Un nuovo raid israeliano su Gaza City ha causato la morte di almeno 10 persone, ma decine sono intrappolate sotto le macerie. Un attacco che segue di poche ore la drammatica notizia della bambina di tre settimane morta di freddo nella Striscia (almeno altri due bambini avrebbero subito la stessa sorte nelle ultime settimane), riaccendendo un faro sulla drammatica emergenza umanitaria che c’è a Gaza, mentre Israele e Hamas continuano ad accusarsi a vicenda di aver complicato gli sforzi per il cessate il fuoco.
I palestinesi denunciano l’uccisione di 5 giornalisti a Nuseirat, ma per l’Idf a bordo del veicolo colpito c’era una cellula terroristica.
Tv Houthi: “Salito a 6 il numero delle vittime in raid israeliani sullo Yemen”
E' salito a sei il numero delle vittime nei raid israeliani condotti sullo Yemen. Lo ha riferito la tv degli Houthi al-Masirah, che in un primo bilancio aveva parlato di tre morti. Il portavoce dei ribelli sciiti, Mohammed Abdulsalam, ha definito i raid - condotti il giorno dopo il lancio di un missile e due droni contro Israele - "un crimine sionista contro tutto il popolo yemenita".
Israele attacca ospedale Kamal Adwan, almeno 5 morti
Il direttore dell'ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza afferma che cinque membri del personale medico sono stati uccisi in un attacco israeliano. Hussam Abu Safia ha dichiarato che tra le vittime c'è anche un medico. Dall'inizio della settimana, le forze israeliane hanno operato nelle vicinanze dell'ospedale e hanno emesso diversi ordini di evacuazione forzata.
Raid israeliano su Gaza: 9 morti
Almeno 9 persone sono morte e molte altre ferite in un raid israeliano sul nord della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo cui sarebbero state colpite alcune case a Gaza City. Fonti di Hamas hanno denunciato 13 vittime e 40 feriti.
Procuratore generale chiede di aprire indagine su Sara Netanyahu
L'ufficio del procuratore generale israeliana Gali Baharav-Miara ha chiesto l'apertura di un'indagine sulle accuse a Sara Netanyahu per aver cercato di intimidire un testimone e interferito nel caso di corruzione contro il marito. In una breve dichiarazione viene citato un recente rapporto investigativo trasmesso da Channel 12. Il rapporto, basato sulla corrispondenza del defunto assistente di Benjamin Netanyahu, Hanni Bleiweiss, ha anche scoperto che la moglie del premier ha orchestrato una protesta fuori dalla casa di una famiglia il cui figlio pilota di caccia era stato ucciso in combattimento; ha incoraggiato gli agenti di polizia che hanno usato la violenza contro i manifestanti antigovernativi; ha cercato di intimidire un testimone chiave e i pubblici ministeri nei casi di corruzione del marito; e ha maltrattato la segretaria di lunga data del premier, che è morta di cancro nel 2023. Netanyahu, prima della diffusione del comunicato del procuratore, aveva pubblicato un video di quattro minuti in cui attacca i media per i presunti attacchi a sua moglie, accusandoli di "calunnie" contro di lui e Sara.
Media, quattro neonati morti per freddo in 72 ore a Gaza
Nelle ultime 72 ore sono quattro i neonati morti a Gaza a causa del freddo estremo. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Fonti mediche hanno confermato anche oggi un nascituro è spirato a causa del freddo che ha peggiorato le già disastrose condizioni della regione.
