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“Liberate il dottor Abu Safiya”, il medico di Gaza diventato un’icona. L’Idf: “È nostro prigioniero”

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La storia. L’immagine del direttore dell’ospedale Adwan che si avvia verso il carro armato israeliano ha fatto il giro del mondo. Israele: “Fa parte di Hamas, dava rifugio ai miliziani”
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Quando l’uomo col camice bianco affronta gli uomini col fucile e i carri armati, l’uomo col camice bianco diventa automaticamente un eroe. Si capisce, dunque, l’ansia dei palestinesi per la sorte del dottor Hussam Abu Safiya, il direttore dell’ospedale Kamal Adwan, l’ultimo che ancora funzionava nel nord della Striscia di Gaza. A dicembre un telefonino lo ha ripreso mentre da solo arrancava su cumuli di macerie per andare a parlare coi militari israeliani che con i tank avevano circondato la struttura di Beit Lahia, si presume per ribadire di non voler abbandonare l’ospedale, come gli era stato ordinato già tre mesi prima.

La scena è stata subito paragonata a quella dello studente di Piazza Tienanmen e le immagini hanno fatto il giro della Rete, diventando materiale per meme e poster. Dopo l’episodio, però, e dopo l’evacuazione di tutti i pazienti (alcuni dei quali hanno fornito racconti drammatici su come i soldati hanno condotto le operazioni), Abu Safiya è sparito.

Ora …

Quando l’uomo col camice bianco affronta gli uomini col fucile e i carri armati, l’uomo col camice bianco diventa automaticamente un eroe. Si capisce, dunque, l’ansia dei palestinesi per la sorte del dottor Hussam Abu Safiya, il direttore dell’ospedale Kamal Adwan, l’ultimo che ancora funzionava nel nord della Striscia di Gaza. A dicembre un telefonino lo ha ripreso mentre da solo arrancava su cumuli di macerie per andare a parlare coi militari israeliani che con i tank avevano circondato la struttura di Beit Lahia, si presume per ribadire di non voler abbandonare l’ospedale, come gli era stato ordinato già tre mesi prima.

La scena è stata subito paragonata a quella dello studente di Piazza Tienanmen e le immagini hanno fatto il giro della Rete, diventando materiale per meme e poster. Dopo l’episodio, però, e dopo l’evacuazione di tutti i pazienti (alcuni dei quali hanno fornito racconti drammatici su come i soldati hanno condotto le operazioni), Abu Safiya è sparito.

Ora le Israeli defence forces (Idf) confermano ciò che già era parso chiaro fin dall’inizio: il dottore è stato arrestato il 27 dicembre insieme ad altre 240 persone, tra cui lo staff medico dell’ospedale. L’accusa è quella di ricoprire un ruolo di rilievo all’interno dell’organizzazione militare di Hamas e di aver dato rifugio a centinaia di miliziani nei sotterranei dell’ospedale.

Ancora pochi giorni fa l’Idf dichiarava a Physicians for Human Rights Israel (Phri) di non aver alcuna informazione sulla sua detenzione, ma poiché l’organizzazione umanitaria ha presentato una petizione alla Corte Suprema per sapere che fine avesse fatto il direttore del Kamal Adwan, l’esercito ha ammesso il fermo.

Dove sia stato portato non è stato specificato, ma alla Cnn alcuni ex-detenuti hanno detto che è rinchiuso a Sde Teiman, la famigerata base militare nel deserto del Negev che funziona anche da prigione per chi è sospettato di collusione con le brigate di Hamas, Jihad Islamica o di altre formazioni combattenti.

Da quando è cominciato il duro assedio di Jabalia in ottobre, l’esercito dello Stato ebraico ha fatto irruzione nell’ospedale già sei volte, convinto della presenza di combattenti all’interno. All’emittente americana Abu Safiya nelle settimane scorse ha raccontato della mancanza di medicinali e di carburante per i generatori elettrici, dell’esaurimento delle scorte di farmaci per le anestesie, di pasti sempre più ridotti serviti ai pazienti, di droni e robot esplosivi attorno e dentro all’ospedale. La sua intenzione era di non lasciare l’ospedale: ha resistito fino alla fine dell’anno.

Pediatra, 51 anni, Abu Safiya il 24 ottobre ha perso suo figlio, colpito da un razzo lanciato da un drone. Il caso dell’attacco all’ospedale di Beit Lahia è finito al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite: Israele afferma di aver ucciso 19 terroristi che si erano volutamente confusi tra il personale medico e i pazienti e di non essere a conoscenza di vittime civili, le autorità sanitarie invece parlano di 50 morti tra cui appartenenti al personale ospedaliero che niente avevano a che fare con Hamas.

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