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Medio Oriente, news del 23 dicembre. Delegazione italiana incontra leader siriani. Gaza, 58 morti in 24 ore

L'incendio causato da un raid israeliano a Khan Younis, nella striscia di Gaza
L'incendio causato da un raid israeliano a Khan Younis, nella striscia di Gaza (reuters)
Raid israeliani sulla Striscia: 58 morti nelle ultime 24 ore. Con il freddo l’emergenza umanitaria sta peggiorando
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Pochi aiuti e freddo crescente: la situazione umanitaria a Gaza rischia di peggiorare ancora, dopo 14 mesi di guerra. Testimonianze raccolte dall’Associated Press parlano di “carenza di coperte e vestiti caldi”. A questo si aggiunge la denuncia di Oxfam, secondo cui negli da ottobre solo 12 camion di aiuti sono arrivati nella Striscia, dove sono 2 milioni i profughi. Dall’inizio del conflitto, sono morti oltre 45.000 palestinesi e 1.200 israeliani.

Tre soldati israeliani uccisi a Gaza

Tre soldati israeliani sono stati uccisi oggi durante gli scontri nella Striscia di Gaza settentrionale.
Lo ha reso noto l'esercito. I nomi dei soldati uccisi sono: Gavriel Atedgi, 22 anni, da Kiryat Motzkin; Netanel Pessach, 21 anni, da Elazar; Hillel Diener, 21 anni, da Talmon. Tutti e tre facevano parte del battaglione Shimshon della brigata Kfir.
Secondo una prima indagine delle Idf, i soldati sono stati uccisi da un ordigno esplosivo nella zona di Beit Hanoun. Il bilancio delle vittime israeliane nell'offensiva di terra contro Hamas a Gaza e nelle operazioni militari lungo il confine con la Striscia ammonta a 391. Il bilancio include un agente di polizia ucciso in una missione di salvataggio di ostaggi e un appaltatore civile del Ministero della Difesa.

Idf: “Ucciso capo della direzione della Sicurezza generale di Hamas”

Un alto membro delle forze di sicurezza generali di Hamas è stato ucciso ieri in un attacco aereo nella città di Gaza. Lo hanno annunciato l'Idf e lo Shin Bet, citati da Times of Israel. Secondo l'esercito israeliano, l'obiettivo dell'attacco, Tharwat Muhammad Ahmad al-Bayk, era a capo della direzione del Servizio di sicurezza generale di Hamas. Al-Bayk è stato colpito mentre si trovava presso un centro di comando di Hamas incastonato nel quartiere Musa Ibn Nusayr, nel quartiere Daraj di Gaza City. La scuola, hanno spiegato Idf e Shin Bet, fungeva da rifugio per gli sfollati di Gaza. I media palestinesi hanno riferito che nell'attacco sono morte almeno otto persone.

Erdogan: “Israele vuole oscurare la rivoluzione in Siria”

"Si capisce che dietro la crescente aggressività di Israele c'è la volontà di oscurare la rivoluzione in Siria e soffocare le speranze del popolo siriano". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, aggiungendo che "alla fine Israele dovrà lasciare tutte queste terre che ha occupato". Durante un discorso trasmesso dalla tv di Stato Trt dopo una riunione di gabinetto ad Ankara, il leader turco ha aggiunto che "l'integrità territoriale della Siria deve essere rispettata, per la Turchia questa è una linea rossa".

(reuters)

Siria, Zelensky: “Pronti a collaborare, eliminare presenza russa”

