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Arrestato fondatore di Coco, il sito usato per gli stupri di Gisèle Pelicot: ha passaporto italiano

(afp)

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Sarebbero circa 23mila i reati, tra i quali quelli di pedofilia, prostituzione, stupro, spaccio, violenze e persino omicidi, realizzati attraverso la piattaforma
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Sei mesi dopo la chiusura del sito Coco.fr, la piattaforma attraverso la quale sono stati organizzati diversi crimini sessuali tra i quali anche quelli commessi ai danni di Gisèle Pelicot, il suo fondatore e gestore, Isaac Steidl, è stato arrestato dalla polizia francese. Secondo i media francesi l’uomo, un informatico 44enne, avrebbe rinunciato alla nazionalità francese per prendere un passaporto italiano.

Per 10 anni, dal luglio 2011 all'ottobre 2020, Dominique Pelicot ha stordito l’allora moglie con ansiolitici per violentarla e farla violentare da decine di uomini reclutati tramite il suo sito Coco. Lui e 50 coimputati sono stati riconosciuti colpevoli e condannati il 19 dicembre scorso dal tribunale penale di Vaucluse.

Ma non solo. Il sito, secondo la Procura di Parigi, “è noto da molti anni come strumento per organizzare vari reati, tra cui pedofilia, prostituzione, stupro, spaccio di droga, agguati e persino omicidi”.

Le accuse: dal traffico di droga alla corruzione di minori…

Sei mesi dopo la chiusura del sito Coco.fr, la piattaforma attraverso la quale sono stati organizzati diversi crimini sessuali tra i quali anche quelli commessi ai danni di Gisèle Pelicot, il suo fondatore e gestore, Isaac Steidl, è stato arrestato dalla polizia francese. Secondo i media francesi l’uomo, un informatico 44enne, avrebbe rinunciato alla nazionalità francese per prendere un passaporto italiano.

Per 10 anni, dal luglio 2011 all'ottobre 2020, Dominique Pelicot ha stordito l’allora moglie con ansiolitici per violentarla e farla violentare da decine di uomini reclutati tramite il suo sito Coco. Lui e 50 coimputati sono stati riconosciuti colpevoli e condannati il 19 dicembre scorso dal tribunale penale di Vaucluse.

Ma non solo. Il sito, secondo la Procura di Parigi, “è noto da molti anni come strumento per organizzare vari reati, tra cui pedofilia, prostituzione, stupro, spaccio di droga, agguati e persino omicidi”.

Le accuse: dal traffico di droga alla corruzione di minori

Oggi la procura di Parigi informa che Steidl è stato accusato di complicità in traffico di droga, possesso e distribuzione di immagini pedopornografiche e corruzione di minori via internet, oltre che di associazione a delinquere, riciclaggio aggravato e gestione di una piattaforma online per consentire la realizzazione di una transazione illegale da parte di una banda organizzata.

I reati vanno dal 2018 al 2024. Molti di questi reati prevedono una pena detentiva fino a dieci anni, mentre il traffico di droga o la sua complicità comportano una multa fino a 7,5 milioni di euro.

Chi è Isaac Steidl

Isaac Steidl, 44 anni, l'amministratore del sito, ha una biografia misteriosa che la stampa francese ha provato a ricostruire: informatico, originario del dipartimento del Var, avrebbe rinunciato alla sua nazionalità per prendere un passaporto italiano e si sarebbe trasferito nell’Europa dell’Est.

Tra gli indagati ci sono anche tre componenti della sua famiglia sospettati di aver “svolto un ruolo attivo nell'amministrazione della piattaforma o di aver tratto vantaggio dai reati”. Alla fine di luglio 2024, due moderatori del sito sono stati arrestati a Oignies (Pas-de-Calais) e Limoges.

“Su Coco commessi oltre 23mila reati”

“In totale, più di 23.000 reati sono stati segnalati come commessi attraverso Coco”, ha dichiarato la procuratrice Laura Beccuau. Per entrare nel sito, che si presentava come un “sito di chat senza registrazione”, bastava inserire il proprio genere, età e codice postale e creare uno pseudonimo, senza alcun controllo. Registrato sull'isola di Guernsey, nel Canale della Manica, il sito aveva una grafica anni Ottanta.

Da mesi le associazioni segnalavano il pericolo rappresentato da questo sito, un “covo di predatori”, e ne chiedevano la chiusura. Il sito Coco è stato al centro di diversi processi penali negli ultimi mesi, tra cui il clamoroso processo per stupro di Mazan.

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