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Il ministro Uk Lammy: “Le mire di Trump sulla Groenlandia? Distinguere la retorica dai fatti”

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A colloquio con il responsabile degli Esteri di Londra: “Musk chiede le dimissioni di Starmer? La libertà di parola è sacra, ma dev’essere basata sulla verità. Comunque il suo ruolo sarà limitato, e si occuperà principalmente di temi domestici”. Sulla visita di Meloni a Mar-a-Lago: “Abbiamo noi la special relationship con gli Usa”
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LONDRA - Incontriamo David Lammy dopo un suo discorso al Foreign Office a Londra. Il ministro degli Esteri britannico si ferma a parlare con Repubblica e alcuni altri giornalisti stranieri prima di volare verso l’Italia per un vertice Transatlantic Quint con i suoi pari Blinken, Tajani e altri titolari della diplomazia internazionale.

Ministro Lammy, Elon Musk vuole rimuovere Starmer da Downing Street. Lo accusa di censura e di addirittura complicità su un vecchio scandalo di abusi sessuali su minori, pur non essendoci alcuna prova contro il primo ministro. Questo la preoccupa?

"Starmer ha riconosciuto, anche questa settimana, l’importanza della libertà di parola. C’è un grande dibattito su questo tema. Ma non puoi avere libertà di parola se non si basa sui fatti e sulla verità. Ciò che vedo e leggo online mi preoccupa molto. Ma, per esempio (sullo scandalo degli stupri seriali di anni fa, ndr), abbiamo appena votato in Parlamento nuove misure affinché ciò non accada mai più, per prot…

LONDRA - Incontriamo David Lammy dopo un suo discorso al Foreign Office a Londra. Il ministro degli Esteri britannico si ferma a parlare con Repubblica e alcuni altri giornalisti stranieri prima di volare verso l’Italia per un vertice Transatlantic Quint con i suoi pari Blinken, Tajani e altri titolari della diplomazia internazionale.

Ministro Lammy, Elon Musk vuole rimuovere Starmer da Downing Street. Lo accusa di censura e di addirittura complicità su un vecchio scandalo di abusi sessuali su minori, pur non essendoci alcuna prova contro il primo ministro. Questo la preoccupa?

"Starmer ha riconosciuto, anche questa settimana, l’importanza della libertà di parola. C’è un grande dibattito su questo tema. Ma non puoi avere libertà di parola se non si basa sui fatti e sulla verità. Ciò che vedo e leggo online mi preoccupa molto. Ma, per esempio (sullo scandalo degli stupri seriali di anni fa, ndr), abbiamo appena votato in Parlamento nuove misure affinché ciò non accada mai più, per proteggere altre potenziali vittime di pedofilia e abusi di minori”.

Lei è in contatto con il vicepresidente eletto americano, JD Vance, e altri referenti della nuova amministrazione. Che cosa potete fare per fermare questi attacchi di Musk?

“Abbiamo avuto molte visite e contatti con Washington, sia tra i repubblicani che i democratici. Continueremo ad avere rapporti molto proficui anche con la nuova amministrazione, come per esempio sulla guerra in Ucraina e le tensioni in Europa”.

Ma Musk sembra una colonna della nuova amministrazione Trump e odia Starmer. Non la preoccupa questo?

“Musk non ha avuto un ruolo nelle discussioni che abbiamo avuto con la nuova amministrazione Trump. Credo il suo ministero si occuperà di questioni soprattutto nazionali e domestiche…”.

Giorgia Meloni è volata a Mar a Lago di recente per incontrare Trump e Musk. E, a differenza vostra, sembra avere un grande rapporto con i due. Teme che la prima ministra italiana possa avere lei una “special relationship” con la nuova amministrazione americana, più speciale di quella storica tra Usa e Regno Unito?

“Io e Starmer siamo stati a cena per tre ore con Trump lo scorso settembre. Abbiamo discusso di molti temi. Trump ci ha accolto benissimo e con grande cordialità. Nutre grande rispetto e ammirazione per il nostro Paese, per la Royal Family, il suo amore e connessione con la Scozia. Parlo con tutti i nostri partner, ma noi abbiamo una “special relationship” con gli Stati Uniti, vedi la condivisione di intelligence, i “Five Eyes”, la nostra cooperazione militare, eccetera. Visto quello che sta accadendo nel mondo, dall’Ucraina a Gaza, dal Sudan fino all’Indopacifico, gli Stati Uniti e il Regno Unito non possono che continuare a lavorare fianco a fianco”.

Intanto però Trump non ha escluso un intervento militare per assicurarsi la Groenlandia, nonostante appartenga a un Paese alleato come la Danimarca. Non la spaventa tutto questo?

“Bisogna distinguere la retorica, l’intensità e l’imprevedibilità delle parole di Trump dalle sue azioni effettive. È il suo approccio e modo di fare, ma poi la realtà è diversa. Per esempio, durante il suo primo mandato, le truppe americane Nato in Europa sono aumentate. Capisco le preoccupazioni di Trump sulla Groenlandia, viste le minacce di Russia e Cina nell’area. Ma, allo stesso tempo, il presidente eletto sa bene che fa parte della Danimarca, anche se da tempo c’è un dibattito sulla sua indipendenza. In ogni caso, a Trump sta a cuore la sicurezza degli americani, dell’Artico e dunque anche degli europei”.

Ma anche le parole sono importanti, non crede?

“Ripeto, bisogna focalizzarsi più sulle azioni concrete e non soltanto sulle parole di Trump”.

E che cosa ne pensa della richiesta di Trump ai Paesi Nato di contribuire con il 5% del Pil?“

Innanzitutto, Trump non è il primo presidente americano a incoraggiare tutti noi a spendere di più sulla Difesa, vedi Roosevelt e Obama. Quando Trump salì al potere nel 2016, solo il 4% dei partner europei spendeva più del 2% per la difesa. Quando ha lasciato nel 2020 erano già il 10% e ora il 23%. Trump ha ragione sulla spesa militare. Sul 5% vedremo in futuro. Intanto, il nostro obiettivo è salire al 2,5%”.

Nel suo discorso lei ha differenziato Cina e Russia, eppure fanno parte dello stesso asse con Iran e Corea del Nord.

“La Russia ha lanciato una guerra imperialista sul suolo europeo, uccidendo cittadini europei ogni giorno, perché Putin è un imperialista. Le truppe imperialiste nordcoreane stanno partecipando a questa guerra illegale e anche i droni iraniani vengono utilizzati in battaglia. Ora, sono stato a Pechino di recente e ho detto chiaramente ai cinesi: sappiamo che componenti e materiali che mandate alla Russia vengono utilizzati nella guerra in Ucraina. Mi hanno risposto che non ne erano al corrente e noi britannici abbiamo subito sanzionato quelle aziende coinvolte. Abbiamo discussioni robuste con la Cina: ci sono argomenti sui quali non siamo d’accordo o su cui siamo in competizione. È una relazione complessa con una superpotenza. Ma ci sono anche aree dove dobbiamo collaborare: salute, clima e molti aspetti del commercio che non hanno un impatto sulla sicurezza nazionale”.

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