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Germania, dopo Magdeburgo un Natale stretto tra paura del futuro, odio e avanzata dell’ultradestra

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L’Afd usa la strage del mercatino in vista delle elezioni di febbraio in un Paese che sta perdendo le certezze economiche. E il presidente Steinmeier deve cambiare il discorso di fine anno: “Recuperiamo le nostre qualità migliori”
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BERLINO – “L’odio e la violenza non possono avere l’ultima parola. Facciamo in modo che non ci separino. Restiamo uniti”. Dopo l’attentato di Magdeburgo, il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier ha dovuto riscrivere il suo tradizionale discorso di fine anno. E alla luce della valanga di odio e disinformazione che ha invaso i social media dopo l’attacco al mercatino di Natale, il capo dello Stato ha fatto appello ai tedeschi ad attingere alle qualità “con cui abbiamo superato in passato grandi sfide e crisi”. Ma la Germania non è mai stata così spaccata e tentata dai partiti anti sistema. L’ultradestra Afd e il partito della rossobruna Wagenknecht attirano ormai tra un quarto e un terzo dell’elettorato tedesco. E la strage dell’avvento non poteva arrivare in un momento peggiore.

(afp)

La Germania è stata atrocemente ferita nel mezzo di una campagna elettorale in cui i leader dei princip…

BERLINO – “L’odio e la violenza non possono avere l’ultima parola. Facciamo in modo che non ci separino. Restiamo uniti”. Dopo l’attentato di Magdeburgo, il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier ha dovuto riscrivere il suo tradizionale discorso di fine anno. E alla luce della valanga di odio e disinformazione che ha invaso i social media dopo l’attacco al mercatino di Natale, il capo dello Stato ha fatto appello ai tedeschi ad attingere alle qualità “con cui abbiamo superato in passato grandi sfide e crisi”. Ma la Germania non è mai stata così spaccata e tentata dai partiti anti sistema. L’ultradestra Afd e il partito della rossobruna Wagenknecht attirano ormai tra un quarto e un terzo dell’elettorato tedesco. E la strage dell’avvento non poteva arrivare in un momento peggiore.

(afp)

La Germania è stata atrocemente ferita nel mezzo di una campagna elettorale in cui i leader dei principali partiti non riescono lontanamente ad esaurire il potenziale delle forze politiche che guidano. E dopo tre anni di rissosa coalizione “semaforo” e di grigia leadership del cancelliere socialdemocratico Olaf Scholz. Soprattutto, in un momento di crisi strutturale del “Made in Germany”, del modello economico che ha dominato gli ultimi decenni, palesemente arrivato al capolinea.

Il primo sondaggio post massacro di Magdeburgo non sembra riflettere ancora grandi spostamenti di elettori. Ma una sorpresa c’è: nel ranking dei politici più popolari, Alice Weidel ha guadagnato ben tre posizioni ed è balzata al 14. posto. Ed è facile intuire che non sia solo merito della paura e della rabbia scatenate dal massacro di Magdeburgo. Poche ore prima era stato un tweet a scombussolare il dibattito politico: l’endorsement di Elon Musk all’ultradestra tedesca.

Alice Weidel, leader Afd 

L’uomo più ricco del mondo, il padrone di X, Tesla e Starlink, nonché futuro ministro della nuova Amministrazione Trump, ha scritto sul suo social media che “solo l’Afd può salvare la Germania”. E nelle ore successive all’attentato, Musk ha rilanciato delle fake news che sostenevano che Taleb Al Abulmohsen, l’assassino del mercatino di Natale, fosse in realtà un fondamentalista islamico che dissimulava il suo vero credo fingendosi islamofobo.

Una falsità smentita da montagne di fatti emersi in questi giorni, ma rilanciata da uno degli uomini più potenti del mondo con lo scopo chiarissimo di alimentare l’islamofobia dell’estrema destra. Inoltre, il tweet pro-Afd di Musk non è banale: sdogana un partito sul piano globale che è considerato un paria persino dalle estreme destre europee di Marine Le Pen, Giorgia Meloni e Viktor Orban. Musk vuole chiaramente abbattere il cordone sanitario che in questi anni ha tenuto l’Afd rigorosamente fuori dalle stanze dei bottoni.

