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Medio Oriente, le notizie del 25 dicembre. A Gaza muore congelata una neonata di tre settimane

Iravani, rappresentante dell'Iran alle Nazioni Unite, in una foto d'archivio
Iravani, rappresentante dell'Iran alle Nazioni Unite, in una foto d'archivio 
Gaza, scambio di accuse tra governo e israeliano e Hamas per il ritardo nell’accordo sul cessate il fuoco. Il leader degli ebrei sefarditi: “Giusto liberare dei terroristi pur di salvare gli ostaggi”. Netanyahu: “Gli Houti faranno la stessa fine di Hamas e Hezbollah”
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L'Iran ha scritto al segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, chiedendo di condannare l’uccisione del leader di Hamas Ismail Haniyeh che Israele ha per la prima volta riconosciuto. E ha rivendicato che quella morte giustifica l'attacco missilistico balistico contro Israele avvenuto in ottobre. Intanto, la Siria attraverso le parole del suo ministro degli Esteri ha messo in guardia Teheran dal “diffondere il caos nel Paese, rispetti la scelta del popolo”. Prosegue l’operazione Idf a Tulkarem: le autorità palestinesi denunciano 8 vittime.

Bimba nata da pochi giorni muore congelata nella Striscia

Una neonata di tre settimane è morta congelata durante la notte della vigilia di Natale nell'area di al-Mawasi, fuori da Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. A riferirlo all'agenzia Ap è stato Mahmoud al-Faseeh, padre della piccola vittima, Sila, uccisa dal freddo e delle privazioni causate dai blocchi e dalle limitazioni al rifornimento di aiuti umanitari da parte di Israele, nel conflitto in corso contro Hamas. Il padre ha raccontato di aver avvolto la bambina in una coperta, ma che non è bastato a scaldarla. Al-Faseeh, secondo quanto riportato anche da al-Jazeera, ha spiegato che la tenda in cui vivono non era sigillata contro il vento e che il terreno era gelato.


La scorsa notte le temperature a Gaza sono scese sotto i 9 gradi. "Non ce la facevamo nemmeno noi adulti a resistere", ha detto il papà, aggiungendo che Sila si è svegliata piangendo. La mattina dopo, l'hanno trovata priva di sensi. "Era come un pezzo di legno", ha provato a raccontare il padre. La neonata è stata subito portata in un vicino ospedale da campo, ma sono stati vani i tentativi dei dottori di rianimarla, quindi è stata dichiarata morta per ipotermia. Secondo fonti mediche locali citate da Associated Press, Sila è la terza bambina a morire di freddo in pochi giorni.

Netanyahu: “Gli Houti faranno la stessa fine di Hamas e Hezbollah”

Gli Houti nello Yemen subiranno la stessa sorte degli altri nemici di Israele nella regione, ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante l'accensione delle candele di Hanukkah per i dipendenti dell'ufficio del Primo Ministro a Gerusalemme. "Oggi – ha detto – accendiamo la prima candela di Hanukkah per commemorare la vittoria dei Maccabei di allora e la vittoria dei Maccabei di oggi", come riporta il Times of Israel. "Come abbiamo fatto allora, colpiamo gli oppressori e coloro che pensavano di tagliare il filo della nostra vita qui, e questo varrà per tutti. Anche gli Houti impareranno ciò che Hamas, Hezbollah, il regime di Assad e altri hanno imparato, e anche se ci vorrà del tempo, questa lezione sarà appresa in tutto il Medio Oriente".

Siria, coprifuoco in molte città dopo manifestazioni di protesta

Le forze di pubblica sicurezza siriane hanno imposto il coprifuoco a Homs, Baniyas e Jableh, dopo che in diversi governatorati si sono svolte massicce manifestazioni. Lo riporta l'Osservatorio siriano per i diritti umani, Ong con base nel Regno Unito. Manifestazioni di massa hanno avuto luogo nelle città di Latakia, Tartous, Homs, Damasco e Hama dopo la diffusione di un video di un attacco a un santuario alawita, che tuttavia le autorità hanno detto essere “vecchio”, precedente alla presa del potere da parte dell’Hts.