Netanyahu, no accordo senza lista ostaggi vivi
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha detto questa settimana ai suoi collaboratori che non accetterà un accordo con Hamas senza ricevere un elenco dei nomi degli ostaggi ancora in vita, riferisce il quotidiano israeliano Walla, citando due fonti a conoscenza dei dettagli. La notizia afferma che Netanyahu ha dichiarato in un incontro questa settimana, in seguito al ritorno dei negoziatori dai colloqui in Qatar, che "non possiamo ottenere alcun nome da Hamas e non sono disposto a concludere un accordo senza sapere su cosa sto stipulando un accordo e chi otterrò in cambio". Secondo quanto riportato dal quotidiano in lingua ebraica, Netanyahu ha anche affermato, durante gli incontri tenutisi martedì sera dopo il ritorno dei negoziatori da Doha, che non avrebbe proceduto senza sapere esattamente chi il gruppo terroristico avrebbe rilasciato nella prima fase dell'accordo. Hamas afferma di non poter fornire un elenco completo prima che venga messo in atto un cessate il fuoco, poichè alcuni degli ostaggi sono trattenuti da altri gruppi a Gaza.
Direttore ospedale Gaza,5 lavoratori morti in un raid israeliano
Cinque membri del personale medico sono stati uccisi oggi in attacchi aerei israeliani contro l'ospedale Kamal Adwan, nel nord di Gaza: lo afferma il direttore dell'ospedale, come riporta Wafa. Le vittime includono un pediatra, uno specialista di laboratorio, due paramedici e un tecnico della manutenzione, secondo le informazioni della Wafa.
Media, Israele si prepara per possibile rappresaglia Houthi
Israele si sta preparando per la possibile azione di rappresaglia da parte degli Houthi dopo i raid condotti dall'Idf in Yemen. Lo ha detto un funzionario israeliano a Channel 12, spiegando che l'esercito sta alzando il livello di allerta dei sistemi di difesa aerea e dell'aeronautica militare, come preparazione per una possibile risposta.
Iran condanna le "aggressioni" israeliane allo Yemen
Il ministero degli Esteri iraniano ha condannato l'attacco di Israele allo Yemen come una "violazione" della pace e della sicurezza. "Queste aggressioni sono una chiara violazione della pace e della sicurezza internazionale e un crimine innegabile contro l'eroico e nobile popolo dello Yemen, che non ha risparmiato alcuno sforzo per sostenere il popolo oppresso della Palestina contro l'occupazione e il genocidio", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, in una nota. Gli attacchi aerei israeliani sullo Yemen hanno colpito la capitale Sanaa e la città portuale di Hodeidah facendo almeno quattro morti.
Capo Oms nello scalo di Sanaa bombardato da Israele
Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, era all'aeroporto di Sanaa quando Israele ha lanciato un attacco aereo sullo scalo yemenita.
"Mentre stavamo per imbarcarci sul nostro volo da Sanaa, circa due ore fa, l'aeroporto è stato bombardato. Uno dei membri dell'equipaggio del nostro aereo è rimasto ferito. Almeno due persone sarebbero morte. La torre di controllo, la sala partenze, a pochi metri da dove ci trovavamo, e la pista sono state danneggiate", ha scritto Tedros su X aggiungendo di dover aspettare che i danni vengano riparati prima di poter ripartire. "Io e i miei colleghi di Onu e Oms siamo al sicuro".
Netanyahu: “Determinati a sradicare gli Houthi, avanti finché non finiamo il lavoro”
"Oggi l'aeronautica militare ha attaccato obiettivi dell'organizzazione terroristica Houthi nello Yemen, sia sulla costa che a Sanàa. Siamo determinati a sradicare questo braccio terroristico dell'asse del male iraniano. Continueremo così finché non avremo finito il lavoro". Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu, secondo quanto si legge sul suo account X.
Onu, lunedì riunione Consiglio di sicurezza su Houthi
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà una riunione d'emergenza lunedì, su richiesta di Israele, per discutere i recenti attacchi da parte dei ribelli Houthi dello Yemen. La missione israeliana presso l'Onu ha dichiarato che l'incontro si terrà alle 10 del mattino. L'ambasciatore israeliano presso l'Onu, Danny Danon, ha affermato di aspettarsi che il Consiglio condanni gli attacchi degli Houthi. Danon ha esortato il Consiglio "a far rispettare il diritto internazionale e a ritenere responsabile l'Iran, sostenitore degli Houthi". Alludendo a una possibile ritorsione israeliana per gli attacchi, Danon ha dichiarato: "Sembra che gli Houthi non abbiano ancora compreso cosa accade a chi cerca di danneggiare lo Stato di Israele".
