezza del paese, alla vittoria nella guerra o al ritorno degli ostaggi, perché alla fine è un accordo parziale", ha proseguito Smotrich, riferendosi al fatto che l'accordo includerà presumibilmente solo alcuni ostaggi. "Abbiamo bisogno di un accordo completo in cui Hamas si arrende, lascia la Striscia di Gaza e restituisce tutti gli ostaggi"
Onu: “A Gaza quasi 1 milione persone senza riparo questo inverno”
Quasi un milione di palestinesi potrebbero rimanere senza riparo per l'inverno. Lo sostiene l'Onu che riferisce come a causa dell'ingresso limitato di materiali per la costruzione dei rifugi solo 285.000 persone tra settembre e la fine di novembre 2024 hanno ottenuto un riparo. Ciò significa che almeno 945.000 abitanti di Gaza hanno urgente bisogno di una tenda per affrontare la pioggia e il freddo dell'inverno. L'Onu riferisce che fuori da Gaza, 58.000 kit di sigillatura e più di 36.000 teloni sono già stati acquistati per coprire i bisogni di circa 400.000 persone. Ma secondo l'Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha), ci vorrebbero almeno due mesi per portarli a Gaza, al ritmo attuale di 10 camion a settimana. Con l'arrivo del freddo inoltre la mancanza di coperte e vestiti caldi sta colpendo "in modo sproporzionato" i bambini che vivono in tende di fortuna, molte delle quali sono state fornite dalle agenzie umanitarie nell'ultimo anno, ma sono diventate inutilizzabili a causa dell'usura e delle inondazioni che le hanno danneggiate. In molte aree gli sfollati hanno eretto precari rifugi di fortuna sulle rovine che rischiano di crollare con l'avvicinarsi dell'inverno e della stagione delle piogge. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità la mancanza di alloggi adeguati sta aggravando i già considerevoli bisogni sanitari. Tra gennaio e novembre 2024, l'Oms ha registrato più di 1,2 milioni di casi di infezioni respiratorie acute, più di 570.000 casi di diarrea acquosa acuta e quasi 115.000 casi di sindrome da ittero acuto. Infine l'Ocha ha riferito che proprio ieri tre missioni umanitarie per portare cibo e acqua in alcune parti della Striscia di Gaza settentrionale assediata sono state ancora una volta respinte dalle autorità israeliane. L'Onu ha cercato di raggiungere queste zone assediate 40 volte: 38 tentativi sono stati respinti e due sono stati ostacolati. Dunque, ribadisce l'Onu, la situazione relativa alla consegna delle missioni nel nord rimane "estremamente difficile"
Ministero della Sanità di Hamas: “I morti a Gaza sono 45.097”
Il bilancio dei morti a Gaza è salito a quota 45.097, di cui 38 nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto su Telegram il ministero della Sanità di Hamas. I feriti sono 107.244, secondo la stessa fonte
Siria, l’inviato Onu: “Elezioni libere e giuste dopo la transizione”
L'inviato speciale delle Nazioni Unite Geir Pedersen ha chiesto "elezioni libere e giuste" e assistenza umanitaria per la Siria, esprimendo la speranza di una soluzione politica nel nord-est, dopo la cacciata di Bashar al-Assad questo mese. Rivolgendosi ai giornalisti a Damasco, Pedersen ha espresso la speranza di "elezioni libere e giuste dopo un periodo di transizione", chiedendo anche "assistenza umanitaria immediata" per il paese dilaniato dalla guerra e affermando che "speriamo di vedere una soluzione politica" nel nord-est controllato dai curdi
Idf dirama avviso di evacuazione per i civili nel centro di Gaza
L’Idf hanno diramato un avviso di evacuazione per diversi quartieri di Bureij, nel centro di Gaza, in seguito al lancio di razzi dalla zona contro le truppe israeliane che operano nella Striscia. "Le organizzazioni terroristiche stanno di nuovo lanciando razzi da questa zona che è stata più volte allertata in passato", afferma il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'Idf, pubblicando una mappa delle zone che devono essere evacuate. I civili della zona sono invitati a trasferirsi nella zona umanitaria designata da Israele, che si trova nelle vicinanze
