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Medio Oriente, news del 22 dicembre. Netanyahu: “Agiremo contro Houthi”. Segnali da Hamas di ostaggi vivi

Medio Oriente, news del 22 dicembre. Netanyahu: “Agiremo contro Houthi”. Segnali da Hamas di ostaggi vivi
(reuters)
Il nuovo governo siriano nomina una donna a capo dell’ufficio per gli affari femminili. Papa Francesco: “A Gaza bambini mitragliati, quanta crudeltà”. Il ministro degli Esteri turco incontra a Damasco al Jolani. Il nuovo governo siriano nomina una donna a capo dell’ufficio per gli affari femminili
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Papa Francesco ha nuovamente condannato la “crudeltà” degli attacchi israeliani contro Gaza, dopo averlo fatto sabato e nonostante le proteste dei diplomatici israeliani che lo hanno accusato di “due pesi e due misure”. “È con dolore che penso a Gaza, a tanta crudeltà, ai bambini mitragliati, alle scuole e agli ospedali bombardati. Tanta crudeltà”, ha detto al termine della preghiera domenicale dell'Angelus.

Intanto nuovi raid israeliani si sono registrati nella Striscia mentre il bollettino giornaliero del ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, è stato aggiornato: dal 7 ottobre sono stati 45.259 i morti e 107.627 i feriti

Media, 'moglie di Assad vuole il divorzio e lasciare Mosca'

La moglie del deposto presidente siriano Bashar al-Assad , Asma al-Assad, "ha chiesto il divorzio dopo aver espresso insoddisfazione per la sua vita a Mosca". Lo hanno riferito oggi i media turchi e arabi, citati dal Jerusalem Post, precisando che la donna vorrebbe trasferirsi a Londra, dove è nata. Asma, secondo le indiscrezioni, ha "presentato domanda alla Corte russa e ha richiesto un permesso speciale per lasciare Mosca". La sua richiesta "è attualmente in fase di valutazione da parte delle autorità russe".

Premier libanese Mikati, 'tregua reggerà e Israele si ritirerà'

"I garanti dell'accordo sulla tregua sono gli americani e i francesi, ed è previsto che entro 60 giorni le forze si ritirino dai territori occupati e sono certo che sarà così". Lo ha detto il primo ministro libanese Najib Mikati al Tg1, precisando inoltre che "Hezbollah, uno dei partiti politici presenti in Libano, forse oggi è più debole militarmente ma per me conta solo il rapporto che ho con questo partito nel governo libanese".

Mikati, Libano continuerà a garantire convivenza pacifica fra religioni

"Le religioni convivono da sempre in Libano. È il nostro destino, un destino giusto, che abbiamo scelto e continuerà a farci stare insieme". Lo ha affermato ai microfoni del Tg1 il premier libanese Najib Mikati. "Per quel che riguarda la tregua, i garanti dell'accordo sono gli americani e i francesi. È previsto che entro 60 giorni le forze israeliane si ritirino dai territori occupati. Sono certo che sarà così", ha aggiunto.

Media, Mossad chiede attacco diretto sull’Iran

Secondo quanto riportato domenica da Channel 13 News, nel corso di colloqui ad alto livello tra i vertici politici e di sicurezza di Israele, il capo del Mossad David Barnea avrebbe chiesto un attacco diretto all'Iran in seguito ai recenti attacchi delle milizie Houthi. "Dobbiamo colpire la testa, colpire solo gli Houthi non sarà sufficiente", avrebbe dichiarato Barnea durante gli incontri.

Usa: “Iran potrebbe cambiare politica nucleare”

Il presidente eletto Donald Trump ha una "vera opportunità" di garantire un nuovo accordo nucleare con l'Iran. Lo ha detto alla Cnn il consigliere per la sicurezza nazionale americana Jake Sullivan, aggiungendo che esiste un "rischio reale" che l'Iran possa riconsiderare la dottrina nucleare, dopo la caduta di Assad in Siria. "È un rischio su cui sto informando personalmente la squadra in arrivo. Ero appena stato in Israele, a consultarmi con gli israeliani su questo rischio", ha detto.

