Milshtein: “Questa intesa è il trionfo dei jihadisti”
dal nostro inviato Fabio TonacciTEL AVIV — «Hamas esce trionfante da questo accordo, non lo si può negare». Ad affermarlo è l’analista israeliano Michael Milshtein, direttore del Forum per gli studi palestinesi al Centro Moshe Dayan di Tel Aviv e attento studioso delle strategie del movimento islamista palestinese. «Non solo sono sopravvissuti a 15 mesi di bombardamenti, ma sono anche rimasti il player politicamente più influente sia nella Striscia di Gaza, dove non si registrano proteste contro di loro, sia in Cisgiordania. Purtroppo non vedo alternative reali ad Hamas».
Al punto che Hamas riuscirà a influenzare la gestione futura?
«Temo di sì. Non ufficialmente, però. Mi aspetto un’operazione di cosmesi da cui risulterà che l’Autorità palestinese, insieme a Paesi esteri, saranno i responsabili della ricostruzione di Gaza, dell’attraversamento dei confini e di tutti gli aspetti amministrativi, ma Hamas continuerà ad avere un peso».
Da un punto di vista militare come ne escono?
«Ridotti a milizia, quando prima…
TEL AVIV — «Hamas esce trionfante da questo accordo, non lo si può negare». Ad affermarlo è l’analista israeliano Michael Milshtein, direttore del Forum per gli studi palestinesi al Centro Moshe Dayan di Tel Aviv e attento studioso delle strategie del movimento islamista palestinese. «Non solo sono sopravvissuti a 15 mesi di bombardamenti, ma sono anche rimasti il player politicamente più influente sia nella Striscia di Gaza, dove non si registrano proteste contro di loro, sia in Cisgiordania. Purtroppo non vedo alternative reali ad Hamas».
Al punto che Hamas riuscirà a influenzare la gestione futura?
«Temo di sì. Non ufficialmente, però. Mi aspetto un’operazione di cosmesi da cui risulterà che l’Autorità palestinese, insieme a Paesi esteri, saranno i responsabili della ricostruzione di Gaza, dell’attraversamento dei confini e di tutti gli aspetti amministrativi, ma Hamas continuerà ad avere un peso».
Da un punto di vista militare come ne escono?
«Ridotti a milizia, quando prima del 7 Ottobre erano un vero esercito, con battaglioni, infrastrutture, arsenale importanti. Oggi non possono minacciare Israele come prima, ma l’Idf dovrà comunque monitorare con attenzione la Striscia anche nel caso di ritiro completo, pronto a reagire alla prima violazione del cessate il fuoco. Hamas ha avuto grosse perdite di uomini, ma è riuscito lo stesso a reclutare migliaia di giovani. Ad Hamas non interessa della distruzione di Gaza e del numero enorme di morti tra i civili. Personalmente, non riuscivo più a comprendere la logica dell’operazione militare dell’Idf».
In che senso?
«Non ci stavamo avvicinando né alla sconfitta di Hamas né alla liberazione per mano militare dei sequestrati. Possiamo dire a noi stessi mille volte che è stata un’operazione di successo, ma la verità è che ci siamo impantanati in una guerra di attrito».