Bbc: “Facebook ha limitato le notizie da Gaza dall'ottobre 2023”
Secondo una ricerca della Bbc, Facebook ha fortemente limitato la capacità delle agenzie di stampa palestinesi di raggiungere un pubblico durante la guerra tra Israele e Gaza. In un'analisi completa dei dati di Facebook, Bbc ha scoperto che le redazioni nei territori palestinesi (a Gaza e in Cisgiordania) hanno subito un forte calo del coinvolgimento del pubblico dall'ottobre 2023. La Bbc ha anche visionato documenti trapelati che dimostrano che Instagram, un'altra piattaforma di proprietà di Meta, ha aumentato la moderazione dei commenti degli utenti palestinesi dopo ottobre 2023. Meta, il proprietario di Facebook, afferma che qualsiasi insinuazione secondo cui avrebbe deliberatamente soppresso determinate voci è "inequivocabilmente falsa"
Wafa: “Raid aerei israeliani a nord di Gaza, 4 morti”
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che quattro civili sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti oggi nel corso di raid aerei israeliani sulla città di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza. Fonti locali hanno riferito che un jet israeliano ha bombardato una casa della zona, mentre un altro ha preso di mira le aree orientali del quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza City. L'esercito allo stesso tempo - prosegue la Wafa - ha bombardato con l'artiglieria la parte orientale della città di Khuzaa e il quartiere di Al-Janina, a est della città di Rafah
Siria: riapre ai camion il valico con la Giordania
Dopo la ripresa dei collegamenti aerei tra Damasco e Aleppo in Siria, riprende l'intenso commercio tra Siria e Giordania dopo la sospensione seguita al dissolvimento dopo 54 anni del regime siriano di Bashar al Assad. Il ministro dell'industria giordano, Yarob Qadat, citato dai media di Damasco, ha annunciato oggi la riapertura del valico Jaber-Nassib tra i due paesi per i veicoli commerciali. Tramite questo valico passano merci non solo dalla Siria ma anche dal vicino Libano e dalla Turchia dirette in Giordania, Arabia Saudita e in tutta la Penisola araba
Yemen, Houti pronti alla pace ma gli attacchi mar Rosso continuano
Gli Houti dello Yemen hanno fatto sapere tramite il portavoce del gruppo di essere pronti a far partire una road map per porre fine alle divisioni che da più di 10 anni hanno spaccato il Paese in due. Un processo di pace che però, per il gruppo sciita, non implica la fine degli attacchi alle navi in transito nel Mar Rosso. L'annuncio è arrivato in seguito a un vertice che ha avuto luogo nella capitale dello Yemen Sanàa tra il ministro degli Esteri Houti Jamal Amer e il rappresentante Onu per lo Yemen, Mohamed el-Ghanem. Amer ha dichiarato che gli Hout i sono "pronti a siglare un accordo per una roadmap che permetta una soluzione politica della crisi in Yemen". La roadmap presentata dalle Nazioni Unite prevede un cessate il fuoco e un pacchetto di aiuti per migliorare le condizioni di vita della popolazione civile. Lo stesso ministro degli Esteri yemenita ha però definito "privo di basi" qualsiasi tentativo di collegare una transizione politica nello Yemen agli attacchi sferrati dal gruppo nel Mar Rosso. A partire da novembre 2023 il gruppo sciita che governa parte dello Yemen ha iniziato a bersagliare navi in transito nel Mar Rosso; una reazione alle operazioni militari israeliane nella Striscia di Gaza. Attacchi sferrati con razzi e droni che vanno avanti nonostante l'intervento di navi della marina britannica e americana che hanno colpito diverse postazioni degli houti in questi mesi
Von der Leyen: “Intensificheremo i contatti con Hts e altre fazioni”
