Raid di Israele su due scuole-rifugio a Gaza: 15 morti
Almeno 15 persone sono state uccise negli attacchi aerei israeliani su due scuole che ospitavano sfollati nel nord di Gaza. Lo hanno riferito funzionari della difesa civile e fonti dell'ospedale Ahli Baptist. Intanto l'esercito israeliano ha affermato su Telegram che le scuole sono ora utilizzate come centri di comando e controllo dalla milizia islamista Hamas per pianificare attacchi terroristici. L'Idf ha spiegato che si è trattato di un attacco deliberato
Usa: “Non siamo d'accordo sull’accusa di genocidio a Israele”
Gli Stati Uniti hanno annunciato di non essere d'accordo con l'accusa di Human Rights Watch, secondo cui Israele sta compiendo "atti di genocidio" nella Striscia di Gaza danneggiando le infrastrutture idriche.
"Quando si tratta di accertare qualcosa come un genocidio, lo standard legale è incredibilmente alto, e quindi non siamo d'accordo con questa conclusione", ha detto il vice-portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel in un briefing. "Ciò non toglie che a Gaza sia in corso una terribile crisi umanitaria"
L'Idf pubblica i video dei raid aerei contro gli Houti
L'esercito israeliano ha pubblicato video degli attacchi aerei notturni sullo Yemen contro gli Houti, in risposta ai raid missilistici e con droni del gruppo sostenuto dall'Iran contro Israele. Lo riporta The Times of Israel. Secondo l'Idf, 14 jet da combattimento dell'aeronautica militare israeliana, insieme a rifornitori e aerei spia, hanno volato per circa 2.000 chilometri e hanno sganciato oltre 60 munizioni su "obiettivi militari" Houti lungo la costa occidentale dello Yemen e vicino alla capitale Sanaa. Tra gli obiettivi c'erano depositi di carburante e petrolio, due centrali elettriche e otto rimorchiatori utilizzati nei porti controllati dagli Houti. Secondo l'esercito israeliano, la distruzione degli obiettivi rappresenta un duro colpo per le operazioni militari degli Houti
Houti: “Intensificheremo gli attacchi a Israele”
Il leader dei ribelli Houti nello Yemen, Abdul-Malik al-Houti, ha affermato che il suo gruppo continuerà ad intensificare gli attacchi contro Israele. Lo scrive l'agenzia di stampa yemenita Saba
Israele, donna di 60 anni accoltellata a Gerusalemme: ipotesi terrorismo
La polizia israeliana sta indagando sull'accoltellamento avvenuto questa mattina a Gerusalemme, in cui è rimasta gravemente ferita una donna di 60 anni. Si ipotizza che possa trattarsi di un attacco terroristico. Secondo quanto riportato dall'emittente Canale 12, anche l'agenzia di sicurezza Shin Bet è coinvolta nelle indagini. La donna è stata trovata nel suo appartamento nel centro di Gerusalemme con contusioni e ferite da taglio.
Idf: “Il ritorno dei residenti nel nord di Israele non prima di tre mesi”
L'Idf ritiene che gli abitanti del nord di Israele evacuati, malgrado la fragile tregua in vigore con Hezbollah, non dovrebbero ritornare alle loro case prima di tre mesi, cioè il prossimo marzo, e non più entro i primi di febbraio, come si stimava in precedenza. Lo riportano Channel 12 e Times of Israel.
I circa 60.000 residenti dell'Alta Galilea sono stati evacuati dalle città settentrionali al confine con il Libano subito dopo l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre, proprio nel timore, poi avveratosi, che Hezbollah avrebbe iniziato ad attaccare con un crescente lancio di razzi.
Al Jazeera: “Almeno 10 morti nei raid Israele su Gaza City”
Almeno 10 palestinesi hanno perso la vita in raid israeliani che hanno colpito altrettanti edifici ex scolastici usati per ospitare persone sfollate nella parte orientale di Gaza City: lo scrive Al Jazeera, che cita fonti mediche e la Reuters.
Nella versione fornita dall'Idf, riportata dal Times of Israel, "caccia israeliani hanno colpito gruppi di addetti a due centri di comando di Hamas installati in due ex scuole" nel capoluogo della Strsicia di Gaza. Secondo i militari israeliani, dalle ex scuole di al-Karama e Shaaban, nel quartiere di Tuffah, Hamas "programmava attacchi contro le truppe" dello Stato ebraico. Il Times of Israel riporta anche la versione palestinese.
Autorità di Gaza: 45.129 palestinesi uccisi da inizio guerra
Almeno 45.129 palestinesi sono stati uccisi e 107.338 feriti nella guerra di Israele nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023. Lo ha affermato il ministero della Salute di Gaza in una nota. Il bilancio aggiornato delle vittime è aumentato di 32 decessi in 24 ore.