"L'Ucraina è interessata a stabilizzare la situazione in Siria e nell'intera regione e sosterrà gli sforzi necessari dei partner. Riteniamo fondamentale per la sicurezza del popolo siriano e dell'intera regione l'allontanamento della presenza russa dalla Siria" e "siamo pronti a collaborare con i rappresentanti del popolo siriano per correggere gli errori del regime di Assad, soprattutto nei confronti dell'Ucraina e di tutta l'Europa". Lo scrive il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un post su X pubblicato a seguito di una riunione del suo staff. "Abbiamo analizzato a fondo il nostro lavoro con la Siria dopo la caduta di Assad e la sua fuga. Oggi i servizi di intelligence hanno presentato i loro rapporti - il Servizio di intelligence estero e l'Intelligence della Difesa dell'Ucraina - e i ministri della Difesa e degli Affari esteri. Stiamo definendo la nostra strategia e i passi concreti da compiere", ha scritto Zelensky. E ancora: "Siamo grati a tutti gli Stati e a tutti i leader che sono pronti ad aiutare la società siriana a ripristinare una vita normale e a costruire istituzioni statali efficienti. Sosterremo certamente la Siria nel garantire la sicurezza alimentare - le decisioni necessarie da parte nostra sono già state prese e l'Ucraina è pronta a fornire cibo".

Netanyahu al Parlamento: “Progressi sugli ostaggi a Gaza”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato ai deputati che sono stati fatti "alcuni progressi" nei negoziati per ottenere il rilascio degli ostaggi detenuti a Gaza. "Tutto ciò che stiamo facendo non può essere rivelato. Stiamo intraprendendo azioni per riportarli indietro. Vorrei dire con cautela che ci sono stati dei progressi e che non smetteremo di agire finchè non li riporteremo tutti a casa", ha detto Netanyahu in Parlamento, mentre negli ultimi giorni si sono rinnovati i colloqui per raggiungere un accordo.

Unifil chiede a Israele di accelerare il ritiro dal sud del Libano

Il contingente dell'Onu in Libano, Unifil, ha esortato l'esercito israeliano a accelerare il ritiro dal sud del Libano a quasi un mese dal cessate il fuoco del 27 novembre tra Israele e Hezbollah. In un comunicato, l'Unifil sollecita "un'accelerazione del ritiro dell'esercito israeliano e del dispiegamento delle forze armate libanesi nel Libano meridionale", invitando "tutti gli attori a cessare qualsiasi violazione della risoluzione 1701 e ad astenersi da qualsiasi azione che possa compromettere la fragile stabilità che attualmente prevale".

Idf: “Intercettato drone dallo Yemen”

L'aeronautica militare israeliana ha intercettato stamattina un drone partito dallo Yemen e diretto verso il territorio israeliano. Lo ha reso noto l'Idf, precisando che il velivolo senza pilota è stato intercettato prima che entrasse nello spazio aereo israeliano e, in linea con la politica israeliana, non sono state attivate le sirene.

Tajani, delegazione italiana incontra la leadership Siria

Una delegazione italiana sta incontrando la nuova leadership siriana a Damasco. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Credo che l'incontro sia in corso, è confermata questa missione di diplomatici perché vogliamo essere parte attiva della riunificazione della situazione della Siria, della pacificazione e della stabilizzazione. Ci auguriamo che il nuovo sistema sia rispettoso delle minoranze, in modo particolare delle minoranze cristiane, per noi questa è una priorità e una condizione fondamentale per procedere anche poi in futuro alla revoca delle sanzioni", ha aggiunto a margine della sua visita in Kosovo.

Berlino ad Ankara, 'combattere curdi in Siria favorisce l'Isis'

Una escalation militare turca contro le milizie curde in Siria "non deve accadere", perché "potenzierebbe l'Isis", con pericolo anche per l'Europa e per la Turchia: questo il monito della ministra degli Esteri tedesca ad Ankara, dopo le dichiarazioni del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che venerdì scorso ha detto che "è tempo di sradicare" sia l'Isis che i "gruppi terroristici curdi" che "minacciano la sopravvivenza" della Siria. Le milizie curde dell'Sdf (Forze democratiche siriane), appoggiate dagli Stati Uniti, hanno avuto un ruolo "cruciale" nella sconfitta dell'Isis nel 2019 dopo i "terribili massacri" compiuti dai jihadisti estremisti, ha detto Baerbock in un intervento alla radio Deutschlandfunk, ricordando anche la città di Kobane, liberata dai Curdi, è diventata "simbolo della lotta coraggiosa dei curdi contro l'Isis". Baerbock ha ammonito la Turchia, alleata nella Nato, che la situazione attuale in Siria "non deve essere sfruttata per cacciare di nuovo i Curdi, per causare nuove violenze. Abbiamo tutti la responsabilità di assicurare che non ci siano nuove violenze, nessuna nuova forza radicale e che la gente possa vivere in sicurezza dopo anni di questo terrore", ha aggiunto la capo della diplomazia tedesca, aggiungendo che "l'unità della Siria deve essere preservata".

