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Finlandia, un finto villaggio per insegnare l’Abc dell’economia ai ragazzi

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Entro il 2030 Helsinki vuole il primato di migliore alfabetizzazione finanziaria al mondo. In una cittadina fittizia gli scolari mettono in pratica gli insegnamenti lavorando in negozi, uffici e ristoranti, facendo acquisti con il denaro che hanno guadagnato e scoprendo cosa succede se restano senza soldi.
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LONDRA – Piccoli banchieri crescono. Ma anche piccoli commercianti, piccoli esercenti, piccoli lavoratori. Succede in Finlandia, dove il governo ha introdotto corsi per insegnare l’abc dell’economia e della finanza a partire dalle scuole medie inferiori: il 91 per cento degli studenti completa un programma di dieci lezioni durante le quali si impara come funzionano le imprese, a cosa serve una banca e come si cerca un impiego. Al termine, gli scolari vengono portati in un finto villaggio alle porte di Helsinki dove per un giorno provano a mettere in pratica quello che hanno appreso, lavorando in negozi, uffici e ristoranti, facendo acquisti con il denaro che hanno guadagnato, scoprendo cosa succede se restano senza soldi.

“Per la prima volta mi sono resa conto di come si può applicare la matematica all’economia concreta che fa funzionare un Paese”, afferma Taika Smith, una delle studentesse che hanno seguito il programma. Denominato Yrityskyla, il corso è una delle iniziative del mini…

LONDRA – Piccoli banchieri crescono. Ma anche piccoli commercianti, piccoli esercenti, piccoli lavoratori. Succede in Finlandia, dove il governo ha introdotto corsi per insegnare l’abc dell’economia e della finanza a partire dalle scuole medie inferiori: il 91 per cento degli studenti completa un programma di dieci lezioni durante le quali si impara come funzionano le imprese, a cosa serve una banca e come si cerca un impiego. Al termine, gli scolari vengono portati in un finto villaggio alle porte di Helsinki dove per un giorno provano a mettere in pratica quello che hanno appreso, lavorando in negozi, uffici e ristoranti, facendo acquisti con il denaro che hanno guadagnato, scoprendo cosa succede se restano senza soldi.

“Per la prima volta mi sono resa conto di come si può applicare la matematica all’economia concreta che fa funzionare un Paese”, afferma Taika Smith, una delle studentesse che hanno seguito il programma. Denominato Yrityskyla, il corso è una delle iniziative del ministero dell’Istruzione finlandese con l’obiettivo di conquistare entro il 2030 il titolo di “migliore alfabetizzazione finanziaria al mondo”, un traguardo già non lontano perché attualmente la Finlandia occupa il secondo posto, alle spalle dell’Estonia, nella suddetta graduatoria internazionale compilata annualmente dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse), l’associazione che riunisce 38 Paesi (tra cui l’Italia) accomunati dall’economia di mercato.

Lo scorso anno un rapporto dell’Ocse ha rivelato che soltanto il 34 per cento degli adulti soddisfano i criteri per essere considerati “finanziariamente alfabetizzati”. Non a caso, lo studio indica che una persona su sei nello spazio dell’Ocse ha subito almeno una frode finanziaria nel corso della propria vita. Nel 2021 il Financial Times ha creato un’associazione di beneficenza, la Ft Financial Literacy and Inclusion Campaign, per istruire il meglio possibile le nuove generazioni nel campo dell’economia e della finanza, oltre che per premere sui governi affinché prendano più seriamente sin dalla scuola l’insegnamento di questa materia nel Regno Unito e altrove. E come altri Paesi scandinavi, la Finlandia appare all’avanguardia nel proporre corsi di economia e finanza, con applicazioni alla vita reale, a bambini e ragazzi delle scuole media inferiori e superiori, assai prima che alcuni di loro scelgano eventualmente studi di questo genere all’università.

“L’obiettivo è permettere ai cittadini di compiere scelte bene informate, sostenibili e produttive in campo economico”, dice al quotidiano della City Simo Karvinen, uno degli insegnanti che partecipa al programma. Non sono insomma corsi per piccoli banchieri, ma per aiutare gli adulti di domani a prendere le decisioni giuste, come individui, come famiglie, negli affari e in ogni attività della sfera sociale.

“Un buon livello di alfabetizzazione finanziaria, ottenuto a livello scolastico e dunque uguale per tutti, diminuisce le diseguaglianze e fornisce gli stessi diritti a chiunque”, commenta Anu Rajas, un consigliere della banca centrale di Helsinki che ha preso parte all’elaborazione del piano di lezioni. In aggiunta alla teoria, osservano altri esperti, “è vitale imparare l’abc dell’economia e della finanza attraverso esercizi concreti”, come le attività che gli alunni mettono in pratica nel villaggio fittizio alla periferia di Helsinki. “Sono corsi”, concorda Fiinu, una studentessa 14enne, “che ci preparano alla vita”.

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