Crosetto, “dialogare con Erdogan per evitare Siria sia vulcano”

"La Turchia deve confrontarsi con la comunità internazionale perchè sulla Siria ha un potere di influenza maggiore di altri Paesi. Bisogna dialogare con Erdogan per definire i passi da fare perchè la Siria non diventi un altro cratere vulcanico nella zona". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, in visita a Tel Aviv. "Non sono utili - ha aggiunto - attacchi alla parte curda che sta in Siria perchè potrebbero generare migrazioni di milioni di persone verso l'Iraq, nè serve a nessuno il rafforzamento di Daesh".

Crosetto, capire come si evolverà la situazione

In Siria occorre capire "come si evolverà la situazione". Lo ha affermato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo un incontro a Tel Aviv con l'omologo israeliano Israel Katz. Secondo Crosetto quanto accaduto in Siria "può avere effetto su tutto il Medioriente" anche perché "non sappiamo questa nuova leadership che capacità di controllo" ha sul Paese e "quali possono essere gli effetti sulla parte curda della Siria".

Fidan a Damasco, Turchia dalla parte giusta della storia =

"Per quattordici anni, la vostra gioia è stata la nostra gioia e il vostro dolore è stato il nostro dolore. Oggi, come Turchia, sentiamo tutto l'orgoglio di stare dalla parte giusta della storia". Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, in conferenza stampa con il leader della nuova Siria Abu al-Jolani. Rivolgendosi alla stampa il leader turco, rilanciato dall'agenzia Anadolu su X, ha manifestato solidarietà nei confronti dei siriani, condividendo con loro "la speranza per un futuro di pace e più luminoso" con il sostegno di Ankara.

Al-Jolani, "con Turchia collaborazione anche economica"

Il capo dei ribelli di Hayat Tahrir al Sham, Abu Mohammed Al Jolani, ha dichiarato che il nuovo governo siriano avrà una ampia collaborazione con la Turchia, anche in ambito economico. "Con il ministro degli Esteri turco (Hakan Fidan oggi a Damasco ndr) abbiamo avuto un dialogo estremamente ampio. Con la Turchia collaboreremo in vari ambiti e diamo molta importanza alla cooperazione in ambito economico. Non ci dimenticheremo il sostegno che abbiamo avuto da parte della Turchia in tutti questi anni di guerra", ha detto Jolani in conferenza stampa con Fidan. Il leader siriano ha anche garantito che, esattamente come chiede il governo turco, il nuovo governo siriano non permetterà ai separatisti curdi di Ypg di controllare una parte di territorio nel nord est del Paese. "Non permetteremo ad alcun gruppo armato come Ypg di continuare a controllare territori nel nostro Paese", ha detto Jolani.

Al-Jolani, è la patria di tutti, proteggeremo le minoranze

"La Siria è la patria di tutti e tutti possiamo vivere insieme. Tutti i segmenti del popolo siriano ci hanno abbracciato. Proteggeremo le minoranze". Lo ha affermato il leader di Hts, Mohammed Al-Jolani, dopo l'incontro a Damasco con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan.

Gaza: “45.259 palestinesi uccisi e 107.627 feriti dall’inizio della guerra”

Il Ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, ha dichiarato che dal 7 ottobre sono stati uccisi almeno 45.259 palestinesi e 107.627 sono rimasti feriti. 32 persone sono state uccise e 54 ferite in attacchi aerei israeliani avvenuti nelle ultime 24 ore. Le organizzazioni di soccorso locali hanno dichiarato che otto persone sono state uccise in un attacco a una scuola a Gaza City. Le Forze di difesa israeliane affermano che l'edificio ospitava militanti e che l'aeronautica militare israeliana ha colpito il sito "in modo mirato e sotto la guida dell'intelligence", aggiungendo che prima dell'attacco sono state prese misure per ridurre al minimo la probabilità di vittime civili.

Turchia: “Caduta Assad merito della rivolta”

La Siria è la sola responsabile del rovesciamento di Bashar al-Assad. Lo ha detto il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan a Damasco dopo aver incontrato i nuovi leader del Paese. "Questa vittoria appartiene a voi e a nessun altro. Grazie ai vostri sacrifici, la Siria ha colto un'opportunità storica", ha detto. La Turchia ha ripetutamente respinto le affermazioni di aver avuto un ruolo nella fulminea offensiva dei ribelli durata 12 giorni e terminata con la caduta di Assad l'8 dicembre.

