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Blinken: “La Cina ha dissuaso Putin sull’utilizzo delle armi nucleari”

(afp)

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Il segretario di Stato Usa al Financial Times ha rivelato che l’amministrazione Biden ha temuto che la Russia potesse davvero usare la bomba atomica: “Anche se la possibilità che avvenisse fosse al 5-15%, non ci sarebbe mai argomento più serio e preoccupante”
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LONDRA - “Abbiamo indicazioni per cui la Cina abbia dissuaso Putin sull’utilizzo di armi nucleari dopo l'invasione in Ucraina: ‘Non farlo’”. A parlare è il segretario di Stato americano uscente, Anthony Blinken, in una intervista con il Financial Times. Blinken spiega come l’amministrazione Biden, di cui ha fatto parte per quattro anni, a un certo punto abbia davvero temuto che la Russia ricorresse alla bomba atomica: “Anche se la possibilità che avvenisse fosse al 5-15%, non ci sarebbe mai argomento più serio e preoccupante”. E dunque, Pechino si sarebbe mossa, per convincere il suo nuovo alleato Putin a non compiere un passo del genere: “Lo stesso potrebbe essere successo dopo l’annuncio della Russia sull’intenzione di utilizzare un ordigno nucleare nello spazio”.

Secondo il segretario di Stato americano, tuttavia, la Cina ha sempre giocato “su due piani”. E del resto non ha interrotto le forniture di materiali a Mosca che possono essere utilizzati anche per armamenti, nonostan…

LONDRA - “Abbiamo indicazioni per cui la Cina abbia dissuaso Putin sull’utilizzo di armi nucleari dopo l'invasione in Ucraina: ‘Non farlo’”. A parlare è il segretario di Stato americano uscente, Anthony Blinken, in una intervista con il Financial Times. Blinken spiega come l’amministrazione Biden, di cui ha fatto parte per quattro anni, a un certo punto abbia davvero temuto che la Russia ricorresse alla bomba atomica: “Anche se la possibilità che avvenisse fosse al 5-15%, non ci sarebbe mai argomento più serio e preoccupante”. E dunque, Pechino si sarebbe mossa, per convincere il suo nuovo alleato Putin a non compiere un passo del genere: “Lo stesso potrebbe essere successo dopo l’annuncio della Russia sull’intenzione di utilizzare un ordigno nucleare nello spazio”.

Secondo il segretario di Stato americano, tuttavia, la Cina ha sempre giocato “su due piani”. E del resto non ha interrotto le forniture di materiali a Mosca che possono essere utilizzati anche per armamenti, nonostante le sanzioni di Washington. In ogni caso, ci tiene a sottolineare Blinken, in Ucraina Putin “ha subito una sconfitta strategica, anche perché la Nato si è rafforzata e c’è stata una straordinaria solidarietà da parte degli alleati nei confronti di Kiev”. Ma Biden non ha atteso troppo, e più volte, prima di consegnare le armi agli ucraini? No, risponde Blinken, “ci sono stati diversi fattori, anche operativi” che avrebbero rallentato la consegna degli armamenti.

Ma il capo della diplomazia americana affronta anche altri argomenti. “L’America è più forte ora. Quando questa amministrazione ha preso il potere abbiamo ereditato un Paese con la peggiore crisi economica dopo la Grande Depressione e la peggiore crisi sanitaria dell’ultimo secolo. Avevamo molte divisioni interne, minacce alla nostra democrazia, relazioni molto fragili con i nostri alleati e partner. Ora non è più così”.

Dopo un recente tour in Medio Oriente, Blinken spiega che una soluzione su Gaza è ancora complessa e assicura anche che una “road map sulla Siria è possibile ma, dopo la brutale dittatura di Assad, bisogna stare attenti, è facile passare da un dittatore all’altro. In ogni caso, l’Iran oggi non è in una condizione in cui può permettersi di fare la guerra a un altro Paese. E questo ha conseguenze positive anche per la Siria”. Mentre sul catastrofico ritiro americano dell’Afghanistan nel 2001, nessun rimorso: “I morti sono stati una notizia terribile, ma non potevamo rimanere impantanati lì”.

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