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L’Europa si ribella a Musk: “Basta bugie e interferenze, guida l’internazionale reazionaria”

Elon Musk (reuters)

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Il britannico Starmer e la Commissione europea, ma anche il francese Macron e la Germania contro le aggressive ingerenze del padrone di X
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LONDRA - L’Europa si ribella contro Elon Musk. E sbotta anche il primo ministro britannico Keir Starmer, che sinora aveva sempre cercato di ignorare gli attacchi, le offese e le umiliazioni quotidiane dell’uomo più ricco del mondo, che chiede da mesi la sua testa dopo il pugno di ferro del leader contro le rivolte razziste della scorsa estate. Addirittura, oggi Musk ha postato un sondaggio su X alla domanda: “Gli americani devono liberare i britannici dal loro governo tirannico?”.

E così, Starmer, oggi durante un discorso in Surrey, ha deciso di rispondere per la prima volta direttamente a Musk, che tra le altre cose lo ha chiamato “stupratore del Regno Unito” e “complice degli abusi sessuali delle gang pachistane in Inghilterra”: “Basta con bugie e disinformazione: coloro che le diffondono sono interessati solo a se stessi, alla disperata ricerca di attenzioni”. Musk twitta ogni giorno decine di messaggi accusando Starmer - e chiedendone la sua rimozione - perché secondo lui “respons…

LONDRA - L’Europa si ribella contro Elon Musk. E sbotta anche il primo ministro britannico Keir Starmer, che sinora aveva sempre cercato di ignorare gli attacchi, le offese e le umiliazioni quotidiane dell’uomo più ricco del mondo, che chiede da mesi la sua testa dopo il pugno di ferro del leader contro le rivolte razziste della scorsa estate. Addirittura, oggi Musk ha postato un sondaggio su X alla domanda: “Gli americani devono liberare i britannici dal loro governo tirannico?”.

E così, Starmer, oggi durante un discorso in Surrey, ha deciso di rispondere per la prima volta direttamente a Musk, che tra le altre cose lo ha chiamato “stupratore del Regno Unito” e “complice degli abusi sessuali delle gang pachistane in Inghilterra”: “Basta con bugie e disinformazione: coloro che le diffondono sono interessati solo a se stessi, alla disperata ricerca di attenzioni”. Musk twitta ogni giorno decine di messaggi accusando Starmer - e chiedendone la sua rimozione - perché secondo lui “responsabile di aver insabbiato le inchieste sugli stupratori musulmani o di origine asiatica” quando era procuratore generale della Corona. Ricostruzioni per ora strumentali e senza alcun fondamento.

Ma il resto dell’Europa non sta a guardare. Sempre oggi il presidente francese Emmanuel Macron ha accusato Musk di "guidare una nuova internazionale reazionaria" e di aver commesso ingerenze in elezioni straniere, come in Germania: "Dieci anni fa, se ci avessero detto che il proprietario di uno dei principali social network al mondo avrebbe appoggiato una nuova internazionale reazionaria e sarebbe intervenuto direttamente nelle elezioni, comprese quelle in Germania, chi lo avrebbe immaginato?”. E proprio un portavoce del governo tedesco ha aggiunto: “La maggioranza dei cittadini sono persone oneste e normali. Musk non può influenzare un Paese intero con i suoi commenti”.

Anche la Commissione Ue oggi ha messo in guardia Musk su possibili influenze straniere da parte sua: “Elezioni libere ed eque sono al centro delle nostre democrazie. Ai sensi del Digital Services Act, le grandi piattaforme online devono analizzare e mitigare i potenziali rischi provenienti da diverse aree, inclusi i rischi per i processi elettorali e il discorso civico. Ora, questo include l'obbligo di analizzare e mitigare i rischi derivanti da qualsiasi trattamento preferenziale o visibilità data ai contenuti su una determinata piattaforma, inclusi i contenuti del signor Musk sulla sua stessa piattaforma".

“Trovo preoccupante che un uomo con un enorme accesso ai social media e grandi risorse finanziarie sia così direttamente coinvolto negli affari interni di altri Paesi”, ha dichiarato inoltre il premier norvegese, Jonas Gahr Store, parlando alla tv pubblica Nrk, “non è così che dovrebbe essere tra democrazie e alleati. Se dovesse succedere in Norvegia, spero e presumo che l’ambiente politico norvegese unito lo metterebbe in guardia e ne prenderebbe le distanze".

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