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Feudalesimo addio, o quasi. William rinuncia alle royalties su case e terreni in Cornovaglia

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Gli abitanti del ducato potranno finalmente acquistare a pieno titolo le loro abitazioni e smettere di pagare gli “affitti” al principe. Che però non molla la presa sulle isole Scilly. Un’eredità medievale che riguarda anche moltissime proprietà a Londra
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LONDRA – Fra le sue promesse di voler modernizzare la monarchia britannica, il principe William ha deciso di rinunciare a un privilegio di tipo medievale: quello che fa di lui un feudatario. L’erede al trono ha annunciato che concederà ai residenti del ducato di Cornovaglia il diritto di acquistare le case in cui risiedono da lungo tempo. Ma il primogenito di re Carlo non abbandona del tutto le prerogative feudali, insistendo a mantenerle per un altro dei suoi possedimenti: le isole Scilly, piccolo arcipelago dell’Atlantico, al largo della costa della Cornovaglia.

Creato nel 1337, grande cinque volte e mezzo la città di Firenze, il ducato di Cornovaglia è stato passato a William dal padre due anni fa, quando Carlo è diventato re. Negli ultimi dodici mesi, la proprietà ha fruttato al principe un profitto di 23 milioni di sterline (circa 26 milioni di euro). Finora tutte le persone che risiedono nel ducato potevano avere la proprietà delle case in cui abitano soltanto sotto forma di lea…

LONDRA – Fra le sue promesse di voler modernizzare la monarchia britannica, il principe William ha deciso di rinunciare a un privilegio di tipo medievale: quello che fa di lui un feudatario. L’erede al trono ha annunciato che concederà ai residenti del ducato di Cornovaglia il diritto di acquistare le case in cui risiedono da lungo tempo. Ma il primogenito di re Carlo non abbandona del tutto le prerogative feudali, insistendo a mantenerle per un altro dei suoi possedimenti: le isole Scilly, piccolo arcipelago dell’Atlantico, al largo della costa della Cornovaglia.

Creato nel 1337, grande cinque volte e mezzo la città di Firenze, il ducato di Cornovaglia è stato passato a William dal padre due anni fa, quando Carlo è diventato re. Negli ultimi dodici mesi, la proprietà ha fruttato al principe un profitto di 23 milioni di sterline (circa 26 milioni di euro). Finora tutte le persone che risiedono nel ducato potevano avere la proprietà delle case in cui abitano soltanto sotto forma di leasing: cioè per un periodo variabile di tempo, alla scadenza del quale dovevano rinnovare il leasing per un altro periodo, pagando una cifra a volte considerevole al proprietario perenne, ovvero a William.

Inoltre, ogni anno, erano obbligati a pagare al principe l’affitto della terra, detto letteralmente “ground rent”, su cui sorge la loro casa, una somma che a seconda dei casi può arrivare fino 7 mila sterline (8 mila euro) l’anno.

Rispondendo a persistenti richieste di mettere fine a questo sistema di potere feudale, ora l’erede al trono ha deciso che ciascun residente avrà diritto di acquistare il cosiddetto “freehold”, ovvero la proprietà a tutti gli effetti della casa, versandogli un ammontare definitivo che tronca ogni forma di dipendenza dal ducato di Cornovaglia, ovvero dal principe che ne è proprietario. Ma William manterrà almeno per il momento i propri poteri di feudatario su una piccola parte del ducato, le isole Scilly, un remoto avamposto britannico nell’Atlantico, situate a 45 chilometri di distanza dalla punta sud-occidentale della costa dell’Inghilterra. Qui gli abitanti dell’arcipelago dovranno continuare a pagare l’affitto annuale e a rinnovare il lease a ogni scadenza: una situazione che li rende parzialmente proprietari delle proprie case, creando incertezza e costi economici non indifferenti.

Come nel caso di Alan Davis, un 82enne che risiede da lungo tempo a Garrison, un ex-fortino sull’isola di St. Mary, il quale ha soltanto 35 anni rimasti su un lease di 99 anni sulla propria casa. William ha promesso di dare la possibilità di estendere il lease a 999 anni, sostenendo che una durata simile, pari a un millennio, equivale a essere proprietari a pieno titolo. Ma non ha voluto concedere ai residenti delle Scilly la facoltà di comprare definitivamente le loro case, citando le difficoltà della vita nell’arcipelago e dunque l’esigenza di mantenere il suo ruolo di custode o protettore delle isole. Un feudatario benevolo, dal suo punto di vista. Ma pur sempre feudatario.

Situazione paradossale, ma ben nota agli abitanti di Londra, dove gran parte delle case appartengono a grandi proprietari terrieri, tra cui la casa reale e il duca di Westminster, e la gente è abituata da sempre ad accontentarsi del lease da rinnovare di tanto in tanto e del “ground rent” da pagare annualmente. Paradossi della monarchia britannica.

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