Israele accetta liberare 200 palestinesi condannati a ergastolo

Israele ha accettato di rilasciare circa 200 prigionieri che stanno scontando l'ergastolo in un eventuale accordo di liberazione degli ostaggi: lo ha detto una fonte palestinese ad Haaretz, aggiungendo però che permangono dei disaccordi riguardo all'identità di coloro che saranno liberati.

Fidan, Trump consapevole che Usa deve sostenere Damasco

Secondo il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump è consapevole che Washington dovrebbe sostenere la Turchia piuttosto che i combattenti curdi in Siria. Questa una delle considerazioni fatte dal capo della diplomazia turca nel corso della conferenza stampa congiunta con il leader della nuova Siria Abu al-Jolani, a margine del loro incontro di oggi a Damasco. "Quando guardiamo agli interessi dell'America, quando facciamo un calcolo matematico per vedere se è più importante la Turchia o un'organizzazione terroristica come il Pkk, il signor Trump capisce subito la matematica", ha detto Fidan riferendosi evidentemente al sostegno degli Stati Uniti ai combattenti curdi siriani, combattenti che Ankara considera legati al suo storico nemico nazionale, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk).

Fidan: "Israele tenga giù le mani dalla Siria"

"Israele abbandoni qualsiasi mira sul territorio siriano". E' il monito che giunge da Damasco, dove oggi il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha incontrato il leader di Hayat Tahrir al Sham, Abu Mohammad Al Jolani. "Israele crede di trarre vantaggi dalla situazione in Siria, ma non ci sarà alcuna tolleranza verso qualsiasi tentativo di sottrarre territori. Israele deve rispettare l'integrità territoriale siriana invece di agire per mettere a rischio la sicurezza della regione. Lancio un appello alla comunità internazionale a intervenire contro le azioni illegali dello Stato ebraico", ha detto Fidan in conferenza stampa con Jolani, a margine del loro incontro di oggi.

Media, Hamas ha fornito segnali che vari ostaggi sono vivi

Mentre i negoziatori cercano a Doha di elaborare un accordo di cessate il fuoco a Gaza, un funzionario israeliano ha dichiarato al Times of Israel che Hamas ha fornito "segni di vita" per diversi ostaggi. Novantasei dei 251 ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre rimangono a Gaza, compresi i corpi di almeno 34 morti confermati dalle Idf.

Fidan a Damasco "sradicare curdi Ypg"

La Turchia e il nuovo governo siriano ribadiscono che non c'è posto per i separatisti curdi combattenti di Ypg nella nuova Siria. Un messaggio ribadito dal ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, che ha incontrato oggi a Damasco il leader dei ribelli Abu Mohammad Al Jolani. "Il popolo siriano non vuole i separatisti di Ypg. Questa organizzazione mette a rischio l'integrità territoriale della Siria e bisogna intervenire per sradicarla il prima possibile. Dopo essersi liberata del partito Baath ora la Siria deve liberarsi di Ypg/Pkk, che vuole invaderne il territorio. Si tratta di, una organizzazione terroristica che vuole rubare territorio ai siriani", ha detto Fidan. La Turchia combatte le milizie curde di Ypg per la loro vicinanza al Pkk, gruppo separatista curdo con cui Ankara è in guerra dal 1984 e che figura nella lista delle organizzazioni terroristiche di Usa e Ue.

Fidan, revocare sanzioni a Damasco "prima possibile"

Le sanzioni contro la Siria devono essere revocate "il prima possibile". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan in conferenza stampa congiunta con il nuovo leader siriano, Abu al-Jolani a margine del loro colloquio. "La comunità internazionale deve essere pienamente mobilitata affinchè la Siria si rimetta in piedi e gli sfollati possano tornare nel loro Paese. Le sanzioni imposte al precedente regime devono essere revocate al più presto, in modo che i servizi possano essere forniti", ha sottolineato ancora Fidan, oggi in visita nella capitale siriana.

Netanyahu, 'agiremo con forza contro gli Houthi'

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che "come abbiamo agito contro i terroristi iraniani, agiremo forza e determinazione" contro gli Houthi dello Yemen". Lo riportano i media israeliani. Nella notte tra venerdì e sabato un missile balistico ha bucato la difesa aerea israeliana e colpito un parco di Tel Aviv causando 16 feriti. Si è trattato dell'ultimo raid di una serie che i ribelli yemeniti hanno intensificato nelle ultime settimane.