Israele conferma di aver colpito obiettivi militari in Yemen
L'Idf conferma i raid contro gli Houthi nello Yemen in risposta ai ripetuti attacchi con missili balistici e droni condotti dal gruppo terroristico sostenuto dall'Iran contro Israele nelle ultime settimane. In una dichiarazione, l'esercito afferma che i caccia dell'aeronautica militare hanno colpito obiettivi Houthi lungo la costa occidentale dello Yemen e all'interno del Paese, come riferisce il Times of Israel. Tra gli obiettivi c'erano "infrastrutture utilizzate dal regime terroristico Houthi per le sue attività militari" presso l'aeroporto internazionale di Sanaa; le centrali elettriche di Hezyaz e Ras Kanatib; e le infrastrutture nei porti di Hodeida, Salif e Ras Kanatib sulla costa. "Queste infrastrutture sono state utilizzate dal regime terroristico Houthi per trasferire armi iraniane nella regione e per l'ingresso di alti funzionari iraniani", afferma l'Idf.
Israele accusa gli Houthi di essere “al centro dell’asse del terrore iraniano”
Le forze armate israeliane hanno confermato di aver lanciato "attacchi contro obiettivi militari degli Houthi sulla costa occidentale e nell'entroterra dello Yemen" come risposta ai "ripetuti attacchi" lanciati dai ribelli filo-iraniani contro lo Stato ebraico con droni e missili. Gli Houthi, ha aggiunto l'Idf, sono "una parte centrale dell'asse del terrore iraniano e i loro attacchi alle navi cargo internazionali e alle rotte continua a destabilizzare la regione e il mondo".
Houthi, raid su Sanaa e Hodeida sono aggressione Israele
I raid aerei che hanno preso di mira l'aeroporto di Sanaa, insieme ad altri obiettivi nell'area della capitale yemenita e di Hodeidah sono stati attribuiti da media locali a Israele. L'emittente televisiva degli Houthi, Al-Masirah, l'ha definita una "aggressione israeliana". Una fonte israeliana ha confermato al canale SkyNews arabo che lo Stato ebraico è responsabile dell'attacco allo scalo di Sanaa.
Raid di Israele su aeroporto di Sanaa
Israele ha lanciato attacchi aerei contro l'aeroporto di Sanaa, in Yemen, mentre veniva diffuso un discorso del leader dei ribelli filo-iraniani, Abdul-Malik al-Houthi. Lo riporta Times of Israel. Negli ultimi giorni gli Houthi hanno intensificato il lancio di missili e droni contro Israele.
Già 18mila siriani rientrati in patria dalla Giordania
Circa 18.000 siriani sono rientrati in patria dalla Giordania da quando il governo di Bashar al-Assad e' stato rovesciato all'inizio di dicembre. Lo ha riferito il ministro degli Interni giordano, Mazen al-Faraya, alla tv Al-Mamlaka. Nei rientrati in Siria sono compresi 2.300 rifugiati registrati presso l'Onu.Secondo Amman, circa 1,3 milioni di siriani sono fuggiti in Giordania da quando e' scoppiata la guerra civile nel 2011, di cui 650.000 formalmente registrati presso le Nazioni Unite
Siria, vietata la pubblicazione di contenuti con “carattere settario”
Il governo ad interim della Siria ha vietato la diffusione online e sui media di qualsiasi "contenuto di carattere settario" che promuova la "discriminazione" dopo le manifestazioni di ieri da parte dei gruppi alawiti - la stessa comunita' del deposto presidente Bashar al-Assad. Il ministero dell'Informazione ha sottolineato in un comunicato che l'obiettivo della misura è "rafforzare l'unità nazionale e preservare il tessuto siriano in tutte le sue componenti", e ha avvertito che ogni violazione verrà perseguita in sede giudiziaria.
