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Trump: “Groenlandia e Panama, pronti a usare la forza”. E mostra la cartina con il Canada negli Usa

(reuters)

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La prima conferenza stampa: “Il Golfo del Messico diventi d’America”. Poi dà ragione a Putin: “La Nato lo ha provocato”. Minaccia la Ue dicendosi “pronto ai dazi”. Parigi: “L’Unione europea non consentirà di violare confini sovrani”. I panamensi: “Sovranità non negoziabile”
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Washington – In altre parole, Donald Trump ha minacciato di invadere il territorio di un alleato Nato, quando ha detto che non esclude di usare la forza militare per prendersi la Groenlandia. Perché la regione artica, a torto o a ragione, appartiene alla Danimarca. Questo solo per comprendere l’enormità delle dichiarazioni che ha fatto sulla sua visione del mondo, nella prima conferenza stampa, a Mar-a-Lago, dopo la certificazione da parte del Congresso del suo ritorno alla Casa Bianca.

Solo fare l’elenco è complicato, avendo parlato a ruota libera per oltre un’ora. La Groenlandia serve agli Usa per motivi di «sicurezza nazionale», perché non sono necessari i binocoli per vedere le navi cinesi che incrociano al largo, per non parlare delle rotte artiche vitali per la Russia, che invece ha dimenticato. Ha mandato il figlio Don a compiere un sopralluogo e spera ancora di poterla comprare. Ma se la Danimarca rifiutasse di negoziare imporrebbe «dazi molto alti», senza escludere l’uso de…

Washington – In altre parole, Donald Trump ha minacciato di invadere il territorio di un alleato Nato, quando ha detto che non esclude di usare la forza militare per prendersi la Groenlandia. Perché la regione artica, a torto o a ragione, appartiene alla Danimarca. Questo solo per comprendere l’enormità delle dichiarazioni che ha fatto sulla sua visione del mondo, nella prima conferenza stampa, a Mar-a-Lago, dopo la certificazione da parte del Congresso del suo ritorno alla Casa Bianca.

Solo fare l’elenco è complicato, avendo parlato a ruota libera per oltre un’ora. La Groenlandia serve agli Usa per motivi di «sicurezza nazionale», perché non sono necessari i binocoli per vedere le navi cinesi che incrociano al largo, per non parlare delle rotte artiche vitali per la Russia, che invece ha dimenticato. Ha mandato il figlio Don a compiere un sopralluogo e spera ancora di poterla comprare. Ma se la Danimarca rifiutasse di negoziare imporrebbe «dazi molto alti», senza escludere l’uso della forza. Nel qual caso bisognerebbe capire come applicare l’articolo 5 della Nato sulla reciproca difesa. Stamane il ministro degli Esteri francese Barrot ha risposto: la Groenlandia è "un territorio dell'Unione europea. E' escluso che l'Ue consenta ad altre nazioni, quali che siano, di violare i suoi confini sovrani".

Del resto i membri dell’Alleanza, se vogliono tenerla in piedi, dovranno impegnarsi ad investire almeno il 5% del Pil nella difesa, invece del 2% stabilito al vertice di Cardiff e mai raggiunto dall’Italia. Quanto all’Ucraina, «la Nato ha sbagliato a provocare la Russia spingendosi davanti ai suoi confini». Così Trump ha dato ragione a Putin, lasciando capire che il compromesso da lui immaginato per mettere fine alla guerra accetterebbe il veto del Cremlino all’ingresso di Kiev nell’Alleanza, senza dare altre garanzie di sicurezza per dissuadere future invasioni.

Il presidente che il 20 gennaio tornerà nell’Ufficio Ovale ha minacciato di usare la forza anche per riprendersi il Canale di Panama, perché «ormai lo gestisce la Cina». Carter, i cui funerali si terranno domani a Washington, «aveva sbagliato a darlo indietro ed è venuto il momento di riprenderlo». La “dottrina Monroe” così si allarga, con l’aggiunta di rinominare il Golfo del Messico come Golfo dell’America, oltre a imporre dazi al Paese confinante perché consente il traffico di droga e immigrati illegali.

La sovranità del Canale di Panama "non è negoziabile, come ha già dichiarato il presidente, José Raúl Mulino", ha ribadito il ministro degli Esteri panamense Javier Martinez-Acha, in risposta alle minacce di annessione di Trump: "Voglio essere chiaro. Le opinioni di oggi del signor Trump, secondo cui avrebbe discusso di una somma di denaro, non sono vere e non è arrivato alcun tipo di offerta a questo governo. Il Canale appartiene ai panamensi e continuerà ad essere così".

Quanto al Nord, il presidente eletto Usa preferirebbe che il successore di Trudeau accettasse di scambiare il titolo di premier con quello di governatore del cinquantunesimo stato Usa: «Non si capisce perché dobbiamo regalare al Canada oltre 200 miliardi di dollari all’anno, per ricevere cose che non ci servono. Immaginate quanto diventerebbe forte il Paese se togliessimo il confine artificiale che ci divide». Il presidente eletto è arrivato a mostrare una mappa con il Canada già parte degli Stati Uniti.

A differenza di Groenlandia e Panama, non ritiene però di avere il diritto di invadere il vicino del nord, ma è certo che gli stessi canadesi sarebbero felici di accettare il suo invito (ma Ottawa ha respinto con fermezza questa ipotesi).

Discorso simile per l’Europa, che non pretende di annettere, ma è pronto a colpire con pesanti dazi perché «abbiamo un grande disavanzo commerciale e non compra i nostri prodotti».

In Medio Oriente pretende la liberazione degli ostaggi di Hamas prima dell’Inauguration, perché «se non saranno tornati entro il giorno in cui tornerò in carica, l’inferno si scatenerà nella regione. Non sarà una bella cosa per Hamas».

Sul piano interno poi ha promesso di perdonare gli assalitori del Congresso del 6 gennaio del 2021, pur distinguendo caso per caso. Taglierà le tasse, cancellerà i provvedimenti di Biden per proteggere l’ambiente, rilancerà le perforazioni petrolifere, eliminerà l’eolico, riprenderà la costruzione del muro col Messico, oltre alla deportazione degli illegali. Già altre volte Trump aveva usato il metodo delle sparate come tattica negoziale, ma stavolta ritiene di aver ricevuto un mandato più forte e si sente più preparato a realizzarlo. È bene ascoltarlo, perciò.

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