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Dopo la rottura dei cavi sottomarini, i finlandesi abbordano la nave ombra russa

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Tensione nel Baltico, interviene la Guardia costiera di Helsinki. È l’ennesimo episodio: crescono i sospetti su Mosca, allarme guerra ibrida
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Momenti di altissima tensione nel Baltico dopo la distruzione di una serie di cavi sottomarini. Il giorno di Natale sono state tranciate quattro condotte che collegano Finlandia ed Estonia: la Estlink2 per il trasferimento di energia elettrica e altre tre per il traffico di dati internet. E questa mattina la Guardia costiera di Helsinki è intervenuta, abbordando la nave ritenuta responsabile del danneggiamento: si tratta della petroliera “Eagle S”, che batte bandiera delle Isole Cook e appartiene a una compagnia emiratina ma sarebbe operata da un armatore russo. Si tratterebbe di un’unità della “flotta ombra” utilizzata da Mosca per il contrabbando di greggio in violazione dell’embargo.

L’intervento finlandese

I militari finlandes…

Momenti di altissima tensione nel Baltico dopo la distruzione di una serie di cavi sottomarini. Il giorno di Natale sono state tranciate quattro condotte che collegano Finlandia ed Estonia: la Estlink2 per il trasferimento di energia elettrica e altre tre per il traffico di dati internet. E questa mattina la Guardia costiera di Helsinki è intervenuta, abbordando la nave ritenuta responsabile del danneggiamento: si tratta della petroliera “Eagle S”, che batte bandiera delle Isole Cook e appartiene a una compagnia emiratina ma sarebbe operata da un armatore russo. Si tratterebbe di un’unità della “flotta ombra” utilizzata da Mosca per il contrabbando di greggio in violazione dell’embargo.

L’intervento finlandese

I militari finlandesi hanno preso il controllo della nave e l’hanno trasferita nelle loro acque territoriali: non c’era mai stata un’iniziativa del genere. I governi di Finlandia ed Estonia terranno riunioni di emergenza nelle prossime ore per valutare la situazione. Le riparazioni della condotta di energia richiederanno mesi e c’è il timore di problemi nella distribuzione dell’elettricità: Estlink2 trasporta 658 megawatt e adesso resta in funziona solo l’altra connessione Eastlink1di soli 358 megawatt.

“Stiamo conducendo un’inchiesta per sabotaggio grave – ha dichiarato Robin Lardot, direttore della polizia criminale finlandese che coordina l’istruttoria – Un’ancora della nave sta venendo esaminata come possibile causa del danneggiamento”. “Dobbiamo renderci conto che i danni alle reti sottomarine sono diventati sistematici e devono essere considerati attacchi contro le nostre infrastrutture vitali”, ha scritto in un comunicato il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna.

La “flotta ombra” russa

Nel mirino c’è soprattutto la “flotta ombra” di Mosca: il 16 dicembre dodici nazioni occidentali si sono messe d’accordo per “distruggere” e “porre in essere azioni deterrenti contro” il contrabbando di petrolio e di altri materiali da parte dei mercantili “corsari” di Mosca, spesso diretti in Cina o verso altri Paesi che non rispettano le sanzioni contro il Cremlino. “Dobbiamo essere in grado di prevenire i rischi posti da queste petroliere”, ha scritto su X il presidente finlandese Alexander Stubb. “Oltre a violare le sanzioni – ha aggiunto il ministro degli Esteri estone Tsahkna – la ‘flotta nell’ombra’ costituisce una minaccia alla sicurezza nel Baltico e non possiamo restare fermi a guardare”.

I precedenti

Dall’autunno 2023 nel Baltico ci sono già stati due casi simili. Nel primo una grande portacontainer cinese, salpata da un porto russo, ha divelto con l’ancora la tubatura di gas subacquea Balticonnector sempre tra Finlandia ed Estonia, oltre ad alcuni cavi in fibra ottica. Le autorità di Helsinki non sono riuscite a bloccare la “Newnew Polar Bear” che ha proseguito il viaggio lungo la rotta artica fino alla Cina: le rogatorie per accertare se si sia trattato di un atto deliberato o di un incidente non hanno avuto ancora risposta.

Il secondo episodio tra il 17 e il 18 novembre ha colpito nel giro di poche ore la connessione internet tra Finlandia e Germania, la più grande arteria di dati tra Scandinavia ed Europa Centrale, e un altro cavo che collega Svezia e Lituania. Le indagini si sono concentrate sulla Yi Peng 3, un mercantile cinese partito da San Pietroburgo con capitano russo: la nave è stata fermata dalla Marina Danese nello stretto dello Kattegat. Dopo un lungo braccio di ferro, le autorità di Pechino hanno realizzato un’ispezione a bordo permettendo agli investigatori tedeschi, svedesi, finlandesi e danesi di partecipare soltanto come osservatori agli accertamenti. Una procedura che ha provocato proteste del governo di Stoccolma, intenzionato a esaminare tutti gli equipaggiamenti della nave: pure in questo caso, i sospetti sono concentrati sull’ancora.
Si tratta di vicende che hanno messo in luce l’enorme fragilità delle infrastrutture vitali per l’economia dei Paesi occidentali: condotte sottomarine di gas, di corrente elettrica, di traffico web da cui dipende l’intera società. Queste opere sono state realizzate durante la lunga stagione di pace, quando nessuno immaginava uno scenario di contrasto diretto tra la Nato e la Russia: basta calare un’ancora per metterle fuori uso, compromettendo il funzionamento delle reti internet, di quelle di telefonia mobile o ancora peggio delle centrali energetiche. Finora l’abbondanza di cavi in fibra ottica ha permesso di ridistribuire i dati evitando difficoltà nelle operazioni web o di telefonia. Molto più difficile invece riparare i tubi del gas o quelli che trasmettono elettricità.

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