La tragedia del volo azero precipitato in Kazakistan: “Colpito da un missile russo”
di Tonia MastrobuoniIl volo doveva durare meno di un’ora. E invece il viaggio dell’Embraer 190 partito la mattina di Natale da Baku, in Azerbaijan, con destinazione Grozny, in Cecenia, si è trasformato in un’agonia di quasi tre ore. Alla fine, l’aereo si è schiantato molto più a est, dalla parte opposta del Mar Caspio, dopo aver oscillato paurosamente per chilometri prima del violento impatto a terra. Delle 67 persone che si erano imbarcate a Baku, 29 sono miracolosamente scampate alla morte, dopo che l’aereo si è spezzato in due nella campagna kazaka e ha preso fuoco nella parte anteriore.
Come sempre, quando c’è di mezzo la Russia, a distanza di 48 ore dall’incidente di Natale è ancora difficile capire con chiarezza la dinamica dell’incidente. Quel che è certo è che i sopravvissuti devono molto all’abilità del comandante, Igor Kshnyakin, che è riuscito a salvare quasi metà dei passeggeri abbozzando un atterraggio d’emergenza mentre l’aereo stava ormai precipitando: «Aveva una vasta esperienza, aveva v…
Il volo doveva durare meno di un’ora. E invece il viaggio dell’Embraer 190 partito la mattina di Natale da Baku, in Azerbaijan, con destinazione Grozny, in Cecenia, si è trasformato in un’agonia di quasi tre ore. Alla fine, l’aereo si è schiantato molto più a est, dalla parte opposta del Mar Caspio, dopo aver oscillato paurosamente per chilometri prima del violento impatto a terra. Delle 67 persone che si erano imbarcate a Baku, 29 sono miracolosamente scampate alla morte, dopo che l’aereo si è spezzato in due nella campagna kazaka e ha preso fuoco nella parte anteriore.
Come sempre, quando c’è di mezzo la Russia, a distanza di 48 ore dall’incidente di Natale è ancora difficile capire con chiarezza la dinamica dell’incidente. Quel che è certo è che i sopravvissuti devono molto all’abilità del comandante, Igor Kshnyakin, che è riuscito a salvare quasi metà dei passeggeri abbozzando un atterraggio d’emergenza mentre l’aereo stava ormai precipitando: «Aveva una vasta esperienza, aveva volato per oltre 15.000 ore», ha fatto sapere a caldo l’Azerbaijan Airlines. E lo ha fatto in condizioni proibitive: secondo le autorità azere, l’Embraer 190 sarebbe stato intercettato dalla contraerea russa, scambiato per un drone e crivellato di colpi prima di deviare senza bussola sopra il Mar Caspio.
La dinamica più credibile, a distanza di due giorni, è che, giunto quasi a destinazione, sopra Grozny, l’aereo azero avrebbe tentato per tre volte di atterrare nonostante il maltempo. In quei minuti difficili, i sistemi antimissilistici russi lo avrebbero scambiato per un drone ucraino e avrebbero aperto il fuoco, stando agli inquirenti azeri citati ieri anonimamente dai media di Baku e da Reuters. La capitale cecena in effetti è da tempo un bersaglio ucraino.
La tesi dell’aereo bombardato per sbaglio è corroborata dalle testimonianze dei sopravvissuti, dai pareri degli esperti e dai video che circolano sui social che mostrano l’aereo perdere quota e rialzare il muso un paio di volte prima di tentare un atterraggio disperato in mezzo alla campagna, nei pressi della città di Aktau, in Kazakistan. Nelle foto e nei video del relitto si vedono chiaramente numerosi fori nella fusoliera, compatibili con l’ipotesi che l’aereo sia stato colpito dalla contraerea (il blogger kazako che ha realizzato quegli scatti ieri è stato arrestato).
Ed è una versione confermata da alcuni sopravvissuti, che avrebbero sentito delle esplosioni, mentre l’aereo tentava di atterrare a Grozny. Prove che contraddicono la tesi ufficiale di Mosca, che sin dai primi minuti dopo l’incidente ha fatto circolare l’ipotesi di un impatto “con uno stormo di uccelli”. Due fonti azere informate dagli inquirenti formulano un’ipotesi ben precisa: sarebbe stato un sistema di difesa russo Pantsir-S a colpire l’Embraer 190. Scenario non escluso nemmeno dagli Stati Uniti.
La dinamica della tragedia, insomma, è molto diversa da quella delle autorità di Mosca. Dopo essere stato colpito da un missile sopra Grozny, all’aereo azero non sarebbe stato consentito di atterrare in nessun aeroporto russo. E durante il dirottamento forzato in direzione Kazakistan, mentre sorvolava il Mar Caspio, i sistemi di navigazione Gps sarebbero stati disturbati e messi fuori uso, riporta il sito di tracciamento di voli Flightradar24. Tesi che spiega le continue perdite di quota e i tentativi del pilota di strappare il muso dell’aereo verso l’alto prima di precipitare a 433 chilometri dalla destinazione prevista.
Dal Cremlino, il portavoce Dmitri Peskov ha fatto sapere che «le indagini sono in corso, bisogna aspettarne le conclusioni». Ma dopo le testimonianze e le dichiarazioni delle autorità azere, non sarebbe la prima volta che una versione ufficiale di Mosca cozza con quella del resto del mondo.