(fotogramma)

Il quadro politico tedesco, intanto, continua ad essere poco mosso. La Cdu di Friedrich Merz è al 31%, lontanissima dai numeri che Angela Merkel ha incassato fino all’ultimo, e il programma elettorale promette una svolta a destra sull’immigrazione e sulla sicurezza. Recita anzitutto che “un limite severo all’immigrazione è urgente”, punta a espandere il numero di Paesi considerati “sicuri” intende rimpatriare anche migranti provenienti dalla Siria e dall’Afghanistan. Merz vuole aumentare il bilancio per la difesa e rafforzare anche la sicurezza interna, installando telecamere di sorveglianza con il riconoscimento facciale in “punti nevralgici e pericolosi”. Non è un dettaglio in un Paese tradizionalmente attentissimo alla protezione dei dati personali come la Germania.

L’Afd, attualmente al 19,5% e seconda dietro la Cdu (l’attentato di Magdeburgo le ha fatto guadagnare per ora mezzo punto), ha presentato un programma elettorale dirompente, un concentrato di odio verso l’Europa, i migranti e la lotta al cambiamento climatico. E che rappresenta una dichiarazione d’amore per la Russia di Vladimir Putin. Il partito di Alice Weidel chiede l’uscita della Germania dalla Unione europea e dall’euro e la reintroduzione del marco. L’Afd, che nega notoriamente il cambiamento climatico, vuole anche riaprire le miniere di carbone e le centrali nucleari. I migranti vanno respinti già alla frontiera, e i confini vanno blindati attraverso controlli. Quanto alla Russia, l’ultradestra tedesca intende ricominciare a comprare gas da Putin e cancellare tutte le sanzioni contro Mosca.

Manifestazione della Afd a Magdeburgo 

La Spd di Olaf Scholz oscilla da settimane tra il 14 e il 16%, e il cancelliere è scivolato nella più recente classifica sul gradimento personale al diciottesimo posto (su 20). Il programma dei socialdemocratici punta a un aumento del salario minimo e a un taglio delle tasse per il 95% dei contribuenti: per il 5% più ricco le imposte dovrebbero, invece, aumentare. E la Spd promette anche di fare quello che non è riuscita a fare causa freno al debito (che promette di riformare): istituire un “Fondo per la Germania” per rimettere in moto l’economia con gli investimenti. E aiutare l’industria energivora tedesca a pagare le salatissime bollette.

Il cancelliere uscente Olaf Scholz (Spd) (afp)

I verdi guidati da Robert Habeck - dati attualmente al 12,5% - puntano su un “Klimageld”, un contributo alimentato dal prezzamento del Co2, che dovrebbe sostenere soprattutto i cittadini attenti alla loro impronta ecologica. Il partito ambientalista vorrebbe introdurre anche un “Fondo per i cittadini” che renda più equo il sistema pensionistico. E Habeck promette anche una tassa sui miliardari.

A giudicare dai sondaggi, la maggior parte dei tedeschi vorrebbe una riedizione della Grande coalizione tra Cdu e Spd. Ma una fetta dei cristianodemocratici sogna invece un’alleanza con i Verdi. Al momento, però, i numeri non bastano per una coalizione tra Merz e Habeck.

Con i numeri attuali, i due partiti potrebbero raggiungere da soli una maggioranza assoluta dei voti soltanto se Linke, Wagenknecht e i liberali della Fdp finissero sotto la soglia di sbarramento del 5% e i seggi venissero redistribuiti tra le altre forze politiche. Ma nelle ultime settimane, dopo essere scivolata al 4%, la filorussa Sahra Wagenknecht è risalita all’8%. Il tutto, senza aver mai presentato uno straccio di programma elettorale. Il suo motto continua a essere "il partito sono io", parafrasando Luigi XIV. E per ora, purtroppo, funziona.

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