In una settimana è successo l’imprevedibile nella politica libanese: prima l’elezione del cristiano-maronita Jospeh Aoun alla presidenza, il generale incorruttibile amico degli americani che, con il sostegno anche dei sauditi, l’ha spuntata contro il candidato degli Hezbollah; e oggi, lunedì, la scelta del sunnita Nawaf Salam come primo ministro. Un sisma che ridisegna gli assetti di potere a Bei…