Delegazione saudita attesa a Damasco

A Damasco è stata anche una delegazione saudita. E ha incontrato Ahmed al-Sharaa, come è tornato a farsi chiamare Abu Mohammed al-Jawlani dopo che il suo Hayat Tahrir al-Sham ha guidato l'offensiva che ha posto fine al regime di Bashar al-Assad in Siria. La notizia dei colloqui è stata diffusa oggi dalla tv satellitare al-Arabiya, ma gli incontri risalgono a ieri e rappresentano il primo contatto tra i sauditi e la nuova leadership siriana. Oggi a Damasco c'è il capo della diplomazia della Giordania, Ayman al-Safadi.

Gaza, 45.317 vittime dall’inizio della guerra

l numero di persone uccise negli attacchi israeliani a Gaza dall'inizio della guerra è salito a 45.317, mentre altre 107.713 sono rimaste ferite. Lo riferisce il ministero della Salute di Gaza controllato da Hamas, precisando che nelle ultime 24 ore sono state uccise 58 persone e ferite 86.

Il Patriarca di Gerusalamme Pizzaballa domani entra solennemente a Betlemme

Il Patriarca di Gerusalemme dei Latini, cardinal Pierbattista Pizzaballa, entreràdomani solennemente a Betlemme in occasione della vigilia di Natale, dopo aver compiuto nella giornata di ieri una visita a Gaza ed ai fedeli cattolici che vi vivono in condizioni di particolare difficoltà. "Tutto il mondo è con voi", ha detto Pizzaballa nella parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza alla piccola comunità cristiana della Striscia, da piu' di 14 mesi rifugiata nel compound parrocchiale. Il prelato è giunto alla Striscia scortato dai soldati israeliani, ed è passato attraverso il valico di Eretz. È la seconda volta che Pizzaballa riesce ad entrare a Gaza e a visitare la comunità guidata dal parroco padre Gabriel Romanelli, dopo quella del 16 maggio scorso. Per garantire la massima sicurezza nel percorso è stata data notizia della visita solo dopo l'arrivo nella comunità. Pizzaballa ha quindi presieduto la messa e nell'omelia siè complimentato con la resistenza della comunità cristiana: "Voi siete la luce della nostra Chiesa e il Natale è proprio la festa della Luce".

Medioriente: sciopero e proteste a Jenin contro forze sicurezza palestinesi

I palestinesi di Jenin, nel nord della Cisgiordania, stanno osservando uno sciopero generale indetto dai gruppi militanti per protestare contro una rara repressione da parte delle forze di sicurezza palestinesi. Un reporter dell'Associated Press a Jenin ha sentito spari ed esplosioni, apparentemente dovuti a scontri tra militanti e forze di sicurezza palestinesi. Non è stato immediatamente chiaro se qualcuno sia stato ucciso o ferito. Non c'era traccia di truppe israeliane nell'area. I negozi sono rimasti chiusi in città oggi, il giorno dopo che i militanti hanno ucciso un membro delle forze di sicurezza palestinesi e ne hanno feriti altri due. I gruppi militanti hanno indetto uno sciopero generale in tutto il territorio, accusando le forze di sicurezza di cercare di disarmarli per sostenere l'occupazione israeliana del territorio che dura da mezzo secolo. L'Autorità Palestinese, sostenuta dall'Occidente, è riconosciuta a livello internazionale ma profondamente impopolare tra i palestinesi, in parte perché collabora con Israele in materia di sicurezza.

