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Tajani: “Non arresteremo Netanyahu, pronti i Caschi blu italiani per Gaza”

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani a Palazzo Borromeo durante la presentazione del libro di Antonio Preziosi 'Linea Segreta'', Roma, 15 Gennaio 2025. ANSA/GIUSEPPE LAMI (ansa)

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Il ministro degli Esteri rassicura il premier israeliano nel caso in cui venisse in Italia. E annuncia che Roma è pronta a partecipare a una missione Onu nella Striscia
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ROMA — Se decidesse di mettere piede in Italia, il premier israeliano Benjamin Netanyahu non rischierebbe l’arresto. E questo, nonostante il mandato della Corte penale internazionale. È la rassicurazione che il governo italiano ha consegnato a quello di Israele, secondo quanto anticipato dal Times of Israel e confermato da fonti della Farnesina e del ministero della Giustizia di massimo livello. Una notizia che diventa pubblica, probabilmente non a caso, nel giorno della tregua.

Il mandato di cattura contro Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant è stato emesso per crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Già al momento dell’annuncio, non erano mancate polemiche e distinguo. Alcune Cancellerie europee avevano preso tempo e assicurato che avrebbero valutato il caso con i altri partner dell’Unione. La Germania aveva mostrato cautela, mentre Regno Unito e il Canada avevano assunto una posizione più in sinto…

ROMA — Se decidesse di mettere piede in Italia, il premier israeliano Benjamin Netanyahu non rischierebbe l’arresto. E questo, nonostante il mandato della Corte penale internazionale. È la rassicurazione che il governo italiano ha consegnato a quello di Israele, secondo quanto anticipato dal Times of Israel e confermato da fonti della Farnesina e del ministero della Giustizia di massimo livello. Una notizia che diventa pubblica, probabilmente non a caso, nel giorno della tregua.

Il mandato di cattura contro Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant è stato emesso per crimini contro l’umanità e crimini di guerra commessi nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Già al momento dell’annuncio, non erano mancate polemiche e distinguo. Alcune Cancellerie europee avevano preso tempo e assicurato che avrebbero valutato il caso con i altri partner dell’Unione. La Germania aveva mostrato cautela, mentre Regno Unito e il Canada avevano assunto una posizione più in sintonia con la Corte. A differenza degli Usa, l’Italia – e gli altri Paesi del continente – riconosce la Corte. E a Roma si è svolta la riunione che ha sancito l’istituzione dell’organismo. Ecco perché la decisione del governo Meloni assume un peso ancora maggiore. Tanto più che la posizione non sembra essere concordata con i partner Ue.

Le rassicurazioni agli israeliani sono state date l’altro ieri durante la missione in Italia del ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. Due i colloqui decisivi: con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e della Giustizia Carlo Nordio. A Saar hanno garantito che l’esecutivo ha ricevuto consulenza legale secondo cui i capi di Stato, tra cui Netanyahu, godono dell’immunità durante le visite in Italia, in base alla Convenzione di Vienna. «Ho incontrato Tajani e Nordio - ha detto ieri proprio Saar - e confermo che non ci saranno problemi per il premier Netanyahu a venire nella capitale». Va anche ricordato che tra i leader sotto mandato di cattura internazionale c’è il presidente russo Vladimir Putin.


Ed è sempre di ieri la conferma di un’altra posizione densa di significato politico da parte dell’esecutivo Meloni. Roma, fa sapere Tajani, è pronta a partecipare a una missione Onu per gestire la sicurezza nella Striscia. Nei mesi scorsi era stata ipotizzata la richiesta di carabinieri per un contingente a Gaza. «Lunedì - dice il ministro - sarò in Israele e Palestina per incoraggiare questo processo di pace. Siamo pronti anche ad assicurare una presenza militare, in previsione di un’eventuale scelta Onu di dar vita ad un’amministrazione modello Unifil in Palestina, per unificare la Striscia con la Cisgiordania».

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