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Netanyahu non andrà ad Auschwitz: “Teme l’arresto”

(reuters)

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Il presidente israeliano non parteciperà alla cerimonia per l’80esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio a causa del mandato d’arresto a suo carico emesso dalla Corte penale internazionale
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Tel Aviv – Benjamin Netanyahu non parteciperà alla cerimonia per l’80esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau che si terrà il prossimo 27 gennaio. Una data particolarmente significativa, come ha sottolineato il direttore del Memoriale, Piotr Cywi?ski: «Potrebbe essere uno degli ultimi appuntamenti con un gruppo relativamente numeroso di persone che hanno vissuto gli orrori di quel luogo» ha detto.

Il motivo della diserzione del premier israeliano è semplice: il mandato d’arresto a suo carico emesso dalla Corte penale internazionale il mese scorso per «crimini di guerra e contro l’umanità» commessi durante la guerra a Gaza. Il viceministro degli Esteri polacco W?adys?aw Bartoszewski, responsabile dell’organizzazione della toccante cerimonia, ha d’altronde confermato a Rzeczpospolita, quotidiano di Varsavia, che il suo paese «rispetta le decisioni della Cpi».

Come tutti gli altri 124 Paesi che hanno firmato lo Statuto di Roma, anche la Pol…

Tel Aviv – Benjamin Netanyahu non parteciperà alla cerimonia per l’80esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau che si terrà il prossimo 27 gennaio. Una data particolarmente significativa, come ha sottolineato il direttore del Memoriale, Piotr Cywi?ski: «Potrebbe essere uno degli ultimi appuntamenti con un gruppo relativamente numeroso di persone che hanno vissuto gli orrori di quel luogo» ha detto.

Il motivo della diserzione del premier israeliano è semplice: il mandato d’arresto a suo carico emesso dalla Corte penale internazionale il mese scorso per «crimini di guerra e contro l’umanità» commessi durante la guerra a Gaza. Il viceministro degli Esteri polacco W?adys?aw Bartoszewski, responsabile dell’organizzazione della toccante cerimonia, ha d’altronde confermato a Rzeczpospolita, quotidiano di Varsavia, che il suo paese «rispetta le decisioni della Cpi».

Come tutti gli altri 124 Paesi che hanno firmato lo Statuto di Roma, anche la Polonia è tenuta ad eseguire i mandati emessi dall’Aja, inclusi quelli nei confronti di capi di Stato o di governo esteri. Certo, l’Ungheria ha detto che disattenderà il mandato ed altri governo come quello francese e tedesco hanno fatto sapere di voler prima studiare il caso.

Anche l’Italia ha quella stessa posizione: «prende atto» e «rispetta». Ma poi il Ministro degli Esteri Tajani si era anche interrogato: «Come si arresta un capo di Stato?» (la procedura è complicata, perché godono di immunità e dunque prima del fermo bisogna comunque chiedere una deroga allo stesso Cpi ed aspettare che quello lo conceda: col rischio di violare il proprio obbligo verso lo Statuto di Roma in ogni caso).

Netanyahu evidentemente non ha nessuna voglia di scoprire come funziona la procedura e finire in manette. Per altri motivi, nemmeno il presidente israeliano Isaac Herzog parteciperà alla cerimonia. Insomma, in rappresentanza dello Stato Ebraico all’evento di Auschwitz potrebbero esserci solo due ministri, quello degli Esteri, Gideon Sàar e quello dell’Istruzione Yoav Kisch.

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