Il presidente israeliano Herzog: “Il governo faccia di tutto per arrivare a un accordo a Gaza”

Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha esortato i leader dello Stato ebraico a usare tutto il loro "potere e mezzi" per garantire un accordo per il rilascio degli ostaggi ancora tenuti nella Striscia di Gaza. "Invito la nostra leadership ad agire con tutto il suo potere e con tutti i mezzi a nostra disposizione per raggiungere un accordo", ha affermato Herzog in una dichiarazione.


Hamas oggi ha accusato Israele di aver posto nuove condizioni che hanno rallentato i negoziati. Accuse respinte dal premier Benjamin Netanyahu, secondo il quale è invece il gruppo militante palestinese che continua a mentire e a creare difficoltà nei colloqui.

Il ministro della Difesa Katz: “Israele manterrà il controllo della sicurezza a Gaza”

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha detto durante una visita mercoledì al corridoio Filadelfi che segna il confine tra la Striscia di Gaza e l'Egitto che "il controllo della sicurezza a Gaza rimarrà nelle mani dell'IDF (l’esercito israeliano, ndr)". Secondo Katz, Israele garantirà "aree di sicurezza, zone cuscinetto e posizioni di controllo che garantiranno la sicurezza delle comunità vicine al confine". Il ministro della Difesa ha aggiunto che, dopo la guerra, Hamas non esisterà più a Gaza come forza militare o di governo.

Israele, il rabbino capo sefardita: “Pur di salvare gli ostaggi è giusto anche liberare terroristi”

Secondo il rabbino capo sefardita (gli ebrei originari del Mediterraneo e del mondo arabo, ndr) David Yosef "è consentito e necessario liberare i terroristi, anche molti terroristi, con le mani sporche di sangue" per liberare gli ostaggi tenuti a Gaza. In un'intervista con il sito Kikar Hashabbat, Yosef ha detto che "non sono seduto nella sala delle trattative... Ma sulla questione specifica del rilascio dei terroristi, mi alzo e dico ad alta voce: Sì! Dobbiamo rilasciare i terroristi per liberare gli ostaggi." Il rabbino ha aggiunto che questa opinione era condivisa dal suo defunto padre, l'ex rabbino capo sefardita di Israele, Ovadia Yosef, che era ritenuto un’autorità assoluta tra i suoi seguaci. David Yosef ha aggiunto che, secondo la legge ebraica, suo padre avrebbe detto che "il pericolo immediato (per gli ostaggi) ha la precedenza" sul potenziale pericolo futuro rappresentato dai terroristi che potrebbero essere rilasciati in seguito a un accordo.

Netanyahu: “E’ Hamas che mette in discussione l’accordo”

Il premier israeliano Benjiamin Netanyahu respinge le accuse di Hamas, secondo cui le autorità dello Stato ebraico hanno aggiunto nuove condizione per l’accordo di pace facendolo slittare. “E’ Hamas che fa marcia indietro su punti dell’accordo giù concordati”.

Hamas: “Israele ha ritardato l’intesa sul cessate il fuoco ponendo nuove condizioni”

"Nuove condizioni" imposte da Israele stanno ritardando il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco a Gaza. E' l'accusa lanciata da Hamas che ha tuttavia riconosciuto come i negoziati siano ancora in corso. "I negoziati per il cessate il fuoco e lo scambio di prigionieri stanno continuando a Doha sotto la mediazione del Qatar e dell'Egitto in modo serio, ma l'occupazione ha stabilito nuove condizioni riguardanti il ritiro (delle truppe), il cessate il fuoco, i prigionieri e il ritorno degli sfollati, il che ha ritardato il raggiungimento di un accordo", ha affermato Hamas.

