Berlino — Nuovo colpo di scena in Austria: si allontana l’ipotesi di nuove elezioni. Il presidente Alexander Van der Bellen ha conferito oggi a Herbert Kickl, leader del partito populista di estrema destra Fpö, il mandato per formare un nuovo governo. La decisione arriva dopo mesi di stallo politico e incertezze e la rottura delle trattative da parte dei partiti istituzionali per formare una maggioranza che isolasse proprio il Fpö, arrivato primo nelle elezioni di ottobre.
Il presidente ha scelto dunque l’uomo al quale mai avrebbe voluto dare l’incarico da cancelliere, come ha fatto capire in più occasioni, nonostante Kickl avesse vinto le elezioni di settembre con il 29% dei voti. Il capo dello Stato ha però di nuovo sottolineato l’importanza del rispetto dei valori democratici e dei diritti. L’improvvisa accelerazione verso un governo che rischia di spostare l’Austria verso l’asse filorussa Ungheria-Slovacchia tingendo di nero la Mitteleuropa, potrebbe sembrare sorprendente. Ma i motivi sono chiari.
Il fallimento dei popolari
Sabato sera, Karl Nehammer si è dimesso da leader dei popolari Övp e da cancelliere: in tre mesi non è riuscito a formare un governo con le forze moderate. Aveva sempre escluso un’alleanza con l’estrema destra di Kickl, ed era sempre sembrato l’ostacolo maggiore a una convergenza con la Fpö. Ieri invece il suo successore Christian Stocker, ha detto «non ci sottrarremo a colloqui» con l’ultradestra. Stocker ha ottenuto il mandato a trattare con Kickl dal partito: non un dettaglio, dopo che una fetta dei moderati si era sempre ribellata a un’alleanza con l’ultradestra. Non solo per l’estremismo di Kickl, che ha intenzione di “orbanizzare” l’Austria, trascinarla su posizioni filorusse e usare la clava contro i migranti. Ma anche per paura che i popolari possano essere cannibalizzati dalla Fpö.
La domanda è: perché Van der Bellen ha preferito non indire nuove elezioni? Perché la Övp, dopo aver tuonato per mesi contro il fattore di rischio Kickl, sembra disposta ad allearsi con lui? Forse perché dalle elezioni ad oggi l’ultradestra è passata dal 29 ad oltre il 35%. Se incassasse un risultato del genere alle urne, la Fpö si garantirebbe una minoranza di blocco in Parlamento per stoppare qualsiasi riforma di rilievo costituzionale. E per i popolari diventerebbe un partner di governo ancora più schiacciante.