Gaza, 45.399 palestinesi uccisi in 14 mesi di guerra
L'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza ha ucciso almeno 45.399 palestinesi e ne ha feriti 107.940 dal 7 ottobre 2023. Lo ha affermato il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas. Nel bilancio delle vittime sono inclusi 38 palestinesi uccisi nelle ultime 24 ore.
Familiari ostaggi israeliani: “Netanyahu firmi la tregua o ricorso a Corte Suprema”
Un gruppo di familiari di ostaggi israeliani, ancora detenuti a Gaza, ha scritto al primo ministro Benjamin Netanyahu e ai ministri del governo, accusandoli di "violare il loro obbligo legale di salvare gli ostaggi" non firmando un accordo per garantirne il rilascio. Lo riporta Haaretz. La lettera, scritta dagli avvocati Barak Medina e Moran Savoray per conto di circa 20 familiari, avvisa che presenteranno ricorso alla Corte Suprema se non saranno presi provvedimenti.
Papa Francesco: “Basta colonizzare i popoli con le armi”
"Basta colonizzare i popoli con le armi. Lavoriamo per il disarmo, lavoriamo contro la fame, contro le malattie, contro il lavoro minorile". E' l'appello lanciato dal Papa all'Angelus. "Preghiamo, per favore, per la pace nel mondo intero. La pace nella martoriata Ucraina, in Gaza, Israele, Myanmar, Nord Kivu, e tanti paesi che sono in guerra", ha aggiunto il Pontefice
La Giordania condanna la visita di Ben-Gvir alla Spianata delle Moschee: “Provocazione”
La Giordania condanna la visita al complesso di Al-Aqsa del ministro per la Sicurezza nazionale israeliano e leader dell'estrema destra, Itamar Ben-Gvir, definendola una "provocazione" e una violazione dello status quo. Amman ha inoltre criticato l'iniziativa come "un affronto alla sacralita'" della moschea, sottolineando che tali misure unilaterali violano il diritto internazionale e lo status esclusivo del sito per il culto musulmano. Il ministero degli esteri giordano ha chiesto un'azione internazionale per fermare le "violazioni in corso" di Israele e per "fermare i suoi crimini contro il popolo palestinese".
La rete al Quds conferma: “Cinque nostri giornalisti uccisi a Gaza, sul mezzo colpito era scritto Press”
Cinque giornalisti palestinesi dell'emittente televisiva basata a Gaza al Quds al-Youm sono stati uccisi in un bombardamento di Israele nella Striscia di Gaza, denuncia la rete. Secondo l'Idf, il raid mirato aveva come obiettivo un mezzo su cui viaggiavano esponenti armati della Jihad islamica. L'attacco è avvenuto vicino all'ospedale di al-Awda, nel campo profughi di Nusseirat, nel centro della Striscia. I cinque giornalisti uccisi "mentre svolgevano il loro lavoro e il loro impegno umanitario" sono stati identificati dalla rete per cui lavoravano come Faisal Abu Al-Qumsan, Ayman Al-Jadi, Ibrahim Al-Sheikh Khalil, Fadi Hassouna e Mohammed Al-Lada'a. Erano a bordo, precisa al Quds, di un pulmino identificato con la scritta "Press".
Operazione contro le milizie pro-Assad a Tartus
Le forze di sicurezza siriane hanno lanciato un'operazione contro milizie pro-Assad nella provincia occidentale di Tartus. Lo ha riferito l'agenzia di stampa statale Sana, all'indomani degli scontri nella stessa città con uomini armati affiliati all'ex governo, durante i quali sono morti in 17, di cui 14 membri delle forze di sicurezza. L'operazione è già riuscita a "neutralizzare un certo numero" di uomini armati fedeli all'ex presidente. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha segnalato diversi arresti legati agli scontri di ieri.
