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“Il nostro problema è con Netanyahu, non con gli ebrei”: le parole del Papa all’ospite iraniano

(afp)

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L’agenzia stampa iraniana Irna riporta il contenuto dell’udienza di Francesco all’ayatollah Seyed Abu al Hassan Navab. Il Vaticano non commenta. L’ipotesi di un incontro per la pace di leader religiosi
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CITTA’ DEL VATICANO – Le polemiche sorte tra Israele e il Vaticano attorno alla guerra a Gaza non riguardano un problema della Santa Sede con gli ebrei ma con Benjamin Netanyahu. Sarebbero queste le parole pronunciate da papa Francesco nel corso di un’udienza che ha concesso ad un ospite iraniano, l’ayatollah Seyed Abu al Hassan Navab, presidente dell'Istituto iraniano per il dialogo e l'incontro tra religioni e culture, che gli ha anche trasmesso i saluti del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

L’udienza in Vaticano

Mentre i rapporti tra Italia e Iran sono tesi a causa dell’arresto della giornalista Cecilia Sala, Francesco ha ricevuto l’ayatollah giovedì 2 gennaio insieme all’ambasciatore iraniano presso la Santa Sede Mohammad Hossein Mokhtari e allo sceicco sciita argentino Abdul Karim Paz. La sala stampa della Santa Sede si è limitata a notificare l’udienza al “Signor Sheij Abdul Karim Paz, e Seguito”, tra i diversi appuntamenti mattutini del Pontefice, mentre l’agenzia di stamp…

CITTA’ DEL VATICANO – Le polemiche sorte tra Israele e il Vaticano attorno alla guerra a Gaza non riguardano un problema della Santa Sede con gli ebrei ma con Benjamin Netanyahu. Sarebbero queste le parole pronunciate da papa Francesco nel corso di un’udienza che ha concesso ad un ospite iraniano, l’ayatollah Seyed Abu al Hassan Navab, presidente dell'Istituto iraniano per il dialogo e l'incontro tra religioni e culture, che gli ha anche trasmesso i saluti del presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

L’udienza in Vaticano

Mentre i rapporti tra Italia e Iran sono tesi a causa dell’arresto della giornalista Cecilia Sala, Francesco ha ricevuto l’ayatollah giovedì 2 gennaio insieme all’ambasciatore iraniano presso la Santa Sede Mohammad Hossein Mokhtari e allo sceicco sciita argentino Abdul Karim Paz. La sala stampa della Santa Sede si è limitata a notificare l’udienza al “Signor Sheij Abdul Karim Paz, e Seguito”, tra i diversi appuntamenti mattutini del Pontefice, mentre l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna oggi ha fornito un suo resoconto del colloquio.

Il resoconto dell’agenzia iraniana

Seyed Abu al Hassan Navab ha espresso parole di apprezzamento per le “coraggiose posizioni” assunte dal Papa “in difesa del popolo oppresso della Palestina”, auspicando che il nuovo anno “porti pace e tranquillità” e sottolineando che “tutti i cercatori di libertà del mondo sono stufi della guerra, dello spargimento di sangue e dell’uccisione brutale del popolo oppresso di Gaza”. L’ayatollah ha affermato che gli iraniani non hanno “problemi con gli ebrei” ma “con gli assassini” e “il cuore di ogni persona giusta soffre quando vede l'ingiustizia” indipendentemente da ogni distinzione delle vittime. Sempre a quanto riferito dall’agenzia stampa iraniana, papa Francesco avrebbe replicato: “Anche noi non abbiamo problemi con gli ebrei, il nostro solo problema è con Benjamin Netanyahu, che, ignorando le leggi internazionali e i diritti umani, ha creato crisi nella regione e nel mondo”; secondo Francesco, inoltre, è necessario che la comunità internazionale trovi rapidamente una soluzione alla guerra in corso. Il Papa, sempre a quanto riferito, ha detto che non bisogna violare i diritti e ostacolare la libertà di tutti gli esseri umani.

La sala stampa della Santa Sede, come è consuetudine, non ha commentato.

Le polemiche con il governo di Israele

Diverse iniziative e prese di posizione del Papa sulla guerra a Gaza hanno irritato in questi mesi le autorità israeliane. In particolare, il Papa ha evocato la parola “genocidio”, ha denunciato più volte che nella Striscia alcuni bambini sono stati “mitragliati”, parlando di “crudeltà”, e ha accusato Israele di “rispondere al terrore con il terrore”.

Un consolidato rapporto con Teheran

Francesco aveva già ricevuto a marzo del 2023 l’ayatollah Seyed Abu al Hassan Navab, quando questi era rettore dell’università di Qom. Più volte ospite degli incontri interreligiosi organizzati dalla comunità di Sant’Egidio, il religioso iraniano è stato capo di gabinetto del presidente Khatami, dal 1997 al 2001, e successivamente vice presidente della Repubblica iraniana per gli affari giuridici e parlamentari. Da tempo tra Santa Sede e Iran ci sono rapporti diplomatici regolari nonché scambi interreligiosi regolari, sulla guerra in Medio Oriente il Papa aveva sentito al telefono il presidente Ebrahim Raisi a novembre del 2023, il nuovo presidente Pazeshkian gli ha scritto nei mesi scorsi per sollecitare un intervento papale per fermare la guerra a Gaza e in Libano. Jorge Mario Bergoglio, che nel 2021 a Najaf, in Iraq, era stato ricevuto dal grande ayatollah Sayyid Ali Al-Husayni Al-Sistani, leader della comunità sciita nel paese, ha nominato cardinale all’ultimo concistoro di dicembre l’arcivescovo di Teheran, il francese Dominique Joseph Mathieu.

Un incontro di pace tra leader religiosi

Secondo l’Irna, l’ayatollah Seyed Abu al Hassan Navab ha anche proposto al Papa una conferenza mondiale sulla pace con la presenza di leader delle diverse religioni, e Francesco avrebbe “accolto con favore lo svolgimento di una conferenza mondiale per la pace”.

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