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Furgone sulla folla a New Orleans: l’ombra dell’Isis. Si cercano i complici. Biden: “Attentatore ha postato video prima della strage”

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Almeno 15 morti, oltre 30 feriti: il killer è stato ucciso, ma i filmati mostrano tre uomini e una donna mentre piazzano l’esplosivo. In un video l’uomo afferma di essersi unito allo Stato islamico
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New York — Il nemico interno, nato in America, cresciuto nelle forze armate, ma con la bandiera dell’Isis nella macchina. Magari aiutato da qualche gruppo terroristico straniero, che lo ha usato come un Cavallo di Troia per penetrare le difese della nazione più in guardia al mondo, o da complici sfuggiti alla cattura. Shamsud-Din Bahar Jabbar, lo stragista di New Orleans che ha ucciso almeno 15 persone mentre festeggiavano l’arrivo dell’anno nuovo, è la tempesta perfetta. L’incubo più orribile degli Stati Uniti, proprio per la difficoltà di prevenirlo.

La dinamica

Erano passate da poco le tre del mattino, la notte di capodanno, quando un camioncino bianco ha imboccato Bourbon Street. Il cuore del French Quarter, da sempre il centro della vita notturna di New Orleans, tra i locali che tengono in vita la tradizione del jazz come la Preservation Hall, e i ristoranti che servono il gumbo, la zuppa preferita da Louis Armstrong. Solo che il guidatore non era venuto per celebrare. Shamsuddi…

New York — Il nemico interno, nato in America, cresciuto nelle forze armate, ma con la bandiera dell’Isis nella macchina. Magari aiutato da qualche gruppo terroristico straniero, che lo ha usato come un Cavallo di Troia per penetrare le difese della nazione più in guardia al mondo, o da complici sfuggiti alla cattura. Shamsud-Din Bahar Jabbar, lo stragista di New Orleans che ha ucciso almeno 15 persone mentre festeggiavano l’arrivo dell’anno nuovo, è la tempesta perfetta. L’incubo più orribile degli Stati Uniti, proprio per la difficoltà di prevenirlo.

La dinamica

Erano passate da poco le tre del mattino, la notte di capodanno, quando un camioncino bianco ha imboccato Bourbon Street. Il cuore del French Quarter, da sempre il centro della vita notturna di New Orleans, tra i locali che tengono in vita la tradizione del jazz come la Preservation Hall, e i ristoranti che servono il gumbo, la zuppa preferita da Louis Armstrong. Solo che il guidatore non era venuto per celebrare. Shamsuddin Bahar Jabbar, 42 anni, originario del Texas, aveva invece in mente un piano letale. Nato in chissà quale angolo della mente di questo veterano dell’esercito, che per anni aveva difeso l’America, ma adesso aveva deciso di ferirla.

Si era rimesso addosso la mimetica e aveva caricato il fucile. Aveva preparato due ordigni rudimentali, per farli esplodere tra la gente, facendo così il maggior numero possibile di vittime. Ma il primo obiettivo erano le persone che festeggiavano l’anno nuovo in strada, da calpestare col pickup bianco. «Ho visto il camioncino - ha raccontato alla Cnn la testimone Kimberly Stricklyn - che puntava la gente. È avvenuto tutto così in fretta, che i passanti non sono riusciti a capire cosa accadesse. Poi abbiamo visto morti e feriti ovunque». Quindi il killer è uscito e ha iniziato a sparare, pe. La polizia però è intervenuta e nella sparatoria che è seguita ha ucciso Jabbar.

Il bilancio

Il bilancio ancora provvisorio parla di almeno 15 morti e oltre 30 feriti. Il governatore della Louisiana, Jeff Landry, ha parlato subito di «orribile atto di violenza». La sindaca di New Orleans LaToya Cantrell e la soprintendente della polizia locale Anne Kirkpatrick hanno invece denunciato un «atto di terrorismo». Perché il killer, secondo Kirkpatrick, «ha mostrato un comportamento molto intenzionale e ha tentato di investire il maggior numero di persone. Era fortemente determinato a causare una carneficina».

L’ombra dell’Isis

Poco dopo, in conferenza stampa, l’assistant special agent dell’Fbi Alethea Duncan ha rivelato il sospetto più preoccupante: «Non crediamo che Shamsud-Din Bahar Jabbar sia il solo responsabile». Il pick-up della Ford «sembra essere stato noleggiato. Stiamo lavorando per confermare come il soggetto sia entrato in possesso di questo veicolo». La bandiera dell’Isis era piazzata sul gancio di traino, in bella evidenza, e «l’Fbi sta lavorando per determinare le potenziali associazioni e affiliazioni del soggetto con organizzazioni terroristiche». Poco dopo si è saputo che gli investigatori hanno visionato un video in cui sarebbero stati ripresi tre uomini e una donna che forse piazzavano esplosivi vicino al luogo dell’attacco.


Se così fosse, si sarebbe trattato di un’azione coordinata con altri complici, che adesso potrebbero essere liberi e determinati a colpire ancora. Magari in nome di un’organizzazione terroristica che li aveva reclutati negli Usa, per aggirare le difficoltà poste dai controlli seguiti agli attentati dell’11 settembre, che anno reso più difficile colpire per i militanti in arrivo dall’estero.

Video sui social prima dell’attacco

Stando a quello che riporta la Cnn, l’attentatore ha realizzato una serie di registrazioni video prima della strage, tra cui una in cui afferma di essersi unito all'Isis. Nelle registrazioni Jabbar fa riferimento al suo divorzio e a come inizialmente avesse pianificato di riunire la sua famiglia per una "festa" con l'intenzione di ucciderla. L'attentatore parla anche di come abbia cambiato i suoi piani e afferma di essersi unito all'Isis. Fa riferimento inoltre a diversi sogni che ha fatto sul perché avrebbe dovuto unirsi all'Isis.

Biden: “Indagini su possibile legame con esplosione Las Vegas”

"L'Fbi mi ha riferito che l'attentatore di New Orleans era un cittadino americano, aveva prestato servizio nell'esercito Usa ed era stato nella riserva fino a qualche anno fa e che ha postato dei video sui social prima dell'attacco in cui diceva che voleva uccidere" ha detto Joe Biden da Camp David, affermando che l'autore della strage era ispirato dall'Isis e che gli investigatori continueranno a cercare qualsiasi connessione o complice. Il capo della Casa Bianca ha lanciato questo monito: «Non esiste alcuna giustificazione per la violenza di qualsiasi tipo, e non tollereremo alcun attacco contro le comunità della nostra nazione».

Il presidente Usa ha aggiunto che le forze dell'ordine stanno indagando se l'attacco col pick-up a New Orleans è connesso all'esplosione della Tesla Cybertruck davanti al Trump Hotel a Las Vegas.

Il successore Trump ha invece subito sbagliato mira, puntando il dito contro l’immigrazione illegale: «Quando ho detto che i criminali che arrivano sono molto peggiori di quelli che abbiamo nel nostro Paese - ha scritto sul suo social Truth - questa affermazione è stata costantemente smentita dai Democratici e dai Fake News Media, ma si è rivelata vera. Il tasso di criminalità nel nostro Paese è a un livello che nessuno ha mai visto prima». Forse, ma non come dice lui. È criminalità interna, stavolta.

Un lupo solitario che si è radicalizzato da solo, oppure è stato reclutato da terroristi che non riuscivano più ad entrare negli Usa per colpirli. Comunque un incubo, ma diverso da quello che ossessiona Trump.

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