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Nave spia russa esplora il relitto del mercantile affondato nel Mediterraneo: cresce l’allerta Nato

L'Ursa Major affondata a dicembre 

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Da ieri la Yantar ha preso posizione a largo della Spagna, dove è colata a picco l’Ursa Major. E’ sorvegliata dall’Alleanza perché può studiare cavi e tubature sottomarine bersaglio nel Baltico
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È un altro momento di tensione nel Mediterraneo occidentale. Da ieri la nave spia russa Yantar ha preso posizione a largo della Spagna, proprio dove alla vigilia di Natale è affondato il mercantile “Ursa Major” utilizzato da Mosca per i trasporti più delicati. L’armatore Oboronlogistics – società che lavora quasi esclusivamente per la Difesa - sostiene che il bastimento è stato vittima di un attacco, in cui ha perso la vita un uomo dell’equipaggio: più cariche esplosive all’esterno della fiancata hanno provocato le falle letali.

La nave spia dispone di due sottomarini teleguidati che possono ispezionare il relitto, per accertare cosa l’abbia fatto colare a picco. Non solo: i suoi robot degli abissi possono anche recuperare materiali particolarmente sofisticati, sia tra la documentazione che nella stiva: l’Ursa Major aveva imbarcato componenti per la costruzione del nuovo rompighiaccio artico a propulsione nucleare, inclusi i portelli antiradiazioni del reattore. Non è escluso che ci f…

È un altro momento di tensione nel Mediterraneo occidentale. Da ieri la nave spia russa Yantar ha preso posizione a largo della Spagna, proprio dove alla vigilia di Natale è affondato il mercantile “Ursa Major” utilizzato da Mosca per i trasporti più delicati. L’armatore Oboronlogistics – società che lavora quasi esclusivamente per la Difesa - sostiene che il bastimento è stato vittima di un attacco, in cui ha perso la vita un uomo dell’equipaggio: più cariche esplosive all’esterno della fiancata hanno provocato le falle letali.

La nave spia dispone di due sottomarini teleguidati che possono ispezionare il relitto, per accertare cosa l’abbia fatto colare a picco. Non solo: i suoi robot degli abissi possono anche recuperare materiali particolarmente sofisticati, sia tra la documentazione che nella stiva: l’Ursa Major aveva imbarcato componenti per la costruzione del nuovo rompighiaccio artico a propulsione nucleare, inclusi i portelli antiradiazioni del reattore. Non è escluso che ci fossero altri apparati top secret.

La Yantar è una sorvegliata speciale, monitorata dalla Nato in tutti i suoi movimenti attraverso il Mediterraneo: le sue strumentazioni permettono infatti di studiare cavi e tubature sottomarine, bersaglio nel Baltico di una serie di sabotaggi che hanno spinto alcuni governi a parlare di “guerra ibrida”.

Nell’ultima settimana i ricognitori Boeing Poseidon dell’Us Navy l’hanno seguita e sorvolata senza sosta, venendo affiancati nel Canale di Sicilia – dove si trovano le condotte di gas strategiche per il nostro Paese – anche dai P72 dell’Aeronautica. Poi il battello dell’intelligence russa ha fatto scalo ad Algeri, che mantiene ottime relazioni con Mosca. E appena ha raggiunto la zona del naufragio dell’Ursa Major i controlli statunitensi sono ripresi.

Questa mattina infatti un’aerocisterna dell’Us Air Force è rimasta a lungo in prossimità della Yantar, compiendo diversi cerchi nel cielo tipici del rifornimento in volo di un altro velivolo, non comparso nei tracciati dei siti che monitorano gli aerei civili: il segno della presenza di un jet militare, probabilmente un altro Poseidon impegnato a intercettare le trasmissioni del battello russo.

In questo momento, la flotta di Mosca nel Mediterraneo non può dare appoggio alla nave spia: le fregate presenti sono schierate davanti al porto siriano di Tartus, dove è in corso un braccio di ferro con il nuovo governo di Damasco per rimpatriare il contingente che proteggevano il regime di Assad.

Da giorni due mercantili, sempre della Oboronlogistics, attendono il permesso per entrare nelle acque territoriali e attraccare i moli, dove è stata parcheggiata una lunghissima fila di veicoli militari. Le navi militari restano davanti a Tartus, dando protezione con i loro cannoni e missili alle forze russe intrappolate in Siria.

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