Al Sharaa: “Entro pochi giorni annunceremo la nuova struttura della Difesa”

Il leader de facto della Siria Ahmed al-Sharaa ha dichiarato che la sua amministrazione annuncerà la nuova struttura del ministero della Difesa e dell'esercito entro pochi giorni. In una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, domenica, al-Sharaa ha affermato che la sua amministrazione non permetterà l'uso di armi al di fuori del controllo dello Stato.

Il leader dell’opposizione Gantz: “Netanyahu sta sabotando i negoziati”

Il presidente di Unità Nazionale Benny Gantz ha criticato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, sostenendo che sta ostacolando i colloqui con Hamas per il cessate il fuoco. Il leader di opposizione, ed ex ministro, ha dichiarato ai media che "mentre i negoziatori lavorano, Netanyahu li sta nuovamente sabotando". Gantz ha detto che "stiamo vivendo tempi delicati: la vita e la morte sono davvero in potere della lingua". Ha citato le parole del primo ministro in un'intervista della scorsa settimana: "meno parliamo (dell'accordo), meglio è" e ha aggiunto che "come una replica, Netanyahu sta di nuovo correndo verso i media stranieri", riferendosi alla sua recente intervista al Wall Street Journal

Media: “Israele effettuerà altri raid su obiettivi Houti”

"Ci saranno altri attacchi" da parte di Israele contro le milizie degli Houti nello Yemen. Lo ha affermato un funzionario israeliano al Times of Israel spiegando che gli Houti "ora sono al centro dell'attenzione". Ieri gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver colpito obiettivi nella capitale yemenita controllata dai ribelli, poche ore dopo che un missile lanciato dai ribelli Houti sostenuti dall'Iran aveva colpito Tel Aviv, provocando feriti

Idf: “Il missile dallo Yemen non intercettato per un guasto”

L'aeronautica militare israeliano ritiene che il missile che ha colpito ieri Jaffa non sia stato intercettato a causa di un guasto tecnico del sistema di intercettazione dei missili Arrow e attende i risultati dei test. Lo riporta Haaretz

Khamenei: “In Siria solo rivoltosi, i giovani li sconfiggeranno”

Il leader iraniano Ali Khamenei ha descritto come un "gruppo di rivoltosi" i militanti islamici del gruppo Hayat Tahrir al-Sham, che ha rovesciato il presidente siriano Bashar Assad sostenuto dall'Iran. "Il gruppo sarà sconfitto dai giovani siriani", ha detto in un intervento oggi. "Sono saliti al potere in Siria con l'aiuto e le cospirazioni degli stati stranieri. Hanno abusato della debolezza interna della Siria e creato caos e insicurezza in questo paese, ma presto emergerà in Siria un gruppo forte e onorevole che, a Dio piacendo, li supererà", ha sottolineato Khamenei, secondo quanto riferisce l'agenzia Irna.. "Un giovane siriano non ha nulla da perdere. La sua università, la sua scuola, la sua casa, la sua strada e la sua vita sono insicure. Quindi deve opporsi con forza e determinazione contro coloro che hanno complottato e creato questa insicurezza", ha aggiunto

Il ministro degli Esteri turco incontra a Damasco al Jolani

Il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha incontrato oggi a Damasco Abu Mohammed al-Jolani, leader di Hayat Tahrir al-Sham (Hts). Lo rende noto il ministero degli Esteri turco, mentre l'agenzia di stato Anadolu ha diffuso un video di Fidan e il nuovo leader siriano che si salutano con una stretta di mano e con un abbraccio

Jolani: “Damasco non influenzerà negativamente il Libano”

Il nuovo leader siriano al-Jolani (che ora si fa chiamare Ahmad al-Chareh), ha assicurato che il suo Paese non eserciterà più un'influenza "negativa" in Libano e rispetterà la sovranità del Paese vicino. Lo ha dichiarato ricevendo una delegazione guidata dal leader druso libanese Walid Joumblatt. La Siria non "interferirà più negativamente in Libano e rispetterà la sua sovranità, l'integrità territoriale, l'indipendenza decisionale e la sua stabilità", ha affermato aggiungendo di voler mantenere "una distanza equa da tutti" in Libano. Il leader druso Walid Joumblatt, arrivato a Damasco domenica a capo di una folta delegazione di deputati del suo blocco parlamentare e di dignitari religiosi drusi, è il primo leader libanese a incontrare il nuovo uomo forte della Siria. Al-Jolani ha anche invitato i libanesi a "cancellare dalla loro memoria il ricordo della Siria del passato"