Siria: arrivata prima delegazione di alto livello dal Qatar

Un aereo della compagnia Qatar Airways, con una delegazione diplomatica a bordo, è atterrato a Damasco. Si tratta del primo volo dal Qatar arrivato in Siria dalla caduta del regime di Bashar al Assad, poco più di due settimane fa. Secondo il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, la delegazione è guidata dal ministro di Stato, Naser al-Khulaifi. L'obiettivo è "tenere una serie di incontri con funzionari siriani, incarnando la ferma posizione del Qatar di fornire tutto il sostegno ai fratelli in Siria", ha detto al-Ansari in un messaggio sul suo account X. Il Qatar, che ha interrotto le relazioni con il regime siriano dopo la violenta repressione delle rivolte popolari del 2011, è stato uno dei primi Paesi a riaprire la sua ambasciata a Damasco dopo la caduta di Assad rovesciato da una coalizione di ribelli guidata dal gruppo jihadista Hts.
Doha ha anche istituito un ponte aereo per inviare aiuti umanitari e medici in Siria attraverso la Turchia e la Giordania pochi giorni dopo la caduta di Assad.

Giordania: “Siamo d’accordo con Siria sulla cooperazione per contrastare il contrabbando di droga”

Il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi ha dichiarato di essere d'accordo con il leader siriano Ahmed al-Sharaa sulla cooperazione per contrastare il contrabbando di droga e armi dalla Siria alla Giordania. “Questo pericolo esiste ancora perché le forze di contrabbando sono ancora presenti. Abbiamo concordato di cooperare anche su questo”, ha dichiarato ad Al Jazeera.

Tajani: “Revoca sanzioni quando ci sarà una nuova fase inclusiva e rispettosa dei diritti in Siria”

"Le sanzioni alla Siria andranno revocate progressivamente, man mano che si manifesterà il loro orientamento nel senso di una transizione politica inclusiva, verso le minoranze etniche e religiose e sui diritti delle donne". Lo dice a La Stampa il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, dopo la fine dell'era Assad.
"E' imminente la missione di una delegazione di diplomatici italiani ad alto livello a Damasco per incontrare la nuova leadership provvisoria" e, puntualizza, "i segnali sono positivi, ma seguiremo nel concreto la loro azione".

Cremlino nega notizie su presunto divorzio Assad e congelamento beni

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato che le informazioni sul presunto divorzio dell'ex presidente siriano Bashar al-Assad e sul congelamento dei suoi beni non sono vere. "No, non è così", ha detto Peskov in risposta alla richiesta di confermare le informazioni circolate sui media arabi. Il Jerusalem Post, citando media turchi e arabi, ieri ha riportato che Asma al-Assad, avrebbe chiesto il divorzio dopo aver espresso insoddisfazione per la sua vita a Mosca e che starebbe cercando di trasferirsi a Londra.

Media, milizie pro Iran in Iraq fermeranno attacchi a Israele

I gruppi di milizie sostenute dall'Iran in Iraq hanno deciso di fermare i loro attacchi contro Israele, ha riferito il quotidiano libanese Al-Akhbar, secondo quanto riporta il Times of Israel. "Le fazioni armate hanno aderito alle parole del governo iracheno, soprattutto dopo quello che è successo in Siria, che dice che potrebbe esserci l'intenzione di trascinare il paese in uno scenario peggiore del rovesciamento del regime di Bashar al-Assad, che potrebbe portare al ritorno del terrorismo in Iraq", ha detto un membro del gruppo Harakat Hezbollah al-Nujaba. Un altro funzionario della milizia Kata'ib Sayyid al-Shuhada, sostiene che "le operazioni delle fazioni contro Israele erano collegate alle operazioni degli Hezbollah libanesi, e quando è stato raggiunto il cessate il fuoco in Libano, le operazioni delle fazioni irachene si sono fermate, e ci sono anche partner in Iraq che hanno un'opinione e riserve su quelle operazioni, e devono essere ascoltati".

