Scandalo stupri di ragazzine bianche, perché Musk attacca Starmer: cosa c’è di vero e cosa di falso
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - “Stupratore della Gran Bretagna”, “complice di abusi e violenze contro le ragazzine bianche”, “nazista”, “devi dimetterti subito”, “essere spregevole”, “sei il male”. Oramai si sprecano gli insulti, le gravissime accuse e gli incessanti attacchi di Elon Musk contro Keir Starmer. Sono decine al giorno, centinaia dal primo dell’anno, spesso rilanciando account di destra o estrema destra. Con il capo di Tesla, SpaceX e Starlink oramai ossessionato dalla vicenda. Che, per i suoi critici, Musk sta strumentalizzando con un solo, vero obiettivo: far cadere Keir Starmer e cacciarlo da Downing Street. Un obiettivo realistico? E soprattutto cosa c’è di vero nell’enorme offensiva dell’uomo più ricco del mondo contro il primo ministro britannico? Analizziamo la faccenda, punto per punto.
Perché Musk sta attaccando così violentemente Starmer?
Musk accusa Starmer di “aver insabbiato” diversi gravissimi scandali di abusi e violenze sessuali perpetrati da bande di pachistani, britannici…
LONDRA - “Stupratore della Gran Bretagna”, “complice di abusi e violenze contro le ragazzine bianche”, “nazista”, “devi dimetterti subito”, “essere spregevole”, “sei il male”. Oramai si sprecano gli insulti, le gravissime accuse e gli incessanti attacchi di Elon Musk contro Keir Starmer. Sono decine al giorno, centinaia dal primo dell’anno, spesso rilanciando account di destra o estrema destra. Con il capo di Tesla, SpaceX e Starlink oramai ossessionato dalla vicenda. Che, per i suoi critici, Musk sta strumentalizzando con un solo, vero obiettivo: far cadere Keir Starmer e cacciarlo da Downing Street. Un obiettivo realistico? E soprattutto cosa c’è di vero nell’enorme offensiva dell’uomo più ricco del mondo contro il primo ministro britannico? Analizziamo la faccenda, punto per punto.
Perché Musk sta attaccando così violentemente Starmer?
Musk accusa Starmer di “aver insabbiato” diversi gravissimi scandali di abusi e violenze sessuali perpetrati da bande di pachistani, britannici di origine asiatica e musulmani contro almeno 1.400 bambine e minorenni, moltissime di loro bianche, avvenuti nei decenni scorsi in Inghilterra, soprattutto a Rotherham, Rochdale, Oldham, Telford e in altre città. Starmer ha risposto per la prima volta direttamente a Musk lunedì 6 gennaio: “Basta con bugie e disinformazione: coloro che le diffondono sono interessati solo a se stessi, alla disperata ricerca di attenzioni”.
Ma Starmer è primo ministro soltanto da luglio 2024. Che cosa c’entra con i gravi episodi di violenza sessuale accaduti nei decenni scorsi?
Starmer, tra il 2008 e il 2013, è stato procuratore generale della Corona, dunque a capo di un ufficio potentissimo della giustizia britannica perché, tra le altre cose, dà l’ok alle incriminazioni richieste dalla polizia nei confronti di indagati e sospetti. Nella fattispecie, Musk accusa Starmer di aver “insabbiato i casi di stupri e abusi” perpetrati da gang nella stragrande maggioranza di britannici-asiatici, di origine pachistana e musulmani avvenuti tra fine anni Novanta e il 2013. Ciò, sempre secondo la lettura del nuovo braccio destro di Trump, in nome del “politicamente corretto” e della coesione sociale e per il rischio di rivolte, vendette e ritorsioni contro le comunità asiatiche del Regno, come già avvenuto precedentemente ad Oldham nel 2001.
Non solo: nei suoi continui messaggi al vetriolo che comunque hanno riaperto il dibattito su uno scandalo accantonato e dimenticato troppo velocemente nel Regno Unito, Musk incolpa Starmer di non voler una nuova inchiesta nazionale su questi gravissimi scandali di abusi sessuali, venuti fuori nel 2010-2011 soltanto dopo alcune inchieste del Times: “È chiaro che stia nascondendo qualcosa”.
Cosa c’è di vero in queste gravissime accuse di Musk contro Starmer?
Al momento, non c’è alcuna prova e si tratta soltanto di speculazioni e accuse altamente diffamatorie da parte di Musk. È vero che nel 2009, quando Starmer ne era diventato capo da cinque mesi, alla Procura Generale della Corona (Cps) arrivò una prima denuncia di una minorenne di Rochdale contro alcuni uomini di origine asiatica e questa venne derubricata “perché la vittima non venne giudicata credibile”. Ma l’attuale primo ministro ha dichiarato più volte che il caso non arrivò mai alla sua scrivania e sinora non c’è prova del contrario - in genere il capo del Cps considera solo i fascicoli considerati più gravi o urgenti in quel momento, mentre il resto viene lasciato al suo team.
