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Schulze: “Siamo inermi davanti a simili follie. Ma possiamo affrontare la paura che è in noi”

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L’intervista allo scrittore tedesco sull’attentato a Magdeburgo: “La logica degli attentati è sempre insensata, ma questa è particolarmente incomprensibile”
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Il giorno dopo l’attentato di Natale a Magdeburgo, Ingo Schulze, tra i più grandi romanzieri tedeschi, tradotto in Italia da Feltrinelli, ha raggiunto a piedi il mercatino di Natale a Breitscheidplatz a Berlino, dove nel 2016 Anis Amri travolse la folla. Un atto di resistenza. «Non ci si può davvero proteggere dalle minacce di estremisti o di persone instabili, ma si può cercare di affrontare la paura dentro di sé».

Schulze, Magdeburgo dopo Breitscheidplatz: la storia si ripete e ci trova impreparati?

«Se fino a pochi giorni fa passeggiando per Dresda pensavo che i dissuasori fossero una precauzione esagerata adesso ho capito che questo tipo di attentato è diventato un modello».

Il profilo del killer, uno psichiatra saudita anti-islam, è molto diverso da quello che ci si sarebbe aspettati.

«Anche se la logica degli attacchi è sempre insensata, questo è particolarmente incomprensibile. L’attentatore ha criticato l’Arabia Saudita, ma poi si è vendicato contro un intero Paese nel quale …

Il giorno dopo l’attentato di Natale a Magdeburgo, Ingo Schulze, tra i più grandi romanzieri tedeschi, tradotto in Italia da Feltrinelli, ha raggiunto a piedi il mercatino di Natale a Breitscheidplatz a Berlino, dove nel 2016 Anis Amri travolse la folla. Un atto di resistenza. «Non ci si può davvero proteggere dalle minacce di estremisti o di persone instabili, ma si può cercare di affrontare la paura dentro di sé».

Schulze, Magdeburgo dopo Breitscheidplatz: la storia si ripete e ci trova impreparati?

«Se fino a pochi giorni fa passeggiando per Dresda pensavo che i dissuasori fossero una precauzione esagerata adesso ho capito che questo tipo di attentato è diventato un modello».

Il profilo del killer, uno psichiatra saudita anti-islam, è molto diverso da quello che ci si sarebbe aspettati.

«Anche se la logica degli attacchi è sempre insensata, questo è particolarmente incomprensibile. L’attentatore ha criticato l’Arabia Saudita, ma poi si è vendicato contro un intero Paese nel quale ha lavorato, usando modalità che sono state spesso, anche se non soltanto, impiegate dagli islamisti».

Cosa ci dice quanto è successo del momento che stiamo vivendo? È la nuova stagione della paura?

«Per me il 1989/1990 aveva segnato anche la fine della paura di una guerra nucleare. Mi deprime che questa paura sia tornata. Le guerre, come quella in Ucraina, possono rapidamente degenerare e hanno un impatto enorme sulla Germania, sia economicamente sia nel dibattito pubblico. In un modo diverso lo fanno anche i conflitti in Medio Oriente. Ma non bisogna cedere alle semplificazioni, tentando di mantenere uno spazio per un dialogo libero dalla paura».

Le semplificazioni fanno il gioco degli estremisti? In Germania tra poco si voterà.

«Sempre, perché diffondono mezze verità e notizie false. Ma i partiti che in Germania vogliono fermare l’avanzata dell’estrema destra devono mettere in campo una politica migliore. Le persone possono essere meno vulnerabili alle tesi semplicistiche solo se non temono di essere escluse, di perdere la casa, il lavoro; solo se credono che chi governa promuove il dibattito e non nasconde le proprie mancanze».

Musk ha detto che l’Adf è la salvezza.

«Il problema più grave è che dobbiamo ascoltare uno come lui. Come può un singolo imprenditore avere così tanto potere?».

La letteratura riesce a intrecciare la Storia con le singole storie delle persone. Può aiutare contro la paura?

«Chi non crede ha solo il conforto che gli altri siano al suo fianco. E forse c’è la possibilità di raccontare una storia che sia vissuta, letta o ascoltata. Ci sono dolori per i quali non c’è rimedio. Se fossi il padre del bambino ucciso a Magdeburgo non so cosa potrebbe aiutarmi. Ma spesso attraverso la letteratura ho sentito di non essere solo».

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