Stefanchuk, cabaret e politica: chi è lo speaker del Parlamento ucraino con cui Putin vuole trattare
di Paolo BreraC’è una strategia precisa dietro le parole con cui il presidente russo Vladimir Putin ha indicato la Verkhovna Rada ed il suo presidente, Ruslan Stefanchuk, come unici interlocutori possibili per negoziare la pace in Ucraina. Ed è una ragione che travalica la questione personale, l’inimicizia e la disistima tra lui ed il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Cosa ha detto Putin
Nella conferenza stampa di fine anno Putin ha sostenuto che “nella Costituzione dell’Ucraina non vi è alcuna indicazione sulla possibilità di estendere i poteri del presidente anche sotto la legge marziale”. E’ un punto controverso su cui è la Corte costituzionale ucraina a potersi esprimere, non il presidente russo; ma restiamo sulle sue parole e sui messaggi che contengono: “L'intero governo ucraino è illegittimo poiché molti dei suoi organi sono formati da un presidente che ha perso la sua legittimità. Se ci saranno elezioni – dice Putin - se qualcuno diventerà legittimo, parleremo con tutti, incluso Zele…
C’è una strategia precisa dietro le parole con cui il presidente russo Vladimir Putin ha indicato la Verkhovna Rada ed il suo presidente, Ruslan Stefanchuk, come unici interlocutori possibili per negoziare la pace in Ucraina. Ed è una ragione che travalica la questione personale, l’inimicizia e la disistima tra lui ed il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Cosa ha detto Putin
Nella conferenza stampa di fine anno Putin ha sostenuto che “nella Costituzione dell’Ucraina non vi è alcuna indicazione sulla possibilità di estendere i poteri del presidente anche sotto la legge marziale”. E’ un punto controverso su cui è la Corte costituzionale ucraina a potersi esprimere, non il presidente russo; ma restiamo sulle sue parole e sui messaggi che contengono: “L'intero governo ucraino è illegittimo poiché molti dei suoi organi sono formati da un presidente che ha perso la sua legittimità. Se ci saranno elezioni – dice Putin - se qualcuno diventerà legittimo, parleremo con tutti, incluso Zelensky. Se l'Ucraina vuole davvero intraprendere il cammino verso una soluzione pacifica, può certamente farlo. Ma possiamo firmare accordi solo con chi è legittimo. E la Rada (il Parlamento ucraino, ndr) e il presidente della Rada sono legittimi”.
Gli obiettivi del Cremlino
L’obiettivo più scontato di Putin è naturalmente escludere Zelensky dal negoziato, che si profila imminente con il passaggio di consegne alla Casa Bianca. E’ lui che ha vietato per legge costituzionale di poter trattare con il “criminale di guerra” Putin, ed è lui il vertice di quel “governo nazista” che secondo il Cremlino aveva reso la vita impossibile agli ucraini “filorussi”, “obbligando” Mosca a intervenire militarmente con “l’operazione speciale”, cioè a invadere nel febbraio del 2022.
Ma il presidente russo guarda oltre. La mossa di assegnare una patente di legittimità alla Rada e al suo presidente, Ruslan Stefanchuk, è un colpo ai fianchi dell’unità politica sempre più traballante su cui si fonda il potere del governo di Kiev, che detta la linea sulla guerra. “Punta a dividere il Parlamento da Zelensky, rivisitando un artificio classico latino: divide et impera, interpretato come dividi e conquista”, spiega Ruslan Bortnik, direttore dell’Istituto di Politica di Kiev.
C’è però un terzo punto cruciale per cui Putin ha indicato la Rada e il suo presidente come unici interlocutori possibili, ed è proprio il segnale più importante per capire che probabilmente il presidente russo è davvero interessato a riprendere in mano il negoziato sulla fine del conflitto: il messaggio è che sottraendo al presidente Zelensky il ruolo di terminale per il perfezionamento e la firma dell’accordo, si trasferirebbe alla Verkhovna Rada l’onere di ratificare ogni documento negoziale. E con la firma del Parlamento, l’accordo così ratificato assumerebbe immediatamente una validità di alto livello, cioè uno status di trattato internazionale pienamente operativo.
Stefanchuk, dal cabaret alla Rada
La figura di Ruslan Stefanchuk però è lontana anni luce dal carisma che ci aspetta da chi debba realmente condurre il gioco a un negoziato così complesso. “E’ una figura senza un peso politico proprio e senza una visione politica autonoma”, dice Bortnik secondo cui difficilmente potrebbe sostenere un ruolo indipendente. Come presidente della Rada però è lui che governerebbe il Paese in caso di crisi grave e in assenza del presidente Zelensky, il suo amico di lunga data che gli ha affidato l’incarico di guidare il Parlamento nonostante non avesse precedenti di alto profilo.
Si conoscevano da studenti, e insieme avevano fatto i primi passi nel cabaret in cui Zelensky sarebbe poi diventato un fenomeno, il comico più famoso del Paese: facevano parte insieme della squadra del Kvn, il “Club degli allegri e intraprendenti”. Erano giochi umoristici a squadre sulla televisione nazionale, in cui istituti scolastici o università, gruppi aziendali o cittadini si sfidavano in una serie di risposte brillanti e giochetti di fronte alle richieste dei presentatori, improvvisando o recitando scenette preparate.
Il giovane Zelensky e il giovane Stefanchuk, la strana coppia nata sul palco e finita chissà come in politica. Stefanchuk, laureato brillantemente in Giurisprudenza, era diventato portaborse del deputato Anatoly Matviyenko del blocco "Nostra Ucraina-Autodifesa popolare" di Viktor Yushchenko, il presidente della Rivoluzione arancione. Ma è come esperto giurista, caporedattore e vicedirettore di riviste giuridiche ucraine che si guadagnò le stellette per affiancare il suo vecchio amico nella scalata al potere.
Amico e fedelissimo di Zelensky
Fisicamente opposti - basso e minuto Zelensky, gigantesco e pingue Stefanchuk – si sono ritrovati in squadra nel 2019, e stavolta non erano le scenette e le battutine in tv ma la sfida per prendersi l’Ucraina. Stefanchuk era tra i suoi uomini più fidati e vicini, si autodefiniva l’ideologo del gruppo ed era l’esperto per le riforma istituzionali e le nuove leggi. Così alle elezioni parlamentari del 2019 è stato eletto nei Servi del popolo di Zelensky insieme al fratello Mykola, e Zelensky lo ha premiato affidandogli l’incarico più prestigioso della Rada: presiederla.
Insomma Putin non ha puntato certo su un potenziale “filorusso” nell’indicare il presidente Stefanchuk, non era questo il suo scopo. La sua fedeltà a Zelensky è proverbiale: l’ultima polemica è di queste ore, perché si è rifiutato di leggere l’appello della Camera dei conti sull’abuso dei fondi stanziati per il canale televisivo Rada, attraverso una società “affiliata” al governo di via Bankova.
Anche di fronte all’imprevista investitura di Putin, Stefanchuk ha subito replicato secondo copione: l'Ucraina è pronta a negoziare la fine della guerra con la Russia solo alle sue condizioni, dice. “La mia posizione non è cambiata. In questa guerra – ha detto a Interfax - l'aggressore è Russia e la vittima è l'Ucraina. Solo le condizioni dell'Ucraina, vittima, dovrebbero essere quelle in base alle quali siamo pronti alla pace".