Oms, pressing su Trump per non tagliare i fondi. In cambio il fentanyl “emergenza globale”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliLOS ANGELES - Come mai il direttore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si è precipitato da Ginevra e New York nei giorni scorsi? E come mai è stato visto in compagnia di Paolo Zampolli, ambasciatore all’Onu da cui dipende l’Oms, ma anche amico e collaboratore del prossimo presidente americano Donald Trump?
Forse la spiegazione sta nelle manovre in corso per il futuro delle organizzazioni multilaterali. Lo scetticismo di Trump nei confronti di queste agenzie non è una novità, anche perché lo aveva manifestato apertamente durante il primo mandato. Nello specifico dell’Oms, quando era scoppiata la pandemia di Covid aveva accusato apertamente l’organizzazione di Ginevra di aver fatto gli interessi della Cina, o quanto meno di non aver messo Pechino davanti alle sue responsabilità per l’origine del virus. Fra pochi giorni Trump tornerà alla Casa Bianca, e sono circolate voci sulla sua intenzione di abbandonare l’Organizzazione Mondiale della Sanità, o quanto meno tagliare in maniera significativa i contributi americani. Potrebbe rivelarsi un errore strategico, un boomerang che finirebbe per colpire gli interessi nazionali americani, se la Cina decidesse di occupare il vuoto lasciato da Washington, anche aumentando i propri finanziamenti.
Nel frattempo però Tedros sta cercando di correre ai ripari, prevenendo o evitando lo scontro frontale col nuovo presidente. Secondo Zampolli, potrebbe agire su due leve: "La prima sarebbe proclamare le droghe sintetiche, come fentanyl e captagon, come emergenze sanitarie globali". Trump in realtà non ne avrebbe bisogno, perché potrebbe dichiararle direttamente lui armi di distruzione di massa.
Nello stesso tempo, secondo il New York Times, i suoi consiglieri stanno cercando malattie da usare come era accaduto con il Covid, come scuse per vietare l’ingresso negli Usa degli immigrati. Il Title 42 del Public Service Act del 1944 glielo consentirebbe, e secondo il Times ci sta lavorando attivamente.Se però l’Oms gli venisse incontro di propria iniziativa, dichiarando fentanyl e captagon emergenze sanitarie, e magari l’Onu cogliesse l’occasione per aggiungerci la dichiarazione di armi di distruzione di massa, il nuovo presidente incasserebbe comunque un aiuto che potrebbe migliorare la sua disposizione verso le agenzie multilaterali.
La seconda leva, secondo Zampolli che con Tedros ha parlato, "potrebbe essere l’appoggio al Piano Mattei che la premier italiana Meloni ha lanciato per l’Africa". Il direttore dell’Oms sa che Meloni è forse la leader europea più vicina a Trump, aiutarla su un tema che riguarda da vicino anche l’immigrazione potrebbe rafforzare il suo rapporto. L’Oms ha programmi importanti in Africa e può essere complementare alle iniziative di Roma, sperando di guadagnare così punti anche a Washington.