✕

Macao, non solo casinò. Xi ordina al paradiso del tavolo verde di diversificare

Ascolta l'audio

Il presidente nel 25esimo anniversario del ritorno dell’ex colonia portoghese alla Cina: vanno sviluppate nuove industrie. E si affida al primo governatore non originario della città
3 minuti di lettura

PECHINO - Non solo casinò. Non solo tavoli da baccarat, da poker, da black jack o slot machines. Al terzo e ultimo giorno della sua visita a Macao in occasione del 25esimo anniversario del ritorno dell’ex colonia portoghese alla Cina, Xi Jinping ribadisce ancora una volta il messaggio: è necessario promuovere la diversificazione economica e lo sviluppo di nuove industrie.

Mica semplice. In quello che è il solo fazzoletto di terra di tutto il Dragone dove è legale sedersi al tavolo verde a giocare, l'80% delle entrate della città arriva proprio dai casinò. In poco più di 30 chilometri quadrati, i mega casinò sono 41. E la maggior parte della popolazione è impiegata direttamente o indirettamente in questa industria. La città si è ripresa nel 2023 la corona di mecca del gioco d’azzardo mondiale: dall’anno scorso è tornata a superare di nuovo Las Vegas in termini di entrate.

Ma il governo centrale di Pechino ha deciso da tempo che bisogna diversificare per favorire anche altri settori: te…

PECHINO - Non solo casinò. Non solo tavoli da baccarat, da poker, da black jack o slot machines. Al terzo e ultimo giorno della sua visita a Macao in occasione del 25esimo anniversario del ritorno dell’ex colonia portoghese alla Cina, Xi Jinping ribadisce ancora una volta il messaggio: è necessario promuovere la diversificazione economica e lo sviluppo di nuove industrie.

Mica semplice. In quello che è il solo fazzoletto di terra di tutto il Dragone dove è legale sedersi al tavolo verde a giocare, l'80% delle entrate della città arriva proprio dai casinò. In poco più di 30 chilometri quadrati, i mega casinò sono 41. E la maggior parte della popolazione è impiegata direttamente o indirettamente in questa industria. La città si è ripresa nel 2023 la corona di mecca del gioco d’azzardo mondiale: dall’anno scorso è tornata a superare di nuovo Las Vegas in termini di entrate.

Ma il governo centrale di Pechino ha deciso da tempo che bisogna diversificare per favorire anche altri settori: tecnologia, finanza, medicina tradizionale. In questi anni le licenze ai casinò sono state tagliate da 20 a 10 anni. Con le nuove riforme il governatore avrà il potere di revocare qualsiasi concessione per motivi di sicurezza nazionale. E il governo obbliga i casinò ora ad investire in business non legati al gioco, proprio come fa Las Vegas da anni: musei, centri convegni, teatri, palazzetti per concerti per attrarre un altro tipo di turismo.

Ovviamente Pechino sarebbe folle se rinunciasse del tutto ai casinò: non è quello che vuole fare, vuole uno sviluppo più bilanciato e “sano”. Da anni Pechino cerca di controllare un'industria che ha sì arricchito l'unico territorio cinese in cui i casinò sono legali, ma ha anche in passato rappresentato un pericolo per la sicurezza del governo centrale, una via per i movimenti di capitali in uscita per l'élite del Paese. Xi chiese a Macao di diversificare la propria economia addirittura già nel 2009 quando era vicepresidente della Cina.

Il nuovo incoraggiamento a “diversificare” è arrivato in mattinata quando Xi ha dato la propria benedizione a Sam Hou-fai, il nuovo governatore, unico candidato alle “elezioni” dello scorso ottobre e che da oggi entra in carica ufficialmente. Ex presidente della Corte Finale d’Appello della città, Sam è il primo governatore con una formazione giuridica (laureato in legge all'Università di Pechino), a differenza dei suoi tre predecessori che avevano tutti un background economico. Ed è inoltre il primo leader ad essere nato fuori dalla città (a Zhongshan, nella Cina continentale).

Xi ha sottolineato la necessità di diversificare l'attività economica, affermando che Macao deve “migliorare la pianificazione dello sviluppo industriale, rafforzare le politiche di sostegno pubblico e gli investimenti per sviluppare nuove industrie competitive a livello internazionale”. Al centro della visita del leader cinese ci sono appunto la diversificazione economica di Macao e una migliore integrazione della città nella “Greater Bay Area” (che comprende Macao, Hong Kong e nove città della provincia cinese del Guangdong): progetto concepito nel 2017, un’area che nei piani di Pechino dovrebbe diventare entro il 2035 un distretto tecnologico in grado di competere con la Silicon Valley di San Francisco.Nei piani di Xi per Macao al centro di questa spinta per la diversificazione c’è l’isola di Hengqin, davanti alla città di Zhuhai, dove in questi ultimi anni sono stati applicati sgravi fiscali per le compagnie e per i residenti dell’ex colonia portoghese che andranno a lavorare nell’area. Una parte del territorio è stata affittata da Pechino alla città per aumentare la superficie dedicata a nuove attività non legate al gioco d’azzardo.

Il leader cinese ha poi elogiato la formula “Un Paese, due sistemi”, la stessa che regge Hong Kong. Per Macao il ritorno alla Cina è stato molto più agevole rispetto alla vicina Hong Kong. Già dagli anni Sessanta Lisbona era disposta a disfarsi della sua colonia ma Pechino decise di aspettare. Se ne riparlò nell’87 quando i due governi firmarono la “Dichiarazione congiunta” con la quale si prevedeva il ritorno alla Cina a partire dal 20 dicembre 1999 e la sua trasformazione in una regione amministrativa speciale. Un regime transitorio per 50 anni garantito, come a Hong Kong, dalla formula “un Paese, due sistemi”.

A differenza dell’ex colonia britannica, però, Macao non ha mai mostrato politicamente finora l’attivismo dei vicini. Sempre molto fedele al Partito-Stato, rapporti strettissimi con Pechino e la sua economia. Ma non si sa mai: assicurarsi che la “pace” continui è la priorità per la Cina. Per questo è stata ampliata la legge sulla sicurezza nazionale. Ed è stata rivista la legge elettorale per cui - come a Hong Kong - soltanto i “patrioti” fedeli a Pechino possono candidarsi e devono essere esaminati preventivamente da un comitato speciale.

Leggi i commenti