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Mosca vuole mettere al bando i “contenuti distruttivi” su internet, primo bersaglio i videogiochi

(reuters)

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Per il presidente della Duma, la Camera bassa del Parlamento, i videogame sono “troppo violenti e propagandano valori stranieri”. In vista nuovi blocchi e censure
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MOSCA – Dimenticate la “propaganda Lgbt” o “child-free”, senza figli. Roba del passato. Nel 2025 la Russia ha un nuovo nemico, più astratto e per questo ancora più pervasivo: “distruttività”. La minaccia è ovunque su Internet, avverte Vjacheslav Volodin, presidente della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. Che ha già individuato il primo bersaglio: i videogiochi.

Volodin ha persino condotto un sondaggio sul suo canale Telegram: “Riceviamo lamentele: i videogiochi contengono molte storie caratterizzate da aggressività e violenza e propagandano valori a noi estranei. Nel mese di gennaio contiamo di prendere una decisione sulla protezione dei cittadini, in particolare dei bambini, dai contenuti distruttivi. Mi sostenete?”.

Su oltre un milione e 200mila iscritti, in 113mila hanno votato e il 70 per cento ha risposto “Sì”. Tanto è bastato a Volodin per rallegrarsi e sorvolare sulla maggioranza di commenti negativi e inviti a occuparsi di problemi più concreti o continuare piu…

MOSCA – Dimenticate la “propaganda Lgbt” o “child-free”, senza figli. Roba del passato. Nel 2025 la Russia ha un nuovo nemico, più astratto e per questo ancora più pervasivo: “distruttività”. La minaccia è ovunque su Internet, avverte Vjacheslav Volodin, presidente della Duma, la Camera bassa del Parlamento russo. Che ha già individuato il primo bersaglio: i videogiochi.

Volodin ha persino condotto un sondaggio sul suo canale Telegram: “Riceviamo lamentele: i videogiochi contengono molte storie caratterizzate da aggressività e violenza e propagandano valori a noi estranei. Nel mese di gennaio contiamo di prendere una decisione sulla protezione dei cittadini, in particolare dei bambini, dai contenuti distruttivi. Mi sostenete?”.

Su oltre un milione e 200mila iscritti, in 113mila hanno votato e il 70 per cento ha risposto “Sì”. Tanto è bastato a Volodin per rallegrarsi e sorvolare sulla maggioranza di commenti negativi e inviti a occuparsi di problemi più concreti o continuare piuttosto la lotta contro l’immigrazione illegale.

Anche Ekaterina Mizulina, a capo della Lega Internet Sicuro, ha condotto un sondaggio simile tra gli abbonati al suo canale Telegram, i cui risultati però sono stati più sfumati: il 29% è risultato contrario a limitare i videogiochi con “contenuti distruttivi” e soltanto il 19% si è detto favorevole. Un altro 33% ha proposto di limitarsi a stabilire delle fasce di età e apporre delle etichette ai videogiochi “Vietato ai minori di…”.

“I videogiochi influenzano la psiche dei cittadini”

La richiesta di regolamentare il mercato dei videogiochi era stata avanzata già lo scorso dicembre dalla deputata Jana Lantratova del partito “Una Russia Giusta – Per la verità”. Volodin l’aveva subito sostenuta incaricando le commissioni competenti a preparare i necessari emendamenti giuridici. Detto fatto.

I videogiochi, ha osservato Anton Nemkin, membro della Commissione della Duma per le politiche sull’informazione, “spesso dipingono il nostro Paese come un nemico e la violenza come norma” e quindi vanno vietati. “Contenuti distruttivi, come scene di violenza, aggressione o materiali espliciti – ha continuato – possono influenzare negativamente la psiche dei cittadini, in particolare bambini e adolescenti. L’esposizione costante a tali contenuti può portare allo sviluppo di disturbi d’ansia, depressione e altri problemi psicologici”.

La “zona grigia” dei “contenuti distruttivi”

Il problema, ha però osservato lo stesso Nemkin, è che a oggi non esiste una definizione di “contenuti distruttivi” nella legislazione russa. Non c’è niente che li regoli o li vieti. Si tratta di una “zona grigia”. Eppure, per il quotidiano filogovernativo Nezavisimaja Gazeta, “questo termine, senza una chiara definizione dei suoi confini e delle sue gradazioni, è già diventato un elemento chiave nelle attività del Parlamento nello stabilire alcune restrizioni legislative all’influenza straniera sulla coscienza dei russi”. E dal momento che “la distruttività da parte di agenti stranieri o delle forze antirusse… proviene principalmente da Internet – continua Nezavisimaja Gazeta – a quanto pare ci sarà una maggiore censura diretta contro il World Wide Web” e “i legislatori seguiranno la strada ben battuta del blocco”.

I blocchi del 2024

L’anno scorso, del resto, la “stampante pazza”, com’è chiamata la Duma per la raffica di provvedimenti che è solita esaminare e promuovere, ha approvato 564 leggi che hanno in gran parte limitato la libertà di espressione su Internet. Ha vietato la cosiddetta “propaganda child-free”, vale a dire il rifiuto di avere figli, o introdotto nuovi obblighi per le persone iscritte nel registro degli “agenti stranieri”.

Mentre l’agenzia per le telecomunicazioni, Roskomnadzor, ha bloccato YouTube per “mancanza di rispetto per il nostro Paese”, le app di messaggistica istantanea Viber e Discord e la maggioranza dei protocolli Vpn (Virtual private network, rete virtuale privata) usati proprio per aggirare le censure. Ad agosto il numero dei siti bloccati aveva superato quota 20mila. Un numero, prevede Nezavisimaja Gazeta, destinato ad aumentare.

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