Cina, 113 mila euro per 26 giorni soli in una stanza: il gioco alla Squid Game si rivela una truffa
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - In tempi di difficoltà economiche, di lavoro che non c’è, o se c’è è pagato poco, chi non vorrebbe vincere fino a 859mila yuan (113mila euro) per starsene 26 giorni da solo dentro una stanza di hotel a non fare sostanzialmente nulla monitorato da alcune telecamere di sorveglianza? Disoccupato e sommerso dai debiti, quando ha visto l'annuncio sui social il signor Zhang non ci ha pensato due volte e si è iscritto. Si chiamano “sfide di autodisciplina”, sono la nuova tendenza che sta prendendo piede nel web cinese, e promettono ai concorrenti di far vincere loro belle somme di denaro seguendo poche semplici regole. Tutto facile, no? Sì, fin troppo. Perché i partecipanti vengono squalificati dopo poche ore o pochi giorni: le semplici regole sono impossibili da seguire. Un gioco, una sorta di Squid Game alla cinese come lo ha ribattezzato la stampa mandarina, che si sta rivelando una truffa.
A differenza della serie tv sudcoreana (la seconda stagione è uscita ieri) i partecipant…
PECHINO - In tempi di difficoltà economiche, di lavoro che non c’è, o se c’è è pagato poco, chi non vorrebbe vincere fino a 859mila yuan (113mila euro) per starsene 26 giorni da solo dentro una stanza di hotel a non fare sostanzialmente nulla monitorato da alcune telecamere di sorveglianza? Disoccupato e sommerso dai debiti, quando ha visto l'annuncio sui social il signor Zhang non ci ha pensato due volte e si è iscritto. Si chiamano “sfide di autodisciplina”, sono la nuova tendenza che sta prendendo piede nel web cinese, e promettono ai concorrenti di far vincere loro belle somme di denaro seguendo poche semplici regole. Tutto facile, no? Sì, fin troppo. Perché i partecipanti vengono squalificati dopo poche ore o pochi giorni: le semplici regole sono impossibili da seguire. Un gioco, una sorta di Squid Game alla cinese come lo ha ribattezzato la stampa mandarina, che si sta rivelando una truffa.
A differenza della serie tv sudcoreana (la seconda stagione è uscita ieri) i partecipanti non rischiano la vita in caso di sconfitta, ma ci rimettono un bel po’ di soldi: le iscrizioni vanno dai 6mila agli 8mila yuan (790-1.000 euro). Ora i tribunali hanno scoperto che alcuni partecipanti vengono truffati.
Le “sfide” vengono pubblicizzate da alcune aziende su Douyin (versione cinese di TikTok). Zhang ha pagato la prima volta 6.900 yuan: sfida fallita dopo poche ore. Ci ha riprovato una seconda e pure una terza volta. In totale ha sborsato 20mila yuan. Si è ritrovato ancora più indebitato e con la sensazione di essere stato fregato. “Le regole sembrano semplici, ma è impossibile”, ha detto l’uomo ai media locali.
“Zhang era diventato vittima di un'oscura tendenza emersa sui social media cinesi negli ultimi mesi, che presenta inquietanti somiglianze con la serie Netflix Squid Game”, scrive Sixth Tone, pubblicazione in lingua inglese del giornale di Shanghai The Paper. “Queste aziende attirano i poveri e i disoccupati con la promessa di far guadagnare loro somme che cambiano la vita, ma raramente i concorrenti ci riescono. Invece, si ritrovano a pagare le quote di iscrizione per poi essere squalificati per piccole violazioni. Le aziende trasmettono spesso livestream, brevi video e foto dei tentativi dei partecipanti sui loro canali social per attirare altri futuri concorrenti”,
Che devono: rimanere nella stanza, non usare dispositivi elettronici, non comunicare con nessuno, non coprirsi il viso per più di tre secondi e non spostare o coprire le telecamere. In altri casi “possono accendere e spegnere la luce solo una volta al giorno e devono farlo prima delle 6”, spiega il South China Morning Post. Oppure pause per la toilette non superiori a 15 minuti e divieto di toccare la sveglia più di due volte al giorno.
“Zhang ha portato la società che aveva organizzato la sfida, la Xian Mulin Culture Communication, in tribunale, sostenendo di essere stato frodato”, riporta la stampa cinese. “Il caso è stato accolto anche se non è ancora chiaro quando sarà discusso”.
Chi invece ha già ottenuto una parziale ricompensa è stata un’altra di queste vittime: un uomo di nome Sun. Aveva pagato 6mila yuan per partecipare a una sfida di 30 giorni che prometteva una ricompensa di 250mila. Ma al terzo giorno è stato squalificato perché, mentre dormiva, la sua faccia era stata coperta dal cuscino. Il giudice gli ha dato parzialmente ragione, ma ha ordinato all'azienda di restituirgli solo 5.400 yuan.