Regno Unito, che cosa cambia per gli italiani con l’arrivo dei nuovi visti elettronici
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Negli ultimi giorni sono arrivate a centinaia di migliaia di immigrati italiani - ed europei o extra Ue - già residenti oltremanica, alcune email dal Ministero dell’Interno britannico per mettersi in regola e chiedere un “eVisa”, ossia un visto elettronico per continuare a vivere e lavorare nel Regno Unito. Che cosa bisogna fare, dunque? E come devono comportarsi coloro che hanno già un permesso di residenza elettronico, ossia i cosiddetti “pre-settled” e “settled” status, concessi ai cittadini europei durante gli anni della Brexit?
Chi ha già pre-settled o settled status
Innanzitutto, queste ultime tipologie di residenti stranieri in Inghilterra, Galles, Scozia o Irlanda del Nord non devono fare nulla. Un “pre-settled” o un “settled status”, ossia permessi di soggiorno rispettivamente a titolo temporaneo e permanente garantiti ai cittadini europei che hanno abitato oltremanica prima del 31 dicembre 2020, sono già visti elettronici, e dunque adeguati al nuovo corso iniziato i…
LONDRA - Negli ultimi giorni sono arrivate a centinaia di migliaia di immigrati italiani - ed europei o extra Ue - già residenti oltremanica, alcune email dal Ministero dell’Interno britannico per mettersi in regola e chiedere un “eVisa”, ossia un visto elettronico per continuare a vivere e lavorare nel Regno Unito. Che cosa bisogna fare, dunque? E come devono comportarsi coloro che hanno già un permesso di residenza elettronico, ossia i cosiddetti “pre-settled” e “settled” status, concessi ai cittadini europei durante gli anni della Brexit?
Chi ha già pre-settled o settled status
Innanzitutto, queste ultime tipologie di residenti stranieri in Inghilterra, Galles, Scozia o Irlanda del Nord non devono fare nulla. Un “pre-settled” o un “settled status”, ossia permessi di soggiorno rispettivamente a titolo temporaneo e permanente garantiti ai cittadini europei che hanno abitato oltremanica prima del 31 dicembre 2020, sono già visti elettronici, e dunque adeguati al nuovo corso iniziato il 1 gennaio 2025, che prevede la conversione di tutti i visti cartacei o tramite timbri in “eVisa”. Dunque, in caso di possesso di “pre-settled” o “settled status”, se avete ricevuto una email dall’Home Office che vi esorta ad aprire o completare il vostro profilo sul portale Ukvi (UK Visas and Immigration), si tratta di un errore telematico da parte del ministero dell’Interno britannico.
Per chi ha cittadinanza britannica
Come spiega lo stesso sito dell’Ambasciata italiana a Londra, "il Governo britannico sta sostituendo i documenti d’immigrazione cartacei con una prova digitale del proprio status migratorio, denominata eVisa. Il passaggio all’eVisa è gratuito e non influirà sul proprio status migratorio. I titolari di pre-settled status e settled status nell’ambito dello “EU Settlement Scheme”, e coloro che hanno utilizzato l’app “UK Immigration: ID Check” per presentare una domanda di visto, sono già in possesso di un eVisa e non devono fare altro che assicurarsi di aggiornare il proprio account UK Visas and Immigration (Ukvi) con i dettagli del passaporto o della carta d’identità nazionale (in aggiunta ad altri dettagli come l’indirizzo email). Anche gli Italiani che hanno acquisito la cittadinanza britannica o irlandese non devono fare nulla”.
Il passaggio obbligatorio da visto cartaceo a eVisa
Invece, hanno dovuto fare domanda entro il 31 dicembre scorso tutti i cittadini italiani e stranieri residenti o lavoratori in Gran Bretagna e in Irlanda del Nord (anche da decenni) che sinora hanno avuto un visto o documentazione puramente cartacea. Questo perché il governo britannico vuole rendere l’intero sistema elettronico, per due motivi: evitare falsificazioni di documenti e rendere la vita più facile all’immigrato, che così potrà controllare il suo status sul portale e condividerlo temporaneamente con compagnie aeree, datori di lavoro o padroni casa, per entrare, vivere e lavorare nel Regno, grazie a pochi clic e la generazione di un codice apposito valido per 90 giorni. Perché ora, per esempio, anche gli assistenti di terra potranno chiedere di visionare questo “code” prima di permettere di imbarcarsi su un volo verso il Regno Unito.