La provocazione del ministro israeliano Ben Gvir: nuova passeggiata alla Spianata delle Moschee
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, l'anti-arabo Itamar Ben Gvir, è entrato oggi nella Spianata delle Moschee di Gerusalemme, sede della Moschea di Al Aqsa (terzo sito più sacro all'Islam), in un atto che la popolazione palestinese considera una provocazione. "Questa mattina sono salito sul sito", ha scritto su X, "per pregare per la pace dei nostri soldati, per il pronto ritorno di tutti i rapiti e per una vittoria completa con l'aiuto di Dio", e ha accompagnato il suo messaggio con una foto che lo ritrae mentre cammina, sorvegliato da poliziotti, attraverso il luogo sacro. Insieme a lui, sono entrati nella Spianata delle Moschee una ventina di israeliani, la maggior parte dei quali membri delle forze di sicurezza e di intelligence, ma anche alcuni radicali, secondo fonti del Waqf, la fondazione religiosa dipendente dalla Giordania che amministra il sito. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha dovuto dissociarsi dalle azioni di Ben Gvir con una dichiarazione molto concisa: "Lo 'status quo' sul Monte del Tempio non è cambiato".
Khamenei: “Se Gesù fosse vivo combatterebbe gli Usa”
La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha affermato che se oggi Gesù fosse vivo lotterebbe contro gli Stati Uniti, definiti "arroganza globale": un termine usato dai politici della Repubblica islamica per descrivere il potere di Washington. "Se Gesù fosse tra noi oggi, non avrebbe esitato nemmeno un momento a lottare contro i leader dell'oppressione e dell'Arroganza globale, né avrebbe tollerato la fame e lo sfollamento di miliardi di persone spinti dalle potenze egemoniche verso la guerra, la corruzione e la violenza", ha affermato Khamenei in un messaggio in occasione del Natale, come riferisce l’agenzia Irna.
Asma Assad è di nuovo gravemente malata di leucemia: “Sta morendo”
Asma al-Assad è di nuovo gravemente malata di leucemia e i medici le hanno dato una possibilità di sopravvivenza del 50%, secondo quanto riporta il quotidiano britannico The Telegraph. La moglie del deposto dittatore siriano Bashar al-Assad viene tenuta in isolamento per proteggerla da contagi.
Al Quds: “I 5 morti di Nuseirat erano giornalisti”
I cinque reporter uccisi lavoravano per il canale televisivo palestinese "Al-Quds Today", affiliato al movimento della Jihad islamica. Lo ha affermato l'emittente, confermando che un missile ha colpito il furgoncino della tv che si trovava nel campo di Nuseirat, nella parte centrale di Gaza. L'emittente ha identificato i cinque membri dello staff come Faisal Abu Al-Qumsan, Ayman Al-Jadi, Ibrahim Al-Sheikh Khalil, Fadi Hassouna e Mohammed Al-Ladàa. Sono stati uccisi "mentre svolgevano il loro dovere giornalistico e umanitario", ha spiegato Al-Quds Today in una nota.
“Cinque giornalisti uccisi”, ma per l’Idf era una cellula terroristica
Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver effettuato un attacco contro un "veicolo" con a bordo "una cellula terroristica della Jihad islamica", dopo che fonti palestinesi hanno parlato di cinque giornalisti uccisi nelle vicinanze dell'ospedale Al-Awda di Nuseirat. Citate dai media israeliani, le Idf aggiungono che prima dell'attacco sono state adottate "numerose misure per mitigare il rischio di danneggiare i civili". Secondo i media palestinesi, a bordo c’erano 5 reporter e il veicolo colpito era stato contrassegnato come un furgone dei media e utilizzato dai giornalisti per riferire dall'interno dell'ospedale e del campo profughi di Nuseirat.
