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Fbi: “Allerta per l’insediamento di Trump”. A New Orleans, ancora quattro vittime senza nome

(reuters)

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Dopo Bourbon Street e Las Vegas, preoccupazione per Washington il 20 gennaio. Il presidente Biden sarà in Louisiana lunedì con la moglie Jill
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NEW ORLEANS — Dopo Bourbon Street e Las Vegas, il prossimo obiettivo di possibili attacchi potrebbe essere Washington, il 20 gennaio, per l’Inauguration Day di Donald Trump. L’attacco terroristico a New Orleans e l’esplosione del cybertruck davanti al Trump Hotel di Las Vegas hanno alzato l’attenzione in vista del ritorno alla Casa Bianca del tycoon. L’Fbi e il dipartimento per la sicurezza interna hanno chiesto a diciottomila agenzie in tutto il Paese - tra polizie locali e statali, sceriffi e intelligence - di essere pronte a rispondere a possibili nuovi attacchi.

Il portavoce del consiglio nazionale di sicurezza per la Casa Bianca John Kirby ha aggiunto un particolare in più: Washington. Kirby ha ammesso, in una con…

NEW ORLEANS — Dopo Bourbon Street e Las Vegas, il prossimo obiettivo di possibili attacchi potrebbe essere Washington, il 20 gennaio, per l’Inauguration Day di Donald Trump. L’attacco terroristico a New Orleans e l’esplosione del cybertruck davanti al Trump Hotel di Las Vegas hanno alzato l’attenzione in vista del ritorno alla Casa Bianca del tycoon. L’Fbi e il dipartimento per la sicurezza interna hanno chiesto a diciottomila agenzie in tutto il Paese - tra polizie locali e statali, sceriffi e intelligence - di essere pronte a rispondere a possibili nuovi attacchi.

Il portavoce del consiglio nazionale di sicurezza per la Casa Bianca John Kirby ha aggiunto un particolare in più: Washington. Kirby ha ammesso, in una conference call a cui ha partecipato Repubblica, il rischio che «attentati fotocopia» possano avvenire per l’Inauguration Day, quando Trump farà il giuramento a Capitol Hill. «Penso sia prudente - ha detto - che le agenzie di intelligence e di polizia seguano questi episodi da vicino in vista di possibili emulazioni».

«Credo - ha aggiunto - che debbano essere prese misure specifiche in vista dell’inaugurazione. La sicurezza delle persone che parteciperanno deve essere una priorità alta per tutti noi e stiamo lavorando assiduamente ogni giorno per garantire la sicurezza da potenziali attacchi». L’appello arriva quando, a quasi tre giorni dall’attentato, quattro delle quattordici vittime della strage non sono state ancora identificate ufficialmente. Il medico legale, Dwight McKenna, ha detto che per alcuni, i cui corpi sono stati straziati, ci vorrà ancora tempo. Ma entro lunedì l’elenco verrà completato: per quel giorno è attesa a New Orleans la visita del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, che incontrerà i parenti delle vittime.

Ieri, intanto, sono state identificate altre due delle quattordici persone travolte e uccise da Shamsud Din Jabbar, 42 anni, il veterano dell’esercito nato in Texas, che la notte di capodanno ha guidato il suo pickup dentro Bourbon Street, nel quartiere francese, travolgendo decine di persone che erano ancora in strada, alle 3 di notte, per celebrare l’inizio del nuovo anno. Billy DiMaio, 25 anni, di Long Island, New York, era andato in Louisiana per festeggiare il capodanno. Per ore il padre era rimasto all’oscuro della tragedia. Quando si è svegliato la mattina dell’1 gennaio, sono stati gli amici del figlio a chiamarlo per chiedergli se avesse avuto notizie. Il padre ha acceso la televisione e ha capito cosa era successo. Partito con la moglie per New Orleans, ha sperato fino all’ultimo. Alle otto di sera gli hanno comunicato la morte del ragazzo. DiMaio è la nona vittima a cui è stato dato un nome.

La decima è Terrence Kennedy, 63 anni, di New Orleans, appassionato di football e tifoso dei Pittsburgh Steelers. Finora risulta il più anziano dei quattordici morti, in gran parte giovani studenti o ex studenti.

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