Germania, AfD shock: biglietti aerei di espatrio per migranti come flyer di campagna elettorale
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – A Karlsruhe migliaia di cittadini dal cognome straniero si sono ritrovati in questi giorni una sorpresa orribile nella buca delle lettere. Un finto biglietto aereo con destinazione "paese sicuro", la data di imbarco del 23 febbraio e il logo del partito di estrema destra Afd.
Il messaggio è chiaro: dopo l'appuntamento con le urne di fine febbraio, i migranti saranno deportati in massa, se il partito di Alice Weidel vincerà le elezioni. Ma siccome la squallida trovata non ha certo lo scopo di conquistare i destinatari ma di intimidirli, la procura ha fatto sapere ieri di aver aperto un'indagine per "incitamento all'odio razziale".
L'Afd di Karlsruhe ha rivendicato con orgoglio l'iniziativa sulla sua homepage. E ha spiegato che il biglietto "punta a illustrare le nostre richieste elettorali che sono perfettamente legali".
Sull'"Abschiebeticket", il "biglietto del respingimento" l'Afd ha anche stampato uno dei…
BERLINO – A Karlsruhe migliaia di cittadini dal cognome straniero si sono ritrovati in questi giorni una sorpresa orribile nella buca delle lettere. Un finto biglietto aereo con destinazione "paese sicuro", la data di imbarco del 23 febbraio e il logo del partito di estrema destra Afd.
Il messaggio è chiaro: dopo l'appuntamento con le urne di fine febbraio, i migranti saranno deportati in massa, se il partito di Alice Weidel vincerà le elezioni. Ma siccome la squallida trovata non ha certo lo scopo di conquistare i destinatari ma di intimidirli, la procura ha fatto sapere ieri di aver aperto un'indagine per "incitamento all'odio razziale".
L'Afd di Karlsruhe ha rivendicato con orgoglio l'iniziativa sulla sua homepage. E ha spiegato che il biglietto "punta a illustrare le nostre richieste elettorali che sono perfettamente legali".
Sull'"Abschiebeticket", il "biglietto del respingimento" l'Afd ha anche stampato uno dei suoi slogan elettorali: "solo la 'remigration' (la deportazione di massa, ndr) può salvare la Germania".
Fino a poco tempo fa, la leader del partito Alice Weidel si era opposta all'uso di quella terminologia disumana nel programma del suo partito. Anche sull'onda delle manifestazioni che si erano tenute in tutta la Germania l'inverno scorso, dopo che un'inchiesta di Correctiv aveva fatto emergere una discussione tra esponenti dell'Afd e militanti neonazisti tedeschi e austriaci proprio sulla "remigration". L'obiettivo dichiarato delle riunioni carbonare tra destra parlamentare ed extraparlamentare era quello di cacciare dal Paese persino i migranti con passaporto tedesco.
Ma dopo che l'alleato austriaco di Weidel, il leader della Fpö e ora cancelliere incaricato Herbert Kickl, ha adottato ufficialmente "remigration" nel suo programma elettorale, stravincendo le elezioni di settembre, anche in Germania è caduto ogni pudore. Domenica scorsa, il congresso di Riesa dell'Afd ha approvato ufficialmente l'adozione di "remigration" nel programma elettorale. Per l'ennesima volta, l'ultradestra è riuscita a spostare il limite dell'indicibile più in là. E a Karlsruhe, qualcuno ne ha già approfittato per diffondere ancora più odio e terrore.