Papa Francesco: “A Gaza bambini mitragliati, quanta crudeltà”

"Con dolore penso a Gaza, a tanta crudeltà, ai bambini mitragliati, ai bombardamenti di scuole e di ospedali. Quanta crudeltà". Così Papa Francesco dopo la recita della preghiera dell'Angelus, in collegamento da Casa Santa Marta

Autorità di Gaza: “45.259 vittime dal 7 ottobre”

A causa dei raid israeliani nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore sono morte 32 persone mentre 54 sono rimaste ferite. E' quanto afferma nel bollettino giornaliero il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas. Dal 7 ottobre del 2023 le vittime sono 45.259, i feriti 107.627

Katz: “Schiacceremo la testa di Hezbollah se viola la tregua”

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, durante una visita a una postazione militare israeliana nel Libano meridionale, ha minacciato di "schiacciare la testa di Hezbollah" se violerà l'accordo di cessate il fuoco. "Abbiamo disarcionato il serpente, e se Hezbollah non si ritira oltre il fiume Litani e cerca di violare il cessate il fuoco, gli schiacceremo la testa", ha detto Katz. "Non permetteremo agli agenti di Hezbollah di tornare nei villaggi del sud e di ristabilire l'infrastruttura terroristica che rappresenterà una minaccia per le comunità del nord", ha continuato

Nel Golan occupato da Israele una colonia dedicata a Trump

Alla fine di una strada tortuosa su una collina nelle alture del Golan siriano, gran parte del quale è stato occupato da Israele, le auto superano un cartello in onore del presidente americano eletto, la colonia 'Trump Heights'. Decorata con bandiere israeliane e americane, la colonia è un omaggio a Donald Trump che ha riconosciuto nel 2019 l'annessione da parte di Israele di due terzi di questo altopiano strategico situato ai confini tra Israele, Libano e Siria. Gli Usa sotto l'amministrazione di Trump sono stati il primo paese, e l'unico al momento, a riconoscere l'annessione israeliana. Cinque anni dopo, la colonia 'Trump Heights' ospita 26 famiglie in un insieme di case e roulotte improvvisate, ma con importanti piani di espansione in vista. Il suo direttore, Yarden Freimann, stima che entro un anno 'Trump Heights' raddoppierà la sua popolazione ed entro tre anni 99 famiglie si insedieranno in nuove case situate su ampi terreni. La colonia potrebbe presto beneficiare di un sostegno ufficiale, visto che il governo israeliano ha approvato il 15 dicembre lo stanziamento di 40 milioni di shekel (10,6 milioni di euro) di investimenti per raddoppiare la popolazione del Golan, in parte conquistato da Israele in Siria durante la guerra arabo-israeliana del 1967 e due terzi annessi nel 1981. L'annuncio fa seguito al rovesciamento di Bashar al-Assad nella vicina Siria, con i leader israeliani che vedono le nuove autorità del paese come una minaccia. E' inoltre in vista un piano strategico per lo sviluppo della regione, che conta circa 30.000 coloni ebrei e circa 23.000 drusi, la cui presenza risale a prima dell'occupazione e che rimangono in gran parte fedeli alla Siria. Il piano prevede la creazione di tre nuove comunità, una vicino a 'Trump Heights' e un'altra, potenzialmente su una controversa striscia di terra soggetta a controversia con Libano. A 'Trump Heights' la terra è già stata sgomberata per gettare le fondamenta di una cinquantina di nuove case. Dall'arrivo della prima famiglia nel 2021, la comunità è cresciuta e ora comprende circa 70 adulti e più di 60 bambini di età inferiore ai 13 anni venuti da tutto Israele

Pizzaballa ha celebrato la messa a Gaza

Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme è entrato a Gaza e "ha presieduto la Santa Messa presso la chiesa della Sacra Famiglia nell'ambito della sua visita di solidarietà in vista delle gioiose celebrazioni natalizie". Lo scrive su X il Patriarcato Latino di Gerusalemme

Siria, il nuovo governo nomina una donna a capo dell’ufficio per gli affari femminili

