L’allarme dell’Onu: “Preoccupante aumento delle esecuzioni di prigionieri ucraini”
di Paolo BreraSempre più violazioni, e sempre più gravi: la vice Alta commissaria per i diritti umani dell’Onu, la giordana Nada Al-Nashif, ha presentato i dati dell’ultimo rapporto sull’Ucraina rivelando non solo un netto peggioramento sul fronte dei civili uccisi, delle torture e degli stupri sui prigionieri di guerra di entrambe le parti; ma anche l’esistenza di un numero cospicuo di esecuzioni verificate di prigionieri ucraini da parte delle forze armate russe, e della morte in carcere di almeno un prigioniero russo.
Durante il Consiglio per i diritti umani dell’Onu, ieri Al-Nashif ha riassunto i nodi dell’ultimo rapporto periodico dell’Ohchr relativo al periodo tra il primo settembre e il 30 novembre 2024. “Sono profondamente preoccupata – ha detto la vice Alta rappresentante - per un aumento significativo di accuse credibili di esecuzioni di personale militare ucraino catturato dalle forze armate russe. Le esecuzioni sommarie costituiscono un crimine di guerra. L'Ufficio ha registrato 62…
Sempre più violazioni, e sempre più gravi: la vice Alta commissaria per i diritti umani dell’Onu, la giordana Nada Al-Nashif, ha presentato i dati dell’ultimo rapporto sull’Ucraina rivelando non solo un netto peggioramento sul fronte dei civili uccisi, delle torture e degli stupri sui prigionieri di guerra di entrambe le parti; ma anche l’esistenza di un numero cospicuo di esecuzioni verificate di prigionieri ucraini da parte delle forze armate russe, e della morte in carcere di almeno un prigioniero russo.
Durante il Consiglio per i diritti umani dell’Onu, ieri Al-Nashif ha riassunto i nodi dell’ultimo rapporto periodico dell’Ohchr relativo al periodo tra il primo settembre e il 30 novembre 2024. “Sono profondamente preoccupata – ha detto la vice Alta rappresentante - per un aumento significativo di accuse credibili di esecuzioni di personale militare ucraino catturato dalle forze armate russe. Le esecuzioni sommarie costituiscono un crimine di guerra. L'Ufficio ha registrato 62 esecuzioni in 19 incidenti separati durante il periodo di riferimento, e ne ha verificati 5”.
Ed è drammatico anche il bilancio delle uccisioni deliberate dei civili: complessivamente, dall’inizio dell’invasione sono state sommariamente giustiziate 170 persone non militari in aree controllate dalle forze armate russe, compresi i luoghi di detenzione: “Perseguire le responsabilità per queste uccisioni è essenziale. Invece, c’è una quasi totale impunità”.
Gravissimi soprusi sono testimoniati e verificati in entrambi i lati del fronte, e l’Ohchr documenta la tortura dei prigionieri di guerra per mano delle forze armate russe e ucraine in aperta violazione del diritto internazionale: “I prigionieri di guerra ucraini, sia uomini che donne, hanno descritto torture e maltrattamenti diffusi e sistematici, tra cui gravi percosse, scosse elettriche, strangolamenti e prolungato isolamento. La maggior parte ha riferito di essere stata sottoposta a violenza sessuale, tra cui stupro e nudità forzata”, ha affermato Al-Nashif.
Ma non va meglio neanche a parti invertite: “I prigionieri di guerra russi detenuti dall'Ucraina hanno riferito al nostro personale di essere stati sottoposti a torture e maltrattamenti, a gravi percosse, violenza sessuale e attacchi di cani, principalmente in luoghi di transito prima di raggiungere i luoghi ufficiali di internamento”, ha detto la vice Alta commissaria. Il suo ufficio ha anche raccolto le prove della morte di un prigioniero di guerra russo, chiedendone conto al Procuratore generale dell’Ucraina.
"Invito le autorità russe a fermare le esecuzioni sommarie dei prigionieri di guerra ucraini, a condannare tali atti e a perseguire i responsabili. Esorto coloro che hanno autorità su entrambe le parti a prendere misure immediate per porre fine all'uso della tortura contro i prigionieri di guerra e a perseguire i responsabili", ha affermato.
In generale, dall’inizio dell’invasione l’Onu ha documentato la morte di 29 detenuti civili trattenuti nel territorio ucraino occupato o trasferiti in Russia. Tra questi, nel periodo di cui occupa il rapporto c’è il caso della giornalista ucraina Viktoriia Roschchyna, morta mentre era prigioniera, e l’Alto commissariato ha verificato anche altri due decessi di prigionieri che erano stati segnalati e di cui sono state trovate prove.
Ma l’aspetto più grave è che con il trascorrere degli anni di guerra, giunti ormai alla vigilia dell’inizio del quarto anno di conflitto aperto “assistiamo a una pericolosa escalation delle ostilità. Settembre ha segnato il numero più alto di vittime civili da luglio 2022”, ha detto la vice Alta commissaria secondo cui il rapporto “documenta continue e crescenti violazioni gravi del diritto internazionale dei diritti umani e gravi violazioni del diritto umanitario, compresi possibili crimini di guerra” per entrambe le parti coinvolte nel conflitto. Le operazioni intensificate russe nell’Ucraina orientale hanno avuto “un grave impatto sui civili nelle aree di prima linea” per “gli attacchi incessanti con bombe plananti aeree, missili a lungo raggio e droni”. Il risultato, tra l’inizio di settembre e fine novembre, è stato “l’uccisione di 574 civili, con un aumento del 30 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente”.
Complessivamente, “da febbraio 2022 questo conflitto ha ucciso più di 12.300 civili, tra cui oltre 650 bambini, e ne ha feriti più di 27.800. Oltre 700 strutture mediche e 1.500 scuole sono stati danneggiati o distrutti”.
Continuano anche i crimini perpetrati da Mosca nei confronti dei bambini ucraini: “Le autorità russe hanno intensificato gli sforzi per obbligare i bambini a dimostrare lealtà allo Stato russo e hanno continuato a incorporare l'addestramento militare e le prospettive nazionalistiche russe nell'istruzione e nelle attività ricreative”, denuncia l’Onu.