L'Ue "ha sempre mantenuto una presenza a Damasco, per sostenere chi ne aveva bisogno, rispettando il principio di non cooperare e di non finanziare il regime di Bashar al Assad. Ma ora la nostra presenza assume una dimensione diversa: intensificheremo i contatti diretti con Hayat Tahrir al-Sham e altre fazioni", perché "il futuro della Siria ci sta a cuore e dobbiamo essere lì, sul campo". Lo dice la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, nella plenaria a Strasburgo, in vista del Consiglio Europeo di domani. Hayat Tahrir al Sham è l'organizzazione jihadista più forte tra quelle che hanno preso il potere in Siria; deriva dalla galassia di al Qaeda, ha forti legami con movimenti islamisti radicali dell'Asia Centrale, ha fatto ampio ricorso agli attentati suicidi ed è tuttora considerata un'organizzazione terroristica da Onu, Ue, Usa e Regno Unito, tra gli altri. Per la presidente della Commissione, l'Ue seguirà un approccio graduale, "passo dopo passo", nei confronti della nuova dirigenza siriana, che "deve dimostrare che le sue azioni corrispondano alle sue parole. In questo contesto, dovremmo rivalutare le nostre sanzioni, per facilitare la ricostruzione" del Paese, dopo la cacciata di Bashar al Assad, fuggito in Russia
Von der Leyen: “Il ritorno dei profughi siriani sia volontario”
"La caduta del regime di Assad ha ridato speranza a molti rifugiati siriani e a un numero significativo di loro ha già iniziato a tornare in Siria. Ma le agenzie delle Nazioni Unite ci dicono che i rischi permangono. Quindi, mentre tutti i rifugiati hanno il diritto di tornare, questo deve essere volontario, sicuro e dignitoso". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando in aula a Strasburgo in vista del vertice Ue di giovedì. "Per i siriani che decidono di tornare a casa, l'Europa è pronta a supportarli in ogni fase del percorso. La Siria appartiene a tutto il suo popolo", ha aggiunto
Von der Leyen: “La leadership siriana passi dalle parole ai fatti”
"La nostra unione ha sempre mantenuto una presenza a Damasco: ora abbiamo una nuova prospettiva e aumenteranno i nostri contatti, dobbiamo essere presente in loco, per cui abbiamo lanciato ponti aerei per aiuti umanitari, ma dobbiamo andare oltre. Serve una nuova prospettiva per la ricostruzione però la nuova leadership deve trasformare le parole in fatti". Lo ha detto la presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen a Strasburgo
In Israele migliaia studenti in sciopero per liberazione ostaggi
Migliaia di studenti delle scuole medie e superiori israeliane scendono in piazza oggi per chiedere la liberazione degli ostaggi. Le proteste sono un'iniziativa dei consigli studenteschi e celebrano il secondo compleanno dell'ostaggio Matan Zangauker. Alla Blich High School di Ramat Gan, gli studenti tengono striscioni con la scritta "Non impareremo a convivere con questo" e "Ci dispiace che non siate a casa". Secondo quanto riportato dal notiziario Channel 12, all'iniziativa stanno prendendo parte studenti di circa 200 scuole
Riaperto l’aeroporto di Damasco: decolla il primo volo del dopo Assad
Il primo aereo dalla caduta di Bashar al-Assad l'8 dicembre è decollato oggi dall'aeroporto di Damasco, appena riaperto. L'aereo è diretto ad Aleppo, nel nord della Siria. A bordo ci sono 32 persone, tra cui giornalisti e personale amministrativo. L'ex esercito siriano e le forze di sicurezza avevano chiuso l'aeroporto di Damasco quando le forze antigovernative hanno catturato la città l'8 dicembre
Onu, processo politico in Siria sia inclusivo
Il consiglio di sicurezza dell'Onu chiede un processo politco "inclusivo e guidato dai siriani" dopo la caduta di Bashar al-Assad. E' quanto si legge in una nota, dove si sottolinea che è necessario consentire ai siriani di determinare il "loro futuro". Il consiglio di sicurezza dell'Onu chiede anche alla Siria e ai Paesi vicini di evitare qualsiasi azione che possa mettere a rischio la stabilità regionale.
