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New York, il Natale più caro e affollato di sempre per dimenticare i guai del pianeta

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Alberghi sopra i 400 dollari a notte, ristoranti imprenotabili e musical costosissimi. La Grande Mela festeggia per non pensare al futuro. Ma la quantità di persone nelle strade porta in molti a non uscire di casa
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NEW YORK - E’ la città più costosa e affollata di turisti al mondo. A parte questi due piccoli dettagli, che per alcuni potrebbero essere irrilevanti, New York resta la meta preferita di mezzo mondo per il Natale, che da nessuna parte e’ altrettanto scintillante. Anche se di questo passo rischia di diventare vittima del suo successo.

Il primo punto lo ha sottolineato il Wall Street Journal, con un articolo intitolato: “Non e’ mai stato cosi’ costoso visitare New York”. Dentro si parla dei prezzi degli hotel, arrivati a 417 dollari di media per notte, ma anche dei ristoranti imprenotabili, o dei 221 dollari, sempre di media, per vedere a Broadway un musical collaudato come “The Lion King”. Insomma tutti temevano il crollo di New York dopo il Covid, e invece è tornata più ricca e brillante di prima.

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Poi c’e’ la folla, dei turisti e non solo, per cui vale la pena di leggere questi dati dello sta…

NEW YORK - E’ la città più costosa e affollata di turisti al mondo. A parte questi due piccoli dettagli, che per alcuni potrebbero essere irrilevanti, New York resta la meta preferita di mezzo mondo per il Natale, che da nessuna parte e’ altrettanto scintillante. Anche se di questo passo rischia di diventare vittima del suo successo.

Il primo punto lo ha sottolineato il Wall Street Journal, con un articolo intitolato: “Non e’ mai stato cosi’ costoso visitare New York”. Dentro si parla dei prezzi degli hotel, arrivati a 417 dollari di media per notte, ma anche dei ristoranti imprenotabili, o dei 221 dollari, sempre di media, per vedere a Broadway un musical collaudato come “The Lion King”. Insomma tutti temevano il crollo di New York dopo il Covid, e invece è tornata più ricca e brillante di prima.

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Poi c’e’ la folla, dei turisti e non solo, per cui vale la pena di leggere questi dati dello statistico Nate Silver: “Giovedì 12 dicembre sono state registrate 4.527.607 milioni di corse nel sistema metropolitano di New York, stabilendo un nuovo massimo giornaliero dall’epoca della pandemia di Covid. Inoltre ci sono stati 1,4 milioni di viaggi sugli autobus, 269mila sulla Lirr (che collega Long Island a Manhattan) e 236mila sulla Metro-North (che collega la periferia nord con la città)”. Non contento, Silver fa questa esortazione: “Ma concentrati per un secondo su quel numero della metropolitana. I giorni più importanti di tutti i tempi per i viaggi aerei negli Stati Uniti hanno coinvolto circa 3 milioni di persone, che hanno attraversato i controlli di sicurezza della Tsa. In una giornata media a New York quest’anno ci sono state 3,3 milioni di corse in metropolitana. Quindi, anche dopo la pandemia, ci sono più corse in metropolitana in una giornata tipo a New York, che in una giornata record nell’intero sistema di trasporto aereo americano”.

Chiaro, come una delle massime lapalissiane del campione di baseball dei New York Yankees Yoghi Berra: “Non ci va più nessuno, è troppo affollato”. Una contraddizione in termini, o un destino che attende impietoso New York?

Forse, ma non questo Natale. Perché fra i postumi del digiuno ludico e sociale provocato dal Covid, le elezioni presidenziali con Trump di ritorno alla Casa Bianca, e i guai geopolitici da fine del mondo, nessuno ha voglia di rinunciare ai propri desideri, se ha i soldi per permetterseli, o quanto meno sognarli, guardandoli dalla strada.

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Così il Natale più consumistico al mondo, dalle vetrine sulla Fifth Avenue ai ristoranti dove non ti basta lo stipendio di un mese, diventa una specie di rito laico della rinascita dell’essere umano, o quanto meno della sua straordinaria capacità di dimenticare i propri guai. Ecco, forse è il tema apocalittico delle feste, quest’anno a New York: celebrare come se non ci fosse un domani, perché effettivamente potrebbe non esserci.

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