Alawiti in piazza, rabbia per un video sui social. Damasco: “Immagini vecchie”
Migliaia di siriani della minoranza alawita (circa il 9% della popolazione siriana), a cui appartiene l'ex presidente Bashar al-Assad, hanno manifestato in diverse città della Siria. La rabbia degli alawiti è scoppiata dopo la diffusione sui social network di un video che mostrava "un attacco di combattenti" contro un loro santuario bruciato ad Aleppo, nel nord, in cui sarebbero rimasti uccisi cinque dipendenti. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, durante questi scontri un manifestante è stato ucciso a Homs dalle forze di sicurezza.
Da Damasco, il ministero dell'Interno ha assicurato che il video era "vecchio" e risaliva alla presa di Aleppo da parte dei ribelli il primo dicembre. "L'obiettivo della circolazione di tali immagini è quello di seminare discordia tra il popolo siriano", ha sottolineato, accusando "gruppi sconosciuti" dell'attacco.
Dopo che Bashar al-Assad è fuggito a Mosca in seguito all'offensiva dei ribelli, i membri della minoranza alawita hanno accolto con favore la sua caduta, ma hanno affermato di temere emarginazione e ritorsioni.
Fonti arabe: “A Nuseirat uccisi 5 giornalisti”
Cinque giornalisti sono stati uccisi vicino all'ospedale Al-Awda a Nuseirat, riferiscono le autorità sanitarie di Gaza. “I cinque reporter sono stati uccisi nel loro veicolo, colpito nelle vicinanze dell'ospedale Al-Awda a Nuseirat” nella zona centrale della Striscia di Gaza. I giornalisti lavoravano per il canale televisivo Al-Quds Al-Youm. Secondo i media palestinesi e i reporter locali, il veicolo era contrassegnato come “media” ed era utilizzato dai giornalisti per riportare notizie dall'interno dell'ospedale e del campo di Nuseirat.
Cinque morti e decine di feriti in un attacco israeliano su Gaza City
Cinque persone sono morte e decine sono rimaste ferite in un attacco aereo israeliano su un edificio nel quartiere Zeitoun di Gaza City. A denunciarlo sono fonti sanitarie palestinesi. il bilancio delle vittime potrebbe aumentare, poiché molte persone restano intrappolate sotto le macerie.
In Siria 17 morti per gli scontri tra nuove forze di sicurezza e ex regime
Sale da 9 a 14 il bilancio degli scontri tra le forze di sicurezza siriane ed esponenti dell'ex potere di Bashar al-Assad nella città occidentale di Tartus. Ad aggiornare il bilancio è l'Osservatorio siriano per i diritti umani, secondo cui "14 membri delle forze di sicurezza" delle nuove autorità siriane sono stati uccisi, insieme a "tre uomini armati" a Khirbet al-Maaza. Secondo la ong, i militari avevano cercato di arrestare un ufficiale che era tra "i responsabili dei crimini della prigione di Sadnaya". Il nuovo ministero degli Interni siriano ha dichiarato che 14 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi e altri 10 sono rimasti feriti dopo un'imboscata da parte di uomini dell'ex regime criminale" nella provincia di Tartus "mentre erano impegnati a mantenere l'ordine e la sicurezza".
Muore congelata bimba di tre settimane nella notte di Natale a Gaza
Una neonata è morta congelata durante la notte di Natale nella Striscia di Gaza, vicino a Khan Younis, mentre Israele e Hamas continuano ad accusarsi a vicenda di aver complicato gli sforzi per il cessate il fuoco che avrebbe potuto porre fine alla guerra di 14 mesi. Lo ha rivelato il padre della bambina all'Associated Press, che ha avuto anche segnalazioni della morte di altri due bambini in tenera età nelle ultime tre settimane. Sono tutti morti di freddo nelle tendopoli dei campi profughi.