Tuttavia, due anni dopo, visto il clamore mediatico il caso venne riesumato e riaperto dal nuovo procuratore generale per il nord-ovest dell’Inghilterra, Nazir Afzal. Solo allora partirono i processi e decine di condanne. Attenzione però: Afzal ha sempre dichiarato di aver ottenuto il massimo sostegno da Starmer allora capo procuratore della Corona nel punire questi casi di abusi e stupri di ragazzine. Anzi, allora Sir Keir sostenne più di una volta come “l’etnia e il politicamente corretto non debbano influire sui processi”.
Non solo: Starmer cambiò le regole di ingaggio sulle incriminazioni per simili reati sessuali, rendendole molto più facili ed efficaci. E quando lasciò la Cps, il numero di simili crimini perseguiti da quest’ultima divenne decisamente superiore a cinque anni prima, quando Starmer assunse l’incarico. Anche l’accusa di Musk per cui Sir Keir avrebbe “insabbiato tutto per questioni politiche” non sta in piedi. Starmer, difatti, si è candidato in Parlamento soltanto nel 2015.
Ma Musk insiste che Starmer “vuole insabbiare lo scandalo ancora oggi, difatti si rifiuta di ordinare una inchiesta pubblica nazionale”. È vero?
È vero che il primo ministro è contrario a una misura simile, e ieri ha istruito i suoi ad affondare in Parlamento un emendamento dei conservatori di Kemi Badenoch che invece la invocano - dopo non aver fatto tuttavia nulla in materia nei loro 14 anni di governo, dal 2010 in poi. Ma Starmer ha dato questo ordine ai suoi deputati non per i motivi che sostiene Musk. Secondo il premier, bisogna guardare avanti e mettere in pratica gli insegnamenti del passato, anche perché c’è già stata una inchiesta pubblica iniziata nel 2014 terminata nel 2022 con a capo la stimata professoressa Alexis Jay. La quale, nel suo report finale, sottolineò come la priorità fosse ricompensare le vittime e fare il possibile per proteggere quelle potenziali future, e non perdere ulteriori tempo in altre inchieste.
Dello stesso parere anche Andrew Norfolk, il giornalista del Times che con i suoi scoop oltre dieci anni fa fece esplodere lo scandalo degli stupri di gang di britannici di origine asiatica. Certo, un’inchiesta pubblica potrebbe essere utile per comprendere se ci sia davvero stata, in nome del politicamente corretto, del multiculturalismo e della pace sociale, una regia nazionale riguardo i fallimenti e le negligenze delle autorità nel contrastare gli stupri di minorenni bianche da parte di gang di asiatici e musulmani. Ma allo stesso tempo costerebbe tantissimo, rallenterebbe la messa in pratica delle nuove misure per evitare che uno scandalo simile non accada mai più e soprattutto durerebbe molti anni: otto per Jay, o basti vedere quella per la strage della Grenfell Tower a Londra nel 2017, durata ben sette anni.
Ma dunque potrebbe essere vero che ci sia stato un insabbiamento dello scandalo nelle più alte sfere dello Stato e dell’establishment britannico, come sostiene Musk?
Anche su questo, al momento non c’è alcuna prova e si tratta di speculazioni. Su X sono sempre più virali alcuni passaggi delle carte processuali, rilanciati continuamente da Musk, che descrivono nel dettaglio le atrocità sessuali commesse nei confronti di moltissime minorenni. E i dubbi sull’operato degli inquirenti sono cresciuti sempre di più negli anni. Non solo perché le ragazzine e i loro madri che per prime denunciarono i casi vennero giudicate non credibili o sotto effetti di sostanze, nonostante i violentatori talvolta venissero beccati sul fatto. Ma potenzialmente anche perché, secondo i critici, ci si piegò al culto del multiculturalismo, del politicamente corretto e della pace sociale per "evitare vendette contro la comunità asiatica”.
Tuttavia, come ha sottolineato anche l’inchiesta Jay, al momento non ci sono prove al momento di insabbiamento dall’alto. Come hanno dimostrato diverse inchieste locali nel caso dello scandalo di Rotherham per esempio, negli anni si sviluppò comunque un clima di omertà e indifferenza di fronte a simili atrocità per una "combinazione di fattori che hanno coinvolto razza, classe sociale, religione e gender”, come “la paura che l’etnia e l’origine pachistana o asiatica degli stupratori potesse scatenare riots e altre vendette di stampo razziale”, i “pregiudizi nei confronti dei comportamenti sessuali delle classi più disagiate”, il “desiderio, da parte delle autorità locali, di proteggere la reputazione delle città coinvolte” e “la mancanza di politiche a protezione dei bambini e di risorse investigative”.