Damasco, Hts distrugge un milione di pillole di Captagon prodotte dal regime di Assad

Le forze di sicurezza delle nuove autorità siriane guidate dall’Hts di Ahmad al Jolani hanno bruciato un grande quantitativo di droghe ritrovate nei laboratori del vecchio regime di Bashar al Assad. Tra le sostanze distrutte, oltre un milione di pillole di captagon, anfetamine prodotte massicciamente dopo la guerra civile per finanziare le operazioni militari, tanto da far guadagnare alla Siria di Assad il titolo di narco-Stato. Secondo l’agenzia France Press – presente sul luogo – le droghe sono state date alle fiamme nel cortile di un palazzo della sicurezza di Assad. Oltre al captagon, sono stati distrutti grandi quantitativi di altre droghe tra cui cannabis e Tramadol. La comunità internazionale per riconoscere le nuove autorità siriane chiede ad Hts un governo inclusivo, che rispetti le minoranze e tra le altre cose che combatta la lotta alla produzione di stupefacenti.

I negoziati Hamas-Israele, media: “Palestinesi non hanno fornito lista ostaggi”

Media, 'Hamas non ha fornito la lista degli ostaggi da liberare' 'E insiste nel porre la fine della guerra come condizione' (ANSA) - ROMA, 25 DIC –

Israele non ha ancora ricevuto da Hamas la lista degli ostaggi vivi e morti che dovrebbero essere rilasciati nella prima fase di un eventuale accordo per il cessate il fuoco. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan, ripresa anche da Times of Israel. Secondo il quotidiano Israel Hayom, inoltre, Hamas sta facendo marcia indietro rispetto alle posizioni più morbide delle ultime settimane. "Hamas sta effettivamente facendo marcia indietro rispetto all'ammorbidimento che ha portato alla ripresa dei colloqui, e sta ancora una volta chiedendo l'impegno di Israele a porre fine alla guerra" nell'ultima fase di accordo "come condizione per l'attuazione della prima", ha detto al giornale un alto funzionario anonimo. Ieri l'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu ha annunciato il rientro della squadra negoziale dal Qatar per "deliberazioni interne in Israele in merito alla continuazione dei negoziati”.

Idf: test sirene missilistiche in insediamenti Mar Morto

L'esercito israeliano afferma che effettuerà un test delle sirene missilistiche in una serie di insediamenti della Cisgiordania vicino al Mar Morto. Le sirene suoneranno alle 9.50 a Kalia, alle 10.10 ad Almog, alle 10.30 a Vered Jericho e alle 11.10 a Mitzpe Shalem. Nel caso di un attacco vero e proprio, secondo l'IDF, le sirene suoneranno due volte. Lo riferisce Times of Israel.

Raid di Israele su Khan Yunis: almeno 2 morti e 7 feriti

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver ucciso un agente di Hamas in un attacco aereo nella zona umanitaria di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Citando fonti palestinesi, l'emittente araba Al Jazeera parla da parte sua di almeno due morti e sette feriti nel raid che avrebbe colpito un accampamento di sfollati.

Israele intercetta missile lanciato dallo Yemen

Gli Houti, secondo quanto afferma l'esercito israeliano, hanno lanciato un missile verso il centro dello Stato Ebraico. Le sirene sono risuonate a Tel Aviv e in tutto il centro e sud di Israele costringendo nuovamente la popolazione a recarsi nei rifugi. Il missile è stato intercettato prima di entrare nello spazio aereo israeliano. E' la seconda notte consecutiva in cui il gruppo sostenuto dall'Iran lancia un missile verso il centro di Israele, la quinta in una settimana.

Betlemme, un Natale senza festa

(reuters)

Betlemme celebra il Natale sotto l'ombra della guerra I cristiani si sono riuniti nella Chiesa della Natività nella città santa per celebrare la nascita di Gesù e per il secondo anno consecutivo, sono mancate le decorazioni festive. Diverse centinaia di persone erano presenti, anche se poche in confronto alle presenze turistiche degli anni passati, vista l'escalation della guerra fra Israele e militanti palestinesi nella Striscia di Gaza. Nella Piazza della Mangiatoia, il cuore della città palestinese dominato dalla chiesa che segna il luogo in cui per i cristiani è nato Gesù Cristo, un gruppo di scout ha tenuto una parata.
Tradizionalmente a Betlemme un grande albero di Natale illuminava Piazza della Mangiatoia, ma per il secondo anno le autorità locali hanno preferito non organizzare celebrazioni elaborate.