Il nuovo governo siriano creato dal gruppo islamista Hayat Tahrir al Sham (Hts) ha annunciato la creazione di un ufficio per gli affari femminili alla cui guida è stata nominata Aisha Al Debs, descritta come "un'attivista umanitaria", che ha lavorato per anni nella provincia di Idlib, bastione dei jihadisti in Siria. In una dichiarazione trasmessa da Syria Tv, Al Debs ha promesso che le nuove autorità siriane "daranno alle donne l'opportunità di partecipare al lavoro comune in tutti i suoi aspetti, secondo le loro competenze". Ed ha annunciato che le donne avranno una "partecipazione importante" nel dialogo nazionale per la creazione della nuova realtà siriana. La nomina arriva dopo le polemiche ed i timori suscitati dall'intervista rilasciata nei giorni scorsi da un portavoce di Hts, Obaida Arnaut che, in contrasto con le assicurazioni che i vertici del gruppo stanno dando alla comunità internazionale, affermava che i compiti delle donne "devono essere necessariamente compatibili con il ruolo che possono assumere", affermando che non sarebbero in grado di assumere ruoli nella Difesa a causa della loro "natura biologica". "Se decidessimo di dare ad una donna il ministero della Difesa, questo si accorderebbe con la sua assenza e natura biologica? Senza dubbio no. Può impegnarsi come un uomo? Non può", ha detto ancora il portavoce

Teheran convoca un diplomatico italiano per l’arresto di un iraniano

L'Iran ha convocato l'ambasciatore svizzero a Teheran, che rappresenta gli interessi americani, nonchè un diplomatico italiano, per protestare contro l'arresto negli Stati Uniti e in Italia di due iraniani sospettati di trasferire tecnologie sensibili. Lo riferiscono i media locali. Lunedì scorso la giustizia americana ha accusato formalmente Mahdi Mohammad Sadeghi e Mohammad Abedini di "esportare sofisticati componenti elettronici in Iran", in violazione delle normative statunitensi e delle sanzioni americane contro l'Iran. I componenti sarebbero stati utilizzati a gennaio durante un attacco di droni in Giordania costato la vita a tre soldati americani, ha riferito in un comunicato stampa il Dipartimento di Giustizia americano. L'Iran ha negato qualsiasi coinvolgimento e ha respinto le accuse come "infondate". Abedini, 38 anni, è stato arrestato lunedì in Italia su richiesta delle autorità americane, secondo il Dipartimento di Giustizia americano. Sadeghi, 42 anni, è incarcerato negli Stati Uniti e possiede la doppia nazionalità, sempre secondo la giustizia Usa. "Questi arresti sono contrari a tutte le leggi e gli standard internazionali", ha detto un funzionario del ministero degli Esteri iraniano, Vahid Jalalzadeh, citato dall'agenzia di stampa Tasnim. Jalalzadeh ha aggiunto che l'Iran ha espresso la sua protesta durante un "invito" al Ministero rivolto all'ambasciatore svizzero a Teheran e all'incaricato d'affari dell'ambasciata italiana. Stati Uniti e Iran hanno interrotto le relazioni diplomatiche nel 1980. Da allora i due paesi hanno avuto scambi indirettamente attraverso l'ambasciata svizzera in Iran, che rappresenta gli interessi americani nel paese

Hamas: “28 palestinesi uccisi in raid di Israele a Gaza”

I raid israeliani effettuati nella notte e in mattinata sulla Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 28 palestinesi e colpito la casa di una famiglia e un edificio scolastico. Lo dice la protezione civile di Gaza gestita da Hamas. L'esercito israeliano afferma che l'edificio scolastico era utilizzato da militanti di Hamas. Il portavoce della protezione civile di Gaza, Mahmud Bassal, ha affermato che almeno 13 persone sono state uccise in un attacco aereo su una casa a Deir el-Balah, nel centro di Gaza, appartenente alla famiglia Abu Samra. Non ci sono stati commenti immediati dall'esercito israeliano, che ha confermato invece l'attacco a nord, su una scuola a Gaza City. Bassal ha affermato che otto persone, tra cui quattro bambini, sono state uccise nell'attacco alla scuola, che era stata riadattata come rifugio per i palestinesi sfollati. L'esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato un "attacco mirato" durante la notte, per colpire militanti di Hamas che operavano nell'edificio: le IDF hanno affermato che un "centro di comando e controllo di Hamas era incorporato all'interno" del complesso scolastico nella parte orientale della città, aggiungendo che era stato utilizzato "per pianificare ed eseguire attacchi terroristici" contro le forze israeliane. Bassal ha aggiunto che un attacco durante la notte ha ucciso altre tre persone a Rafah, nel sud della Striscia e un attacco con drone questa mattina ha colpito un'auto a Gaza City, uccidendo quattro persone

Il Patriarca Pizzaballa è entrato a Gaza

Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, "è entrato nella Striscia di Gaza questa mattina e ha raggiunto il compound della parrocchia della Sacra Famiglia per una visita di solidarietà e la celebrazione del Natale". Lo riferisce il Patriarcato di Gerusalemme.