Erdogan: i Paesi islamici agiscano contro Israele
“Come Paesi islamici, dobbiamo guidare la messa in pratica di misure contro Israele". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante il suo intervento al vertice dell' Organizzazione per la cooperazione economica D-8 in Egitto. "Dobbiamo incoraggiare il maggior numero di Paesi, in particolare i membri del D-8, a intervenire nel caso del Sudafrica presso la Corte internazionale di giustizia" contro Israele, ha detto il leader turco, parlando al vertice dell'Organizzazione di cui fanno parte Turchia, Egitto, Iran, Pakistan, Bangladesh, Malesia, Indonesia e Nigeria. "È essenziale imporre un embargo sulle armi a Israele, porre fine al commercio con Israele e isolarlo a livello internazionale", ha aggiunto Erdogan, come riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara, criticando "l'espansione degli insediamenti illegali sulle alture del Golan" da parte dello Stato ebraico.
Putin condanna l’allargamento territoriale di Israele in Siria
Il presidente russo Vladimir Putin ha indicato Israele come il "principale beneficiario" degli eventi in corso in Siria e ha condannato quello che ha definito il "sequestro di qualsiasi territorio siriano". "Israele si occupa da sola dei suoi problemi di sicurezza, avanza di 25 chilometri ed entra nelle fortificazioni che l'Unione Sovietica aveva costruito per la Siria. Ci auguriamo che un giorno Israele lasci il territorio della Siria, ma ora sta inviando lì altre truppe e c'è la sensazione che si rafforzerà in quella zona", ha aggiunto parlando nella sua annuale conferenza stampa.
"Ci saranno molti problemi, la Russia è dalla parte del diritto internazionale e dalla parte della Siria", ha concluso.
Il generale Figliuolo: in volo un team che dovrà valutare come portare medicinali e aiuti a Gaza
"Mentre noi siamo qui, è in volo verso Amman un nostro team di pianificazione a guida del Comando Operativo Vertice Interforze con lo scopo di valutare, insieme alle forze armate giordane, su esplicita richiesta del Ministro Crosetto e del capo di Stato Maggiore della Difesa Portolano, le modalità per trasportare medicinali e beni di prima necessità via elicottero all'interno della striscia Gaza". Lo ha annunciato il Comandante del Covi, Generale Francesco Paolo Figliuolo, nel saluto ai teatri operativi collegati in videocollegamento.
Iraq, al via rimpatrio truppe Assad fuggite
L'Iraq intende iniziare a rimpatriare le truppe siriane fuggite di fronte all'offensiva lampo dei ribelli che dieci giorni fa hanno fatto cadere il regime di Bashar al-Assad. "Oggi, le autorità irachene inizieranno a rimpatriare i soldati siriani nel loro Paese dopo essersi coordinate con le autorità siriane competenti a questo proposito", ha affermato il portavoce del ministero degli Interni Miqdad Miri.
Putin, abbiamo evacuato 4mila combattenti iraniani dalla Siria
Quattromila combattenti iraniani sono stati evacuati dalle forze russe dal territorio siriano a Teheran, dalla base aerea di Khmeimim. Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin nella conferenza stampa di fine anno, come riporta l'agenzia Tass. "Se prima, diciamo, i nostri stessi amici iraniani chiedevano di aiutarli a trasferire le loro unità in territorio siriano, ora ci chiedono di ritirarli da lì. Abbiamo portato 4mila combattenti iraniani dalla base di Khmeimim a Teheran", ha affermato, precisando che alcune delle cosiddette unità filo-iraniane sono andate in Libano, altre in Iraq.
Vertice D-8 in Egitto, sessione speciale su Gaza e Siria
Vertice al Cairo per otto Paesi a maggioranza musulmana sullo sfondo di turbolenze regionali. L'incontro dell'Organizzazione per la cooperazione economica D-8, nota anche come Developing-8, ha richiamato nella capitale egiziana leader di Egitto, Turchia, Iran, Nigeria, Pakistan, Bangladesh, Indonesia e Malesia. Si terrà una sessione speciale su Gaza e Siria, a cui parteciperà il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Il vertice vedrà il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e l'omologo iraniano Masoud Pezeshkian incontrarsi per la prima volta da quando è caduto il regime siriano di Bashar al-Assad: Ankara ha sempre sostenuto i ribelli all'opposizione, mentre Teheran è stato uno dei pilastri di Damasco.
Putin, prevediamo di mantenere nostre basi militari in Siria
Per quanto riguarda la Siria, "il compito principale della Russia era impedire la creazione di un'enclave terroristica nel Paese. Questo obiettivo è stato raggiunto". Lo ha detto il presidente russo Vladimir Putin durante la conferenza stampa annuale, citato da Ria Novosti. "Oggi la situazione nella Repubblica araba siriana non è facile, Mosca spera in una pace rapida", ha aggiunto Putin, "la Russia prevede di mantenere lì le sue basi militari. La stragrande maggioranza dei paesi del Medioriente è favorevole al mantenimento delle nostre basi lì".