Netanyahu sul Monte Hermon: “Qui finché non si troverà un accordo”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, recatosi sul versante siriano del monte Hermon, ha affermato che Israele rimarrà sulla sua cima "finché non si troverà un altro accordo che garantisca la sicurezza di Israele". La località sulle Alture del Golan è stata occupata la scorsa settimana dall'idf contemporaneamente all'avanzata delle fazioni armate che hanno rovesciato a Damasco il regime del presidente Bashar al-Assad. Lo riporta il Times of Israel. "Sono stato qui 53 anni fa con i miei soldati durante una pattuglia di Sayeret Matkal - ha detto Netanyhu - Il luogo non è cambiato, è lo stesso, ma la sua importanza per la sicurezza di Israele è stata rafforzata negli ultimi anni, e soprattutto nelle ultime settimane con i drammatici eventi che si stanno verificando qui sotto di noi in Siria. Determineremo la migliore disposizione che garantirà la nostra sicurezza".
Leader Forze democratiche siriane: “Kobane sia zona smilitarizzata”
Kobane, la città curda del nord della Siria nel mirino dei gruppi filo-turchi, sia una "zona smilitarizzata". Lo ha proposto il leader delle Forze democratiche siriane (Fds), coalizione di milizie a maggioranza curda sostenuta dagli Stati Uniti, Mazloum Abdi, in un messaggio sul social X. "Riaffermando il nostro fermo impegno a raggiungere un cessate il fuoco completo in tutta la Siria, annunciamo la nostra disponibilità a proporre l'istituzione di una zona smilitarizzata nella città di Kobane, con il ridispiegamento delle forze di sicurezza sotto la supervisione e la presenza americana", ha scritto Abdi.
Media, non è previsto cessate il fuoco nell'immediato
Ci sono grandi lacune tra Israele e Hamas nei negoziati, e un accordo per il rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco a Gaza non è previsto nell'immediato, hanno detto martedì tre alti funzionari israeliani che hanno familiarità con i dettagli dei colloqui". Lo si legge sul sito di notizie Walla che cita tre alti funzionari israeliani per i quali al momento un'intesa non è prevista. "Nonostante alcuni progressi nelle ultime settimane, alti funzionari israeliani sottolineano che un accordo per il rilascio degli ostaggi non è previsto nell'immediato - scrive il sito -. La posizione dei leader di Hamas a Gaza, in particolare di Muhammad Sinwar, rende difficile fare progressi, e lui continua a chiedere che qualsiasi accordo porti alla fine della guerra. Potrebbe esserci un'altra crisi nei negoziati tra le parti. Cento rapiti sono ancora detenuti da Hamas nella Striscia di Gaza. In Israele, si stima che circa la metà di loro sia ancora in vita. Gli Stati Uniti, Israele e i mediatori stanno cercando di raggiungere un accordo fino all'insediamento del presidente Trump il 20 gennaio.
Israele: Netanyanu "non al Cairo", ma non smentito viaggo
Dopo che l'agenzia di stampa Reuters ha riferito che il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è in viaggio verso Il Cairo per colloqui su tregua e rilascio degli ostaggi a Gaza, il portavoce del capo del governo ha dichiarato che Netanyahu non si trova attualmente nella capitale egiziana, ma non ha negato che sia in viaggio. "Contrariamente alle voci, il primo ministro Netanyahu non è al Cairo e non c'è nulla di nuovo riguardo a Eli Cohen", ha twittato Omer Dostri. Questa è anche la prima volta che la leadership israeliana ha negato che i resti dell'ex spia Eli Cohen siano stati rimpatriati dalla Siria da quando sono iniziate a circolare voci a riguardo.