LONDRA – Sento ripetere in giro da tutti che le illuminazioni di Natale a Piccadilly Circus e dintorni non sono mai state belle e numerose come quest’anno. Dev’esserci qualcosa di vero, perché per la prima volta la Bbc dedica un servizio alle luci natalizie di Londra fotografate dal cielo: la punta dello Shard, il grattacielo più alto d’Europa, disegnato da Renzo Piano, che cambia colore ogni ora; la ruota del luna park di Hyde Park, che risplende nel buio del parco, così come quella di The Eye nel buio del Tamigi, di fronte al Big Ben; i Christmas Market di Trafalgar e Leicester Square, pieni zeppi di turisti; la pista di pattinaggio di Somerset House, sormontata da un gigantesco abete, rivale di quella newyorchese del Rockefeller Center; gli angeli appesi lungo Regent Street, fra risciò luminescenti che sparano a tutto volume “All I want for Chrstmas is you”; il tetto di lampadine steso sopra Bond e Carnaby Street, Covent Garden e Seven Dials, le vie dello shopping.
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LONDRA – Sento ripetere in giro da tutti che le illuminazioni di Natale a Piccadilly Circus e dintorni non sono mai state belle e numerose come quest’anno. Dev’esserci qualcosa di vero, perché per la prima volta la Bbc dedica un servizio alle luci natalizie di Londra fotografate dal cielo: la punta dello Shard, il grattacielo più alto d’Europa, disegnato da Renzo Piano, che cambia colore ogni ora; la ruota del luna park di Hyde Park, che risplende nel buio del parco, così come quella di The Eye nel buio del Tamigi, di fronte al Big Ben; i Christmas Market di Trafalgar e Leicester Square, pieni zeppi di turisti; la pista di pattinaggio di Somerset House, sormontata da un gigantesco abete, rivale di quella newyorchese del Rockefeller Center; gli angeli appesi lungo Regent Street, fra risciò luminescenti che sparano a tutto volume “All I want for Chrstmas is you”; il tetto di lampadine steso sopra Bond e Carnaby Street, Covent Garden e Seven Dials, le vie dello shopping.
L’elenco degli addobbi a energia elettrica potrebbe estendersi all’intera metropoli di 9 milioni e 748 mila abitanti (il traguardo dei 10 milioni sembra vicino), incluse periferie e abitazioni private. Nel quartiere di Islington, dietro la prigione di Pentoville, l’anonimo residente di un alloggio popolare ha acceso talmente tante decorazioni, fra Santa Klaus, Snowmen e renne attaccate a una slitta, che per non farsele portare via si è premurato di circondare il muretto di cinta con il filo spinato: chissà se intende mantenere l’atmosfera dell’adiacente carcere, di cui magari è un ex-inquilino.
In una città politicamente progressista, si potrebbe pensare che il dispendio di illuminazioni festeggi il primo Natale in quindici anni con il Labour al governo: ma nell’ultimo trimestre l’economia ha arrancato a crescita zero, diffondendo ansie di recessione poco adatte alle celebrazioni. In compenso, dopo i colpi della Brexit e del Covid, in questi giorni la capitale registra il tutto esaurito di turisti: ci sono loro, per così dire, sotto le luci dei riflettori.
Eppure, allo scoccare del 25 dicembre, tradizione vuole che a Londra si spenga ogni attività. Con una scelta insolita fra i grandi centri d’Occidente, si fermano completamente i trasporti pubblici: niente metrò, né autobus a due piani rossi. Cinema e teatri sono chiusi, come la maggior parte di ristoranti, pub e caffè. L’idea è che il Natale induca credenti e laici a trascorrere la giornata in famiglia, pranzando, scambiando doni e infine – altra tradizione locale – facendo una lunga passeggiata collettiva: un rito all’insegna della “Silent Night” evangelica, o perlomeno dello stare insieme, oltre che utile a smaltire le calorie accumulate a tavola.
Ciononostante, non tutto tace nella tentacolare giungla urbana. I visitatori stranieri, che devono necessariamente mangiare fuori, trovano Chinatown aperta e festante anche il 25 dicembre, con le sue vie adornate di palloncini di cartone rossi. Idem per i ristorantini bengalesi di Brick Lane e i shisha-bar di Edgware road. Non per nulla Londra è l’unica capitale europea con un sindaco musulmano: per molti abitanti di questo autentico cuore globale della terra, multietnico e multiconfessionale, Natale è un giorno come gli altri. Merry Christmas!