Media, almeno 6 morti per artiglieria Israele su nord Gaza
Dai colpi di artiglieria sparati dalle truppe israeliane ad Al-Nuzha Street a Jabaliya Al-Balad, nel nord della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che da stamane il campo di Jabaliya è preso di mira da raid aerei, in particolare contro edifici residenziali di Al-Khulafa, oltre che da spari e colpi di artiglieria.
Kallas, Siria mostra che Russia non è invincibile
In Ucraina, "tutti gli altri attori del mondo stanno osservando attentamente come agiamo in questo caso, e quindi abbiamo davvero bisogno di essere forti. La Siria ci mostra che la Russia non è invincibile, e non dovremmo sottovalutare il nostro potere". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo al Consiglio europeo.
Anp: “Un morto e due feriti in raid Israele vicino Nablus”
Una palestinese è stata uccisa e altri due sono rimasti feriti durante un'operazione militare israeliana nei pressi della città di Nablus, nel nord della Cisgiordania. Lo ha riferito il ministero della Salute palestinese. Secondo la Mezzaluna Rossa, l'Idf sta sparando nelle vicinanze delle ambulanze, impedendo ad altre persone di ricevere cure. Il ministero della Salute di Ramallah ha fatto sapere che le vittime, provenienti dal campo profughi di Balata, sono una donna di 80 anni che è stata colpita al petto ed è morta, un uomo di 65 anni che è stato colpito alla schiena e un 21enne ferito all'addome.
Houti, lanciati missili balistici ipersonici su Israele
I ribelli yemeniti Houti hanno rivendicato il lancio di missili contro Israele, poche ore dopo che lo Stato ebraico ha dichiarato di aver intercettato un attacco e di aver reagito colpendo porti e infrastrutture energetiche. Il portavoce del gruppo Yahya Saree ha affermato che i ribelli hanno preso di mira "due obiettivi militari specifici e sensibili... nell'area occupata di Giaffa", a Tel Aviv, con "missili balistici ipersonici".
Media, Hamas non riesce a determinare quanti ostaggi tiene
Hamas ha detto ai mediatori nei negoziati in corso che non può determinare il numero esatto di ostaggi che detiene. E' quanto ha riferito Sky News araba, citando una fonte nel team del presidente eletto americano Donald Trump. Questa circostanza, ha aggiunto la fonte, sta causando un ritardo nel raggiungimento di un accordo per la fine del conflitto a Gaza e la liberazione degli ostaggi.
Houti: “Continueremo a rispondere all’escalation finché non cesseranno i crimini a Gaza”
"Continueremo a rispondere all'escalation con l'escalation finché i crimini di genocidio a Gaza non cesseranno e cibo, medicine e carburante non potranno entrare nei confini della Striscia". Lo ha dichiarato Mohammed al-Bukhaiti, membro dell'ufficio politico degli Houti, citato da Al Jazeera. "Il bombardamento da parte di Stati Uniti e Israele di strutture civili nello Yemen, centrali elettriche e porti, rivela la verità sull'ipocrisia dell'Occidente e confuta tutte le sue pretese umanitarie", ha aggiunto.
Iran: “Raid Israele su Yemen flagrante violazione diritto”
Gli attacchi aerei israeliani contro lo Yemen sono una "flagrante violazione del diritto internazionale". Lo ha dichiarato in un comunicato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghai, alla luce dei raid dell'Idf su porti e infrastrutture energetiche in Yemen nei quali sono morte almeno nove persone. Israele ha rivendicato gli attacchi come risposta al lancio nella notte di un missile Houthi contro lo Stato ebraico. Baghai ha anche condannato "l'appoggio incondizionato degli Stati Uniti" dato a Israele.
Houthi: “Avanti con escalation fino a stop guerra Gaza”
Il movimento Houthi "risponderà all'escalation con l'escalation". Lo ha affermato Muhammad al-Bukhaiti, un membro dell'ufficio politico dei ribelli filo-iraniani citato da Haaretz, dopo i raid israeliani sullo Yemen in risposta al lancio nella notte di un missile contro lo Stato ebraico. "I bombardamenti americano-israeliani di strutture civili in Yemen espongono l'ipocrisia dell'Occidente", ha aggiunto.
Tv Houthi: “9 morti in attacchi Israele su Yemen”
Almeno nove persone sono morte negli attacchi aerei israeliani sullo Yemen, di cui sette al porto di Salif e gli altri due all'impianto petrolifero di Ras Issa, nella provincia occidentale di Hodeidah. Lo ha riferito Al Masirah Tv, la principale emittente gestita dagli Houthi, ripresa dalla Reuters. I raid aerei contro porti e infrastrutture energetiche in Yemen sono stati la ritorsione dello Stato ebraico al lancio di un missile dei ribelli filo-iraniani, intercettato dalle forze armate prima che entrasse in territorio israeliano.
Israele, 'colpiti obiettivi militari Houthi nello Yemen'
Israele ha dichiarato di aver colpito "obiettivi militari" appartenenti ai ribelli Huthi dello Yemen dopo aver intercettato un missile lanciato dal gruppo ribelle.
"L'Idf - si legge in una nota delle Forze di Difesa - ha condotto attacchi precisi su obiettivi militari Houthi nello Yemen, inclusi porti e infrastrutture energetiche a Sanàa, che gli Houthi hanno utilizzato in vario modo a scopi militari".
"Poco tempo fa, in seguito all'approvazione dei piani di attacco da parte del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, i jet da combattimento dell'Iaf, con la direzione della direzione dell'intelligence e della marina israeliana, hanno colpito obiettivi militari appartenenti al regime terroristico Houthi sulla costa occidentale dello Yemen e nell'entroterra", precisa ancora l'esercito israeliano, precisando che "Israele non esiterà ad agire per difendere se stesso e i suoi cittadini dagli attacchi Houthi".
Un canale mediatico appartenente agli Houthi ha affermato che gli attacchi hanno colpito centrali elettriche, un porto e un impianto petrolifero.
Raid aerei sulla capitale dello Yemen
Una serie di attacchi aerei ha preso di mira nelle prime ore del mattino la capitale dello Yemen, Sanaa, secondo quanto riferisce Ap. Poco prima l'esercito israeliano ha annunciato di avere intercettato un missile proveniente dallo Yemen. Tuttavia non è ancora chiara la responsabilità dei raid di questa mattina su Sanaa, da un decennio in mano ai ribelli Houthi.
Jolani, “Sfiniti dalla guerra, non minacciamo l'Occidente”
La Siria è "sfinita" dalla guerra" e "non è una minaccia" ai suoi Paesi vicini o all'Occidente: lo ha dichiarato il leader in siriano in pectore, il capo della milizia vincitrice Hts, Abu Mohammad al-Jolani, in un'intervista rilasciata alla Bbc che apre il sito dell'emittente britannica.
In essa al-Jolani (vero nome, Ahmed al-Sharaa) torna a chiedere la fine delle sanzioni imposte a Damasco. "Ora, dopo tutto quello che è successo, le sanzioni devono essere tolte, perché erano fatte per colpire il vecchio regime. La vittima e il carnefice non dovrebbero ricevere lo stesso trattamento", ha detto il leader siriano.
Abu Mazen arrivato al Cairo
Il Presidente dello Stato di Palestina, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), è arrivato questa sera nella capitale egiziana del Cairo per partecipare all'undicesimo vertice dell'Organizzazione per la cooperazione economica dei paesi in via di sviluppo (D-8), su invito del presidente egiziano Abdel Fattah El-Sisi. Il Presidente - scrive l'agenzia Wafa - è pronto a pronunciare due discorsi durante il summit, che inizierà domani.
L'Organizzazione per la cooperazione economica (D-8) comprende: Egitto, Turchia, Bangladesh, Iran, Indonesia, Malesia, Nigeria e Pakistan. La Wafa non scrive nulla sui negoziati in corso per un cessate il fuoco a Gaza.
Al Jolani: “Non siamo un pericolo per il mondo”
Ahmed al-Sharaa, vero nome del leader dei ribelli dell'Hts finora noto come Abu Mohammad al Jolani, assicura di nuovo che la Siria, stremata da una guerra civile durata 13 anni, non rappresenta una minaccia per i suoi vicini o per l'Occidente. In un'intervista alla Bbc da Damasco chiede poi la revoca delle sanzioni contro la Siria e la cancellazione del suo gruppo, Hayat Tahrir al Sham, dalla lista delle organizzazioni terroristiche di Onu, Ue, Stati Uniti e Regno Unito.
Famiglie palestinesi fanno causa agli Usa su Israele
Varie famiglie palestinesi hanno fatto causa al dipartimento di Stato Usa per il sostegno di Washington all'esercito israeliano durante la guerra a Gaza che ha ucciso decine di migliaia di persone e causato una crisi umanitaria. I promotori dell'azione legale, intentata presso la corte distrettuale della capitale, sostengono che Foggy Bottom sotto il segretario di Stato Antony Blinken ha deliberatamente aggirato una legge americana sui diritti umani per continuare a finanziare e sostenere unità militari israeliane accusate di atrocità a Gaza e nella Cisgiordania occupata da Israele