Le tipologie da convertire
Dunque, i documenti cartacei che verranno e dovranno essere sostituiti dall’eVisa sono: il Biometric Residence Permit (Brp), la Biometric Residence Card (Brc) e timbri, vignette, sticker sul passaporto che attestano il possesso di un Indefinite Leave to Remain o altro permesso di soggiorno (i cosiddetti "legacy paper documents”). “Chiunque sia titolare di un Brp o di un passaporto contenente un timbro/sticker per dimostrare il proprio status migratorio deve visitare il sito www.gov.uk/evisa per maggiori informazioni su come creare un profilo digitale Ukvi e ottenere un eVisa”, spiega l’ambasciata italiana.
La maggior parte dei documenti Brp e Brc è scaduta il 31 dicembre 2024, ma sarà comunque possibile utilizzare una Brp non più valida per creare un account Ukvi digitale e accedere al proprio e-Visa. Inoltre, il governo ha previsto un periodo di tolleranza di tre mesi, fino al 31 marzo 2025, per permettere a tutti di mettersi in regola. Nel frattempo, per esempio, i titolari di Brp potranno continuare a utilizzare i servizi online del right to work e right to rent (“diritto a lavorare” e “diritto ad affittare un alloggio”) una volta che la Brp sarà scaduta, sempre a condizione che lo status sia valido. I legacy papers documents che attestano il possesso di un Indefinite Leave to Remain, o altro permesso di soggiorno, continueranno a costutuire una prova valida del proprio status migratorio. Tuttavia, l’Home Office consiglia di ottenere un eVisa quanto prima possibile per evitare possibili disagi.
Cruciale aggiornare sempre i documenti online
L’importante per tutti, sia per chi deve convertire il proprio visto cartaceo sia per coloro già in possesso di un eVisa grazie a pre-settled e settled status post Brexit, è avere sempre aggiornati sui portali dell'Ukvi tutti i documenti di viaggio e di identità (passaporto o simili). Per esempio, se si rinnova il passaporto, tocca aggiornarlo immediatamente sul portale Ukvi. Cosicché, anche in caso di viaggio all’estero e di successivo ritorno nel Regno, le autorità di frontiera potranno sempre associare i documenti di identità di chi (ri)entra nel Paese con il relativo status migratorio, molto spesso automaticamente tramite la scansione del passaporto agli “e-gates”, evitando così file e problemi di ingresso al “border”.
Ancora un milione da mettere in regola
Secondo i dati del ministero dell’interno britannico, sono circa 4 milioni i residenti stranieri del Regno tenuti a passare dal regime cartaceo a quello elettronico. Fino alla settimana di Natale scorso, tre milioni avevano fatto domanda ma mancava ancora un milione di persone, a soli sette giorni dalla scadenza ufficiale. Non è ancora chiaro quanti in effetti siano rimasti nel limbo a oggi. Certo, rimangono ancora tre mesi, fino al 31 marzo, per mettersi in regola, grazie al periodo di transizione previsto. Il governo ha già dichiarato che farà di tutto per non lasciare nessuno indietro. Ma il rischio, come scrive il Guardian, è che in molti rimangano in una terra di mezzo, con conseguenze ancora ignote.
E presto arriva anche l’Eta
Dal prossimo 2 aprile, invece, sarà obbligatoria anche la pre-autorizzazione di viaggio Eta (Electronic Travel Authorisation). Attenzione: questa non è destinata ai residenti stranieri nel Regno o a chi ha già un visto, bensì solo a turisti e coloro che rimarranno sul suolo britannico per brevi periodi. Costerà 10 sterline, varrà per due anni in maniera simile all’Esta americano e sarà obbligatoria per i cittadini europei (qui tutti i dettagli). La dichiarazione, che dovrà essere autorizzata dalle autorità britanniche prima di poter mettersi in viaggio come già accade per chi si reca negli Stati Uniti per motivi turistici, potrà essere compilata dal 5 marzo 2025, mediante una app sul cellulare, la UK Eta, già disponibile negli store degli smartphone, o su questo sito.