BERLINO – Alle diciannove e quattro minuti una Bmw scura imbocca l’ultima curva prima della piazza del mercato di Magdeburgo e si lancia a tutta velocità sulla folla. Sarà un video poi a restituire la violenza inaudita della scena. La macchina che si infila per quattrocento metri nello stretto spazio tra le bancarelle di Natale, i corpi che schizzano a destra e a manca, i corpi inermi che restano a terra dopo l’impatto con il siluro della morte che scompare in direzione del municipio.
Il bilancio provvisorio, nelle prime ore della sera è già da capogiro: sessanta feriti, forse ottanta, due morti accertati. Secondo i media sarebbero già undici. Ma chissà che nella notte il bilancio non si aggravi, fa sapere a tarda sera il governatore della Sassonia-Anhalt, Rainer Haseloff (Cdu). Un portavoce del land, Matthias Schuppe, parla da subito di un «probabile» attacco terroristico. E quando la piazza è già invasa dalle luci blu delle decine di ambulanze e macchine della polizia, arriva la no…
BERLINO – Alle diciannove e quattro minuti una Bmw scura imbocca l’ultima curva prima della piazza del mercato di Magdeburgo e si lancia a tutta velocità sulla folla. Sarà un video poi a restituire la violenza inaudita della scena. La macchina che si infila per quattrocento metri nello stretto spazio tra le bancarelle di Natale, i corpi che schizzano a destra e a manca, i corpi inermi che restano a terra dopo l’impatto con il siluro della morte che scompare in direzione del municipio.
Il bilancio provvisorio, nelle prime ore della sera è già da capogiro: sessanta feriti, forse ottanta, due morti accertati. Secondo i media sarebbero già undici. Ma chissà che nella notte il bilancio non si aggravi, fa sapere a tarda sera il governatore della Sassonia-Anhalt, Rainer Haseloff (Cdu). Un portavoce del land, Matthias Schuppe, parla da subito di un «probabile» attacco terroristico. E quando la piazza è già invasa dalle luci blu delle decine di ambulanze e macchine della polizia, arriva la notizia dell’arresto dell’attentatore. E il suo profilo spiazza.
L’uomo al volante della Bmw che si è scagliato con tutta violenza contro famiglie e comitive inermi - tra i morti c’è un bambino piccolo - è Taleb Al Abdulmohsen, cittadino saudita nato cinquant’anni fa a Hofuf, arrivato a marzo del 2006 in Germania. Un medico psichiatra che viveva e lavorava a Bernburg, cinquanta chilometri a sud di Magdeburgo e che dal 2016 aveva un regolare permesso di soggiorno.
E Al Abdulmohsen non era sono un apparente migrante modello: di origine sciiita, era diventato ateo convinto e un attivista anti-islamico che aiutava le donne saudite che volevano fuggire dal regime. Ma di recente, era sembrato sempre più fuori controllo. Aveva postato tweet a favore di Elon Musk, espresso simpatie per l’ultradestra Afd – ad Alice Weidel aveva scritto su X “la sinistra è pazza, abbiamo bisogno dell’Afd per proteggere la polizia” – e sui social media si trovano anche interazioni con il capo degli Identitari Martin Sellner. Al Abdumohsen chiedeva sui siti anti-islamici americani la chiusura delle frontiere. E da quest’estate aveva alimentato su X teorie complottiste su un presunto pianto delle “autorità tedesche” contro i rifugiati sauditi. Un fanatico anti-islamico con simpatie di estrema destra che ormai includeva nel suo odio anche i tedeschi.
Quel che è certo è che ormai non c’è bisogno di costruire bombe e contrabbandare armi: basta mettersi al volante, basta mettersi in tasca un coltello come quest’estate a Solingen, per commettere una strage. Ed è quello che fa disperare gli apparati di sicurezza tedeschi da anni. Nella Bmw dell’attentatore sarebbe stata trovato un bagaglio, nelle prime ore si specula su una bomba, ma la notizia non viene mai confermata. E la carneficina era stata già compiuta senza bisogno di ricorrere ad armi sofisticate.
A quasi otto anni esatti dal più grave attentato islamico in Germania di sempre, quello di Anais Amri al Breitscheidplatz di Berlino, la Germania precipita di nuovo nell’incubo più nero. Un assalto a un mercatino di Natale, all’istituzione più popolare e sacra, nel periodo dell’avvento. E in piena campagna elettorale. L’appuntamento con gli amici, i parenti, i colleghi nelle settimane prenatalizie è sempre lo stesso, ci si vede al mercatino di Natale più vicino, si brinda col Glühwein, con il vino bollente speziato, si cercano gli ultimi regali. Una serenità che era stata spezzata già nel 2016 dall’attacco a Berlino, ma i tedeschi avevano deciso di non farsi sopraffare dalla paranoia, i Weihnachtsmärkte hanno sempre continuato a essere stracolmi. Dopo Magdeburgo, sarà ancora più difficile tornare alla spensieratezza.
Gli allarmi dei servizi di sicurezza c’erano stati e avevano prodotto le enormi barriere di cemento che ora circondano i mercatini di Natale - l’Afd li ha ribattezzati da anni «i blocchi di Merkel». I poliziotti si sono moltiplicati intorno ai Weihnachtsmärkte per tranquillizzare i tedeschi.
Oggi a Magdeburgo è atteso Olaf Scholz, che ieri ha espresso il suo cordoglio alle vittime e alle loro famiglie. Il cancelliere - attaccato su X da Elon Musk: «Idiota incompetente, dimettiti» - arriverà insieme alla ministra dell’Interno Nancy Faeser. Lo ha rivelato il governatore Haseloff.
L’attentato arriva in una campagna elettorale avvelenata da un dibattito incentrato sulla richiesta dell’Afd e di una parte della Cdu di un giro di vite sui profughi e di misure per rimpatriare i rifugiati siriani. E la Sassonia-Anhalt, patria di Martin Lutero, è da anni una delle roccaforti dell’ultradestra. Anche qui si vota, nel 2025. E se a livello federale l’Afd è già secondo partito con il 19%, nel land di Magdeburgo è al 30%, a soli due punti dalla Cdu di Haselhof.