✕

La giudice spagnola smentisce l’Italia: bloccato il rientro in Sardegna del bimbo conteso dal 2017

Juana Rivas 

Ascolta l'audio

La madre Juana Rivas aveva sottratto i figli all’ex marito accusandolo di violenze. L’uomo aveva però ottenuto l’affidamento del minore che ora, dopo le vacanze di Natale a Granada, la donna ha deciso di tenere con sé. Intervenuta la vicepremier Díaz. Il governo: “I bambini vanno ascoltati”
3 minuti di lettura

Il posto sul volo che questa mattina avrebbe dovuto riportarlo dalla Spagna, dove aveva trascorso le vacanze di Natale con la madre e il fratello maggiore, all’Italia, dove vive in affido da suo padre, è rimasto vuoto. Nella notte, in un orario irrituale, la giudice della procura di Granada su richiesta del Tribunale dei minori ha ascoltato Daniel Arcuri Rivas, 10 anni dal 2016 al centro di una controversia giudiziaria tra il padre, il genovese che vive a Cagliari Francesco Arcuri, e la madre, la spagnola di Macarena, Granada, Juana Rivas, e disposto la sospensione cautelare provvisoria dell’ordine della corte d’appello di Cagliari che aveva disposto il ritorno in patria per oggi.

Durante la giornata di ieri il governo spagnolo, attraverso la vicepremier e ministra del lavoro Yolanda Díaz e la ministra per la gioventù e l’infanzia Sira Rego, aveva fatto grandi pressioni affinché il bambino non tornasse in quella che è stata definita “una situazione di pericolo”.

"Il sollievo e la sod…

Il posto sul volo che questa mattina avrebbe dovuto riportarlo dalla Spagna, dove aveva trascorso le vacanze di Natale con la madre e il fratello maggiore, all’Italia, dove vive in affido da suo padre, è rimasto vuoto. Nella notte, in un orario irrituale, la giudice della procura di Granada su richiesta del Tribunale dei minori ha ascoltato Daniel Arcuri Rivas, 10 anni dal 2016 al centro di una controversia giudiziaria tra il padre, il genovese che vive a Cagliari Francesco Arcuri, e la madre, la spagnola di Macarena, Granada, Juana Rivas, e disposto la sospensione cautelare provvisoria dell’ordine della corte d’appello di Cagliari che aveva disposto il ritorno in patria per oggi.

Durante la giornata di ieri il governo spagnolo, attraverso la vicepremier e ministra del lavoro Yolanda Díaz e la ministra per la gioventù e l’infanzia Sira Rego, aveva fatto grandi pressioni affinché il bambino non tornasse in quella che è stata definita “una situazione di pericolo”.

"Il sollievo e la soddisfazione che proviamo oggi sapendo che, per ora, Daniel resterà al sicuro, non cancellano il dolore che ha vissuto né il calvario che ha attraversato insieme a sua madre Juana Rivas e al fratello maggiore Gabriel”, spiega a Repubblica la ministra Rego. E poi aggiunge: “Le bambine e i bambini hanno il diritto di essere ascoltati, di essere creduti, di crescere in un ambiente che garantisca la loro sicurezza e il loro benessere. Non possiamo più permettere che bambini come Daniel siano resi invisibili e messi in silenzio”.

“Una follia”, secondo il legale spagnolo di Arcuri Enrique Zambrano la scelta di bloccare il rientro; in attesa di un commento da parte dell’avvocato italiano dell’uomo che, contattato, al momento non risponde.

Il caso Juana Rivas

Il caso Juana Rivas è un’odissea legale che inizia formalmente nel 2016, anche se al 2009 risalgono le denunce di molestie da parte della donna nei confronti dell’ex marito per le quali l’uomo è stato condannato, quando la madre decise di allontanare i due figli dal padre portandoli con lei in Spagna per sottrarli al padre e alla "situazione quotidiana di oppressione, isolamento e maltrattamento che durava già da due anni” che vivevano in casa, a Cagliari.

Dopo un lungo percorso giudiziario la donna è stata condannata in Spagna a 5 anni di carcere e a 6 anni di sospensione della patria potestà per sottrazione di minori. La condanna è stata contestata in Spagna diventando un caso, anche politico, e raccogliendo il sostegno di buona parte della società civile che si schierò a favore di Rivas considerata “ una vittima delle violenze di genere”. Di contro, la donna ha denunciato l'ex per presunta violenza di genere e maltrattamento dei figli. Successivamente la condanna è stata ridotta in appello a 2 anni e mezzo di reclusione e, nel giugno 2022, Rivas ha ottenuto un indulto parziale che le consentì di uscire dal carcere e scontare la pena in lavori socialmente utili.

Nello scorso aprile, la Corte di Cassazione italiana, ammettendo il ricorso presentato da Rivas, ha ordinato di ripetere il processo civile, che a suo tempo separò i due fratelli, affidandoli rispettivamente a ognuno dei genitori, ritenendo vulnerato "sia il principio dell'interesse superiore dei minori, sia varie convenzioni internazionali sottoscritte dall'Italia".

L’accelerazione degli ultimi giorni

Ieri Rivas, che aveva trattenuto con se il figlio minore che dal 22 dicembre si trovava in Spagna per le vacanze natalizie e che avrebbe dovuto fare ritorno a Cagliari il 2 gennaio, aveva chiesto oggi alla Procura di Granada "misure cautelari" per impedire che Daniel tornasse con il genitore affidatario.

Nella stessa giornata la Corte d'appello di Cagliari aveva notificato alla Rivas l'obbligo che il minore, facesse ritorno a casa entro oggi.

Nella notte poi l’accelerazione, con la decisione presa dalla giudice di Granada durante la notte che il bambino resti in Spagna temporaneamente dopo che per la prima volta il minore è stato ascoltato da un tribunale spagnolo.

Dopo aver ascoltato Daniel e valutato il suo stato d'animo, il giudice ha deciso che non deve tornare in Italia con il padre dove è indagato per maltrattamenti anche in seguito a una nuova denuncia da parte del figlio oggi maggiorenne, Gabriel.

Soddisfazione del governo spagnolo per la decisione. “La giustizia deve proteggere la sicurezza di un minore contro un padre che lo maltratta”, ha commentato Yolanda Díaz esprimendo solidarietà a Juana Rivas..

“La Spagna ha una legge pioniera per la protezione dell’infanzia, la Lopivi, ma sappiamo che il cammino è ancora lungo. Per questo stiamo lavorando per rafforzarla, includendo il divieto esplicito della sindrome di alienazione parentale, una pseudo-teoria screditata dalla scienza che non fa altro che perpetuare la violenza machista nelle istituzioni”, spiega la ministra Rego.

“Come istituzioni, abbiamo il dovere morale e legale di garantire che l’infanzia sia ascoltata e messa al centro di ogni decisione che la riguarda”, conclude.

Leggi i commenti