Almeno 20 morti a Gaza in ultimi raid israeliani

I medici palestinesi hanno riferito che gli ultimi attacchi aerei israeliani sferrati nella Striscia di Gaza hanno ucciso almeno 20 persone. Uno degli attacchi, avvenuto nella notte e questa mattina, ha colpito una tendopoli nell'area di Muwasi, dichiarata zona umanitaria da Israele, uccidendo otto persone, tra cui due bambini, ha riferito l'ospedale Nasser nella città meridionale di Khan Younis, dove sono stati portati i corpi. I registri dell'ospedale riferiscono di altre sei vittime in un attacco a persone che sorvegliavano un convoglio di aiuti e altre due vittime in un attacco a un'auto a Muwasi. Una persona è stata uccisa in un attacco separato nella zona. L'Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, nella città centrale di Deir al-Balah, ha dichiarato che tre corpi sono arrivati dopo un attacco aereo contro una scuola trasformata in rifugio nel campo profughi di Nuseirat, attacco che era stato segnalato anche dall'agenzia stampa palestinese Wafa, che aveva riferito di un primo bilancio di cinque vittime in due attacchi nell'area.

Iran: “Nessun contatto diretto con la nuova leadership siriana”

L'Iran afferma di non avere "contatti diretti" con la nuova leadership provvisoria della Siria, dopo la fine dell'era Assad, per anni sostenuto dalla Repubblica Islamica. "Teheran non ha contatti diretti con l'attuale governo transitorio siriano", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri della Repubblica Islamica, Esmaeil Baghaei, come riporta l'agenzia iraniana Mehr.

Iran conferma il suo sostegno alla sovranità della Siria

Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha dichiarato oggi che Teheran ha sempre sostenuto la sovranità della Siria e continuerà a farlo; questa, ha aggiunto, è una posizione di principio del Paese, così come il sostegno all'integrità territoriale della Siria.

Media, Iran studia un corridoio aereo per riarmare gli Hezbollah libanesi

Un 'corridoio aereo' per riarmare gli Hezbollah libanesi. Dopo la fine dell'era Assad in Siria che ha ridotto l'influenza dell'Iran nel Paese arabo, secondo il Times, la Repubblica Islamica starebbe studiando di far arrivare in aereo in Libano armi per il Partito di Dio. Secondo una fonte nella regione citata dal giornale, colloqui sul progetto sarebbero in corso a Teheran e i Paesi occidentali sarebbero "preoccupati" dalla possibilità che l'Iran" stia "cercando di trasformare l'aeroporto di Beirut nel suo nuovo hub logistico, proprio come aveva fatto in Siria". Una mossa che, avverte la fonte, "potrebbe portare alla prossima escalation". Anche perché, evidenzia il giornale, si tratterebbe di una violazione dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e gli Hezbollah libanesi, decimati dalle operazioni militari israeliane contro il gruppo orfano di Hasan Nasrallah.

Israele: Netanyahu in tribunale per quinto giorno testimonianza

Il primo ministro Benjamin Netanyahu è pronto a comparire in tribunale oggi, per il suo quinto giorno di testimonianza nel processo penale a suo carico. Lo riferisce il quotidiano Times of Israel. La stessa fonte sottolinea che sebbene il processo sia sotto la giurisdizione del tribunale distrettuale di Gerusalemme, la testimonianza si terrà in una sede fortificata nel tribunale distrettuale di Tel Aviv, poiché il tribunale di Gerusalemme non dispone di tali infrastrutture.
Finora il premier Netanyahu ha negato tutte le accuse di corruzione contro di lui e ha affermato di non aver mai corrotto rappresentanti dei media per ottenere una copertura favorevole.