Nuovo lancio di razzi dallo Yemen: suonano le sirene di allerta in Israele

Nella notte sono risuonate le sirene di allerta “in diverse zone di Israele” per il lancio di un razzo dallo Yemen. Non si ha notizia dell’obiettivo del razzo al momento o se sia stato intercettato.

L’Idf: colpito operativo di Hamas a Khan Younis

L'Idf, secondo quanto riporta The Times of Israel, rende noto che un aereo ha colpito un operativo di Hamas nella zona umanitaria di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. L’esercito israeliano ha sottolineato come prima dell'attacco siano state adottate diverse misure per ridurre al minimo il rischio per i civili, tra cui la sorveglianza aerea e l'uso di armi di precisione.

Idf: ferito un comandante impegnato nell’operazione di Tulkarem

L'esercito israeliano ha annunciato che un comandante dell’Idf è rimasto leggermente ferito dopo che il suo veicolo è stato colpito da un ordigno esplosivo durante “un'operazione antiterrorismo” nell'area di Tulkarem, nella Cisgiordania occupata da Israele.

Operazione Idf in Cisgiordania, almeno 8 morti

Sono almeno 8 le vittime per l’operazione dell’esercito israeliano in Cisgiordania, contro i campi palestinesi di Tulkarem. L’Idf ha spiegato di aver sparato solo dopo che dei militanti avevano attaccato i soldati. Secondo le autorità palestinesi, almeno tre delle vittime sarebbero però state uccise da un raid aereo.

I curdi in Siria lanciano attacco ai miliziani sostenuti da Erdogan

I combattenti curdi delle Forze Democratiche Siriane hanno annunciato di aver lanciato una controffensiva contro l'Esercito nazionale siriano, sostenuto dalla Turchia, per riprendere alcune aree del Kurdistan siriano. I curdi hanno lanciato nelle scorse settimane un allarme per le crudeltà operate dai miliziani siriani, sostenuti da Ankara, contro le donne. Le forze curde sono un alleato cruciale di Washington in Siria mentre sono nemico giurato di Ankara e di Erdogan, come la minoranza curda in Turchia.

(reuters)

Il ministro degli esteri siriano: Iran non diffonda il caos in Siria

Il nuovo ministro degli Esteri siriano, Asaad Hassan al-Shibani, ha avvertito l'Iran di non cercare di diffondere il caos in Siria, aggiungendo che Teheran dovrebbe rispettare la volontà del popolo siriano e la sovranità del Paese. In un discorso televisivo domenica scorsa la Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Ali Khamenei, aveva invitato i giovani siriani a "resistere con ferma determinazione contro coloro che hanno orchestrato e causato questa insicurezza".

Iran a Onu, sfacciata ammissione di Israele sulla morte del leader di Hamas

L'Iran ha denunciato alle Nazioni Unite quella che ha definito la "sfacciata ammissione" di Israele di aver assassinato l'ex leader di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran all'inizio dell'anno, accusando il Paese di aver compiuto un "crimine efferato". "Questa sfacciata ammissione segna la prima volta che il regime israeliano ha confessato apertamente la sua responsabilità per questo crimine efferato", ha scritto l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeid Iravani, in una lettera al segretario generale dell'organizzazione, dopo che ieri il ministro della Difesa israeliano aveva riconosciuto che il suo Paese era responsabile dell'assassinio.

Iravani, rappresentante dell'Iran alle Nazioni Unite, in una foto d'archivio
Iravani, rappresentante dell'Iran alle Nazioni Unite, in una foto d'archivio 

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