Di certo, le autorità locali e le forze dell’ordine di Oldham, per esempio, si sono scusate in passato per “gli errori commessi durante le indagini”, con conseguenze terribili per le giovanissime vittime, anche di 12 anni. Nonostante, gli aguzzini talvolta avessero persino un ruolo istituzionale. Per esempio, Shabir Ahmed, leader di una gang di stupratori di Rochdale negli anni scorsi, ricopriva addirittura una posizione nel dipartimento del welfare nel comune di Oldham. Oppure, come ha scritto il Times l’altro giorno, a distanza di anni alcuni violentatori risiedono ancora in Inghilterra, nonostante le sentenze contro di loro prevedessero anche l’espulsione in Pakistan a pena scontata.
Ma allora perché Musk ce l’ha così tanto con Starmer?
Difficile entrare nella testa del fondatore di SpaceX, ma Musk ha iniziato ad attaccare il primo ministro dalla scorsa estate, quando esplosero i riots razzisti e di estrema destra proprio a Rotherham dopo la brutale uccisione di tre bambine a Southport per cui è stato arrestato un 17enne di origine ruandese. Musk, che tra l’altro allora rilanciò clamorose bufale e fake news, accusa Starmer di razzismo nei confronti dei bianchi per le severissime pene cui sono stati condannati i rivoltosi, anche solo per aver incitato la caccia al migrante e al musulmano online - e non aver partecipato fisicamente agli assalti.
Starmer non ha mai risposto a questi gravi accuse di Musk, ma da allora il loro rapporto si è sempre più deteriorato, anche per lo scontro tra l’ideologia e le campagne online sempre più apertamente xenofobe di Musk e contro il politicamente corretto del Regno Unito. Dove le leggi su crimini di odio, inclusività e rispetto delle varie etnie sono molto severe.
Lo scorso autunno, il governo non ha invitato il capo di Tesla e SpaceX a un summit per gli investimenti con i più grandi ceo e imprenditori del mondo. Un affronto per Musk, che solo nel novembre 2023 il predecessore di Starmer, Rishi Sunak, accolse con il tappeto rosso a Londra, facendo addirittura da suo intervistatore in una surreale serata a Lancaster House. Ma dopo lo smacco del governo Starmer qualche mese fa, Musk ha iniziato a twittare più volte su come “nessuno investirà nel Regno Unito di Starmer”. Fino agli attacchi feroci e durissimi sugli abusi di bambine nei decenni scorsi, tema che Musk sembra avere molto a cuore. Ma che allo stesso tempo sembra strumentalizzare per attaccare politicamente Starmer, e a senso unico.
Chi è Tommy Robinson? E perché Musk lo considera un eroe in questo caso?
Tommy Robinson, alias Stephen Yaxley-Lennon, è un estremista, xenofobo, razzista e pregiudicato di estrema destra, tuttora in carcere per vari crimini: violenza a pubblico ufficiale, violazione della libertà vigilata, oltraggio alla corte e falsa testimonianza contro rifugiati siriani. Tuttavia, è vero che Robinson ha denunciato lo scandalo delle bande di stupratori pachistani, di origine asiatica e musulmani, per molti anni, prima che lo scandalo venisse alla ribalta. Di qui la sua riabilitazione pubblica da parte di Musk. Che però ignora tutti i misfatti, le aggressioni e i reati di stampo razziale che ha commesso l’impresentabile Robinson in tutti questi anni.
Fino a dove vuole spingersi Musk?
Al momento non sembra avere limiti, tanto da aver offeso pesantemente anche la sottosegretaria all’Interno britannica e storica attivista per i diritti delle donne, Jess Philips, mettendola alla gogna pubblica su X per esser contraria a una nuova inchiesta pubblica nazionale sulle violenze delle bande e definendola “apologeta di stupri e genocidio”. Parole agghiaccianti, in un Paese dove negli ultimi anni gli estremisti hanno ucciso diversi deputati, da Jo Cox prima del referendum Brexit nel 2016 a Sir David Amess due anni fa. Nei giorni scorsi, è stato incriminato un uomo per minacce contro Jess Philips.
Ma qual è il vero obiettivo di Musk?
Di certo, detronizzare Starmer e cacciarlo da Downing Street. Lo ha ammesso lo stesso Musk su X e secondo il Financial Times è in contatto con Nigel Farage e altri referenti politici di estrema destra nel Regno Unito per raggiungere l’obiettivo, a conferma del suo disegno di una internazionale populista e nera che il capo di Tesla sta costruendo nel mondo, grazie alla sua influenza ed enormi risorse finanziarie.
Ma forse ora la vera domanda è: Musk sta agendo da solo, in nome della sua ideologia oramai acclarata di destra e del suo feroce astio nei confronti di Starmer? Oppure è stato istruito da Donald Trump a comportarsi così nei confronti del leader britannico, visto che il presidente eletto non ha dimenticato le offese di vari ministri del governo Labour in passato (“razzista”, “indecente”, “da Ku Klux Klan”), in primis lo stesso ministro degli Esteri britannico David Lammy? Domande che ancora non hanno una risposta.