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L’Ursa Major è affondata: la nave delle armi russe diretta in Siria si inabissa in Spagna

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Misteriosa esplosione ai motori della "Ursa Major": 14 marinai salvati, due dispersi. Faceva parte della flotta diretta a Tartus per recuperare le truppe di Mosca
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Mistero nelle acque del Mediterraneo. La nave russa Ursa Major, che secondo le prime informazioni era diretta in Siria per evacuare le forze di Mosca, è affondata lunedì nelle acque internazionali tra Spagna e Algeria.

Il cargo specializzato nel trasporto di veicoli militari sarebbe colato a picco dopo un'esplosione nella sala macchine. Quattordici uomini dell'equipaggio sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera di Madrid e trasportati lunedì notte nel porto di Cartagena. Due marinai risultano dispersi.

L'allarme a bordo della Ursa Major è scattato intorno alle 12.30 di lunedì mentre sembrava avere ridotto la velocità per attendere altre tre unità russe dirette lungo la stessa rotta, guidate dalla nave per operazioni anfibie Ivan Green. La flottiglia doveva raggiungere il porto siriano di Tartus per portare via uomini e mezzi del contingente di Mosca schierato fino a due settimane fa in difesa del regime di Bashar Assad.

Numerosi mercantili e pescherecci oltre a due vedett…

Mistero nelle acque del Mediterraneo. La nave russa Ursa Major, che secondo le prime informazioni era diretta in Siria per evacuare le forze di Mosca, è affondata lunedì nelle acque internazionali tra Spagna e Algeria.

Il cargo specializzato nel trasporto di veicoli militari sarebbe colato a picco dopo un'esplosione nella sala macchine. Quattordici uomini dell'equipaggio sono stati soccorsi dalla Guardia Costiera di Madrid e trasportati lunedì notte nel porto di Cartagena. Due marinai risultano dispersi.

L'allarme a bordo della Ursa Major è scattato intorno alle 12.30 di lunedì mentre sembrava avere ridotto la velocità per attendere altre tre unità russe dirette lungo la stessa rotta, guidate dalla nave per operazioni anfibie Ivan Green. La flottiglia doveva raggiungere il porto siriano di Tartus per portare via uomini e mezzi del contingente di Mosca schierato fino a due settimane fa in difesa del regime di Bashar Assad.

Numerosi mercantili e pescherecci oltre a due vedette spagnole hanno risposto all'sos dirigendosi verso il cargo e mettendo in salvo l'equipaggio. Poi sarebbe intervenuta in zona una nave militare di Mosca che si sarebbe occupata di gestire l'emergenza.

La Ursa Major era stata varata nel 2009: lunga 142 metri e con una stiva molto capiente, negli ultimi due anni si muoveva spesso tra San Pietroburgo e il Mediterraneo per trasferire sistemi da combattimento agli alleati di Mosca, tra cui carri armati e batterie missilistiche semoventi.

I viaggi avvenivano quasi sempre sotto la scorta ravvicinata di unità militari, nel timore di incursioni ucraine o di controlli internazionali sulla natura del carico. Gli Stati Uniti infatti l'aveva sanzionata per queste spedizioni in violazione dell'embargo.

Secondo le ultime informazioni, basate sull'esame di foto e documenti, la "Ursa Major" trasportava due grandi gru per il cantiere del rompighiaccio a propulsione nucleare 10.510 in costruzione a Vladivostock. Il rompighiaccio fa parte dei progetti voluti da Putin per la colonizzazione dell'Artico attraverso stazioni scientifiche e rotte commerciali con la Cina. Le due gru affondate con la nave sono Liebherr 420 di produzione tedesca, arrivate a San Pietroburgo nonostante l'embargo: la loro perdita influirà sui tempi di consegna della nuova nave. Non è chiaro se l'"Ursa Major" dovesse comunque prelevare mezzi militari in Siria, per poi fare una tappa in Libia o in Sudan per scaricarli e poi proseguire verso Vladivostock.

Stando alle notizie trapelate dai soccorritori, l'esplosione a bordo del grande mercantile russo sarebbe avvenuta subito dopo l'attraversamento di Gibilterra. Un elemento che alcuni esperti reputano "altamente sospetto". Altri invece reputano che le correnti turbolente dello Stretto impediscano operazioni di sabotaggio da parte di incursori subacquei.

L”’Ursa Major” era salpata in tutta fretta l'11 dicembre, tre giorni dopo la caduta di Damasco, per rimpatriare le forze russe presenti in Siria o trasferirle in Libia. Anche la Sparta, che ha preso il largo poco dopo per partecipare alla stessa missione, ha avuto problemi tecnici al motore nell'Atlantico, ma è riuscita ad attraversare Gibilterra.

Lunedì mattina i servizi segreti di Kiev avevano diffuso una nota sui guasti al propulsore dello Sparta, ma non è chiaro a quale dei due cargo si riferissero.

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