Le testimonianze da Burbon Street: “Ha accelerato sulla folla, i corpi volavano ovunque”
di Massimo BasileNEW YORK - «Il pickup ha travolto tutti quelli che stavano sul marciapiede sinistro di Bourbon Street. Un corpo è volato verso di me, poi ho sentito gli spari». Kevin Garcia, 22 anni, ha vissuto in diretta l’attentato a New Orleans e come gli altri testimoni della strage non dimenticherà mai ciò che ha visto: le urla, il sangue, i corpi scagliati dall’altra parte della strada.
Kimberly Strickland, arrivata con il marito dall’Alabama per assistere a un concerto, era in macchina diretta verso l’incrocio tra Canal e Bourbon Street quando si è vista superare da un pickup bianco. «Il tipo al volante ha accelerato - racconta - ha buttato giù le barriere, e travolto le persone. Ho visto corpi volare, è stato irreale, come in un film horror…
NEW YORK - «Il pickup ha travolto tutti quelli che stavano sul marciapiede sinistro di Bourbon Street. Un corpo è volato verso di me, poi ho sentito gli spari». Kevin Garcia, 22 anni, ha vissuto in diretta l’attentato a New Orleans e come gli altri testimoni della strage non dimenticherà mai ciò che ha visto: le urla, il sangue, i corpi scagliati dall’altra parte della strada.
Kimberly Strickland, arrivata con il marito dall’Alabama per assistere a un concerto, era in macchina diretta verso l’incrocio tra Canal e Bourbon Street quando si è vista superare da un pickup bianco. «Il tipo al volante ha accelerato - racconta - ha buttato giù le barriere, e travolto le persone. Ho visto corpi volare, è stato irreale, come in un film horror. Non dimenticherò le urla di una ragazza». «Quelle barriere non si reggevano in piedi, punto - accusa Jimmy Cothran, residente a New Orleans, che al momento della strage era in un nightclub - le potevi buttare giù con un dito».
Le barriere non in funzione
Barriere meccaniche erano state installate nel 2017 all’indomani della strage di Nizza del 2016 ma, dicono i media locali, non erano in funzione. Cothran ha capito cosa era successo quando ha visto irrompere nel nightclub alcune ragazze che hanno superato i buttafuori, sono entrate nel club e si sono nascoste sotto i tavoli”.
April McGee era sdraiata sul letto vicino alla finestra e stava guardando i fuochi d’artificio quando ha sentito un rumore enorme. Ha pensato che fosse il “gran finale”. Le sono bastati pochi secondi per capire cosa era successo. McGee ha deciso di chiudere in anticipo la vacanza. “Se qualcuno vuole la nostra camera - ha scritto sui social - è già pagata, noi non la vogliamo più”.