Iran accusa Usa e Israele, 'vogliono predominio nella regione'

Il ministro iraniano degli Esteri, Abbas Araghchi, ha condannato gli attacchi aerei statunitensi contro gli obiettivi degli Houthi sostenuti dall'Iran in Yemen, definendoli "una palese violazione del diritto internazionalè" e ha affermato che "tali attacchi, che sono spesso condotti congiuntamente con il Regno Unito, sono stati condotti per conto di Israele, con l'obiettivo di indebolire i paesi islamici e affermare il predominio sulla regione". Secondo l'Irna, Araghchi ha rilasciato queste dichiarazioni in una conversazione telefonica ieri sera con il ministro degli Esteri del gruppo Houthi in Yemen Jamal Ahmed Ali Amer. Il ministro iraniano ha anche elogiato il sostegno degli Houthi al popolo palestinese. Da parte sua, Amer ha invitato le nazioni islamich"a impiegare il loro potenziale per impedire ai nemici di raggiungere i loro obiettivi".

Siria: capo diplomazia giordana in visita dai nuovi leader

Il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, è atteso oggi a Damasco per incontrare il nuovo leader della vicina Siria, Mohammad al-Jolani, che ora si fa chiamare Ahmad al-Chareh. Safadi "si recherà a Damasco oggi (lunedì) e incontrerà il comandante in capo della nuova amministrazione siriana, Ahmad al-Shareh, così come altri funzionari siriani", ha affermato il ministero in una breve dichiarazione.

Wafa: almeno 5 palestinesi uccisi in attacchi israeliani nella notte

Almeno cinque palestinesi sono stati uccisi in attacchi israeliani durante la notte. Lo riporta Al Jazeera, citando l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Due sono stati i morti e diciannove i feriti in un attacco con drone ad al-Mawasi. Altri due palestinesi uccisi e diversi feriti nel bombardamento di un'auto ad al-Mawasi e un morto in un attacco alla casa della famiglia Jundi nell'area di al-Shaaf a Shujayea, a Gaza City.

Due piloti di caccia Usa abbattuti sul mar Rosso da “fuoco amico”

Due top gun americani sono stati abbattuti sul mar Rosso in quello che gli Stati Uniti descrivono genericamente come incidente di "fuoco amico", senza altri particolari. Entrambi i piloti, appartenenti alla Marina Usa, sono stati recuperati vivi, con uno che ha riportato lievi ferite. In quella zona i caccia americani operano raid contro i ribelli Houthi in Yemen.

Oxfam: in due mesi e mezzo a Gaza nord solo 12 camion di aiuti

"Solo 12 camion hanno distribuito cibo e acqua nel nord di Gaza in due mesi e mezzo". Lo ha affermato il gruppo umanitario Oxfam, lanciando l'allarme per il peggioramento della situazione umanitaria nel territorio assediato. "Dei 34 camion di cibo e acqua autorizzati a entrare nel governatorato di Gaza settentrionale negli ultimi 2 mesi e mezzo, ritardi deliberati e ostruzioni sistematiche da parte dell'esercito israeliano hanno fatto sì che solo dodici riuscissero a distribuire aiuti ai civili palestinesi affamati", ha detto Oxfam in una dichiarazione, in un conteggio che includeva le consegne fino a sabato.
"Per tre di questi, una volta che il cibo e l'acqua erano stati consegnati alla scuola dove le persone si erano rifugiate, è stata sgomberata e bombardata nel giro di poche ore", ha aggiunto l'organizzazione umanitaria.

Crosetto vede Katz: “Impegno per il cessate il fuoco”

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, si è recato in visita ufficiale in Israele dove ha avuto una serie di incontri istituzionali, tra cui quello con il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. "Importante incontro con il collega israeliano Israel Katz. Riaffermato l'impegno dell'Italia per favorire stabilità in Medio Oriente, sottolineando importanza del rispetto del cessate il fuoco - ha scritto su X Crosetto - Unifil svolge ruolo fondamentale per la pace, ma deve essere messa nelle condizioni di operare efficacemente". “Ribadita importanza processo di pace nella Striscia di Gaza e condivisa preoccupazione per situazione in Siria, che potrebbe destabilizzare intera regione. Rinnovata vicinanza a familiari e ostaggi, dei quali auspichiamo una rapida liberazione", ha concluso Crosetto.

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