Media: Israele chiede rilascio altri 11 ostaggi per cessate fuoco

Fonti anonime hanno riferito al quotidiano egiziano Al-Ghad, citato dal Times of Israel, che Israele ha chiesto il rilascio di altri 11 ostaggi da includere nel primo atto di un primo potenziale accordo per il cessate il fuoco con Hamas. Il gruppo islamista in cambio della loro liberazione chiederebbe un ulteriore risarcimento. Secondo i media mediorientali la prima fase dell'accordo tra Israele e Hamas prevede il rilascio di 250 prigionieri palestinesi dalle prigioni israeliane in cambio dei bambini detenuti a Gaza, delle cinque soldatesse e dei prigionieri più anziani e malati. Israele avrebbe chiesto il rilascio di 34 ostaggi nella prima fase, tra cui gli 11 uomini considerati da Hamas soldati.

Wafa: “5 uccisi in raid israeliano su Deir al-Balah in Gaza”

Almeno 5 palestinesi, fra cui donne e bambini, sono rimasti uccisi e diversi altri feriti in un attacco aereo israeliano nella tarda serata di ieri che ha preso di mira una casa a Deir al-Balah, nella zona costiera della Striscia di Gaza centrale. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa, citando proprie fonti sul posto. I feriti sono stati trasportati all'ospedale A-Aqsa di Deir al-Balah, mentre le squadre di soccorso stanno cercando eventuali dispersi sotto alle macerie.

Bbc: “Colloqui per cessate il fuoco a Gaza completati al 90%”

I colloqui per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza e un accordo per il rilascio di ostaggi tra Israele e Hamas sono completati al 90%, ma rimangono questioni chiave che devono essere affrontate. Lo ha riferito alla Bbc un alto funzionario palestinese coinvolto nei colloqui. Uno dei principali punti critici è la presenza militare israeliana nel corridoio di Philadelphi, una striscia di terra strategicamente importante nel sud di Gaza lungo il confine con l'Egitto. Il funzionario palestinese ha condiviso i dettagli delle discussioni in corso a Doha, che includono la potenziale creazione di una zona cuscinetto larga diversi chilometri lungo il confine israeliano con Gaza. Israele manterrà una presenza militare all'interno di quest'area, ha detto il funzionario. Una volta risolte queste questioni, un cessate il fuoco in tre fasi potrebbe essere concordato in pochi giorni.

Media: “Raid aerei a Sanàa condotti da coalizione guidata da Usa”

Secondo il quotidiano yemenita Al-Masirah, legato agli Houthi sostenuti dall'Iran, le esplosioni avvenute poco fa a Sanàa nello Yemen sono state causate da attacchi aerei. Lo riporta The Times of Israel, precisando che secondo fonti israeliane, gli attacchi sono stati condotti dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti e non da Israele

Israele replica al Papa: “Critiche scollegate dalla lotta al terrorismo”

Il ministero degli Esteri israeliano ha risposto in un post su X a Papa Francesco, che aveva condannato i raid aerei israeliani a Gaza durante il discorso annuale di Natale ai cardinali. Francesco è sembrato riferirsi in particolare all'attacco di ieri in cui, secondo i medici, sarebbero rimasti uccisi almeno 25 palestinesi. "La colpa dovrebbe essere rivolta esclusivamente ai terroristi, non alla democrazia che si difende da loro. Basta con i du...

Usa: “Colpiti obiettivi dei ribelli Houti a Sana'a”

Il Comando centrale americano ha annunciato di aver colpito obiettivi dei ribelli Houti nella capitale dello Yemen, Sanaa. "Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) hanno condotto attacchi aerei di precisione contro un impianto di stoccaggio missilistico e una struttura di comando e controllo gestita dagli Houti", si legge in una nota del Comanda pubblicata su X

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