✕

Sondaggio Ispi, la fine delle guerre in cima alle speranze degli italiani

Ascolta l'audio

Il 44 per cento mette la fine dei conflitti in Ucraina e in Medio Oriente in cima ai desideri del nuovo anno. E il 42%, ritiene che Kiev debba accettare un accordo, anche a costo di rilevanti concessioni territoriali
2 minuti di lettura

Per il 2025 oltre 4 italiani su 10 sperano nella fine di almeno una delle due guerre che hanno segnato l’ultimo anno: la somma dei conflitti in Medio Oriente e l’invasione russa dell’Ucraina, anche se la pace dovesse avere un costo elevato per Kiev. Dall’inizio della guerra, nel febbraio 2022, per la prima volta una maggioranza degli 800 italiani intervistati nel sondaggio di fine anno condotto da Ipsos per Ispi, il 42%, ritiene che l’Ucraina dovrebbe accettare un accordo con la Russia, anche a costo di rilevanti concessioni territoriali.

L’indagine, giunta al decimo anno consecutivo, propone agli italiani una serie di domande sulla politica internazionale dell’ultimo anno, rivelando un calo significativo nella fiducia in una possibile soluzione diplomatica del conflitto in Ucraina. Solo il 31% degli intervistati ritiene ancora possibile un accordo di pace, in diminuzione rispetto al 44% registrato nel 2022. Oggi, la pr…

Per il 2025 oltre 4 italiani su 10 sperano nella fine di almeno una delle due guerre che hanno segnato l’ultimo anno: la somma dei conflitti in Medio Oriente e l’invasione russa dell’Ucraina, anche se la pace dovesse avere un costo elevato per Kiev. Dall’inizio della guerra, nel febbraio 2022, per la prima volta una maggioranza degli 800 italiani intervistati nel sondaggio di fine anno condotto da Ipsos per Ispi, il 42%, ritiene che l’Ucraina dovrebbe accettare un accordo con la Russia, anche a costo di rilevanti concessioni territoriali.

L’indagine, giunta al decimo anno consecutivo, propone agli italiani una serie di domande sulla politica internazionale dell’ultimo anno, rivelando un calo significativo nella fiducia in una possibile soluzione diplomatica del conflitto in Ucraina. Solo il 31% degli intervistati ritiene ancora possibile un accordo di pace, in diminuzione rispetto al 44% registrato nel 2022. Oggi, la prospettiva di un’intesa tra il presidente russo Vladimir Putin e quello ucraino Volodymyr Zelensky sembra essere sempre più lontana.

Le condizioni imposte da Putin, come il mantenimento dei territori occupati, restano inaccettabili per Zelensky. Questa situazione di stallo alimenta la percezione che l’avanzata russa possa continuare, portando il 14% degli italiani a ritenere opportuno interrompere la fornitura di armi, anche se ciò dovesse permettere alla Russia di conquistare l’intero Paese. Il dato non riflette una maggiore simpatia verso Mosca. Al contrario, la percezione nei confronti della Russia è peggiorata drasticamente. Nel 2020 una maggioranza degli intervistati riteneva la Russia più un potenziale alleato che un nemico: con i “bendisposti” che sopravanzavano i sospettosi del 18%; oggi il rapporto si è completamente ribaltato e chi ritiene Mosca una nemica è il 35% in più di chi la considera un’alleata.

Nonostante l’intensificarsi dei conflitti, il 34% degli italiani non vuole spendere più soldi in difesa, preoccupati che le nuove risorse vengono sottratte a walfare e sanità pubblica. Resta da vedere come queste posizioni si concilieranno con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca che, secondo le rivelazioni del Financial Times, chiederà agli alleati europei della Nato di portare le spese per la Difesa al 5% del Pil. Nel nostro Paese quest’anno arriveranno all’1,5%. Ancor prima dell’inizio del suo mandato, nel gennaio 2025, il presidente eletto Usa è considerato dagli intervistati il personaggio più influente del mondo. Dopo di lui ci sono Putin e al terzo posto una new entry della lista Ispi indicativa dell’anno appena passato: Elon Musk, il miliardario sudafricano che ha contribuito alla vittoria di Trump.

Per il 38% degli italiani la sua elezione rappresenta una cattiva notizia per l’Ue e per il mondo. Ma c’è ancora molta incertezza, visto che la stessa percentuale non riesce ad esprimere un giudizio. Dopo tutto Trump è uno dei presidenti meno prevedibili di sempre e c’è un 22% degli intervistati che ripone speranza nell’inizio della sua presidenza per un buon inizio 2025.

A un mese dal suo insediamento, con la guerra in Ucraina che prosegue da tre anni e il Medio Oriente in subbuglio con l’escalation del conflitto a Gaza e la caduta di Assad, c’è un misto di speranza e apprensione tra gli italiani. Con una crescente percezione di un mondo sempre più polarizzato tra alleati e avversari.

Leggi i commenti