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Il sostegno di Musk all’estrema destra tedesca: “Solo l’Afd può salvare la Germania”

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Il miliardario interferisce nella campagna elettorale ed esprime il suo sostegno al partito che la Corte costituzionale tedesca sta pensando di dichiarare pericoloso per la democrazia. Scholz: “Non dà buoni consigli”
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BERLINO – “Solo l’Afd può salvare la Germania”. Dopo aver definito nelle scorse settimane “Narr” (“idiota” o “giullare”, scegliete voi), il cancelliere Olaf Scholz, Elon Musk entra a gamba tesa nella campagna elettorale tedesca per esprimere ai suoi 200 milioni di followers il suo sostegno a un partito che la Corte costituzionale tedesca sta pensando di dichiarare pericoloso per la democrazia. “C'è la libertà di opinione, che vale anche per i multimiliardari. Ma libertà di opinione significa anche poter dire cose che non sono giuste e che non contengono buoni consigli politici”, ha risposto Scholz durante una conferenza stampa.

L’uomo più ricco del mondo, il Rasputin del presidente eletto Donald Trump. è appena riuscito a far bloccare il bilancio americano con un solo tweet. E ne ha appena sparato un altro per suggerire ai suoi accoliti in Germania cosa votare alle elezioni del 23 febbraio. Musk ha rilanciato in particolare un video di un’influencer di estrema destra, Naomi Seib…

BERLINO – “Solo l’Afd può salvare la Germania”. Dopo aver definito nelle scorse settimane “Narr” (“idiota” o “giullare”, scegliete voi), il cancelliere Olaf Scholz, Elon Musk entra a gamba tesa nella campagna elettorale tedesca per esprimere ai suoi 200 milioni di followers il suo sostegno a un partito che la Corte costituzionale tedesca sta pensando di dichiarare pericoloso per la democrazia. “C'è la libertà di opinione, che vale anche per i multimiliardari. Ma libertà di opinione significa anche poter dire cose che non sono giuste e che non contengono buoni consigli politici”, ha risposto Scholz durante una conferenza stampa.

L’uomo più ricco del mondo, il Rasputin del presidente eletto Donald Trump. è appena riuscito a far bloccare il bilancio americano con un solo tweet. E ne ha appena sparato un altro per suggerire ai suoi accoliti in Germania cosa votare alle elezioni del 23 febbraio. Musk ha rilanciato in particolare un video di un’influencer di estrema destra, Naomi Seibt, che delira in un post sui “vigliacchi” Verdi, sull’”imbecille” ministro dell’Economia Robert Habeck, elogia Musk, e consiglia al leader Cdu Friedrich Merz di prendere a modello Trump e il presidente argentino Javier Milei.

Il sostegno di uno degli uomini più potenti degli Stati Uniti all’Afd, tuttavia, non è una scelta paragonabile ai suoi endorsement a Giorgia Meloni e Matteo Salvini o alle sue espressioni di simpatia per il Brexiteer Nigel Farage o per il suo impegno per Donald Trump, del quale è ormai da mesi il consigliere più influente.

Il punto è che l’Afd è isolata, in Germania e in Europa. E’ un partito permeato da nostalgie revisioniste quando non apertamente neonaziste, legato a movimenti estremisti extraparlamentari come gli Identitari e i ‘voelkischen’, e rappresentato da personaggi come Bjoern Hoecke, il leader della Turingia condannato da un tribunale per aver gridato lo slogan delle SA “tutto per la Germania” durante un comizio.

L’anno scorso l’Afd ha coniato pubblicamente un obiettivo da campagna elettorale riassunto in una parola orribile, “remigration”, che ricorda le macchinazioni della morte dei momenti più bui della storia tedesca. E si può tradurre come: deportazioni forzate di milioni di migranti. Adesso al punto uno del programma elettorale del partito guidato da Alice Weidel si legge di un altra proposta dirompente: uscire dall’euro, tornare al marco.

L’ultradestra tedesca, al contrario di Marine Le Pen o Giorgia Meloni, non ha mai intrapreso la strada della “dediabolisation”, non ha mai mitigato i suoi contenuti per poter aspirare al potere. Al contrario, in undici anni si è trasformato da “partito dei professori” a forza politica antisistema che chiede anzitutto di rivedere la storia del nazismo. Un suo dirigente, Alexander Gauland, aveva definito i dodici anni del Terzo Reich “una cagata d’uccello nella millenaria storia tedesca”.

L’Afd è seconda in tutti i sondaggi, da oltre un anno, viaggia al 18-19%. Ma per fortuna in Germania resiste un cordone sanitario imposto dall’ex cancelliera conservatrice Angela Merkel che impedisce ai partiti dell’arco costituzionale di allearsi con la forza politica di Weidel. Anche il leader cristianodemocratico, Friedrich Merz ha ribadito di recente che “mai” si coalizzerà con l’ultra destra. E in Europa, l’Afd è stata cacciata, dopo che un dirigente aveva detto a Repubblica che “non tutte le SS erano criminali”, persino da tutti i gruppi delle ultradestre: neanche Marine Le Pen vuole avere nulla a che fare con gli estremisti tedeschi. Per non parlare di Giorgia Meloni.

Il sostegno di Elon Musk è grave per questo: sdogana un partito con cui nessuno, neanche l’estrema destra europea, vuole avere a che fare. Non a caso, Alice Weidel si è buttata a peso morto sul suo tweet: “Sì! Lei ha perfettamente ragione, Elon Musk!”. La leader Afd ha poi suggerito al padrone di Tesla e Starlink di leggere la sua intervista a Bloomberg in cui si spertica in elogi per Trump, spiega come “la socialista Merkel” ha rovinato la Germania e “l’Unione sovietica europea” distrugge “la spina dorsale” delle